Kia Niro: un futuro da crossover

La concept coreana, disegnata in Europa, anticipa una crossover compatta. La propulsione ibrida porta in dote la trazione integrale. Al 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina da 160 cv è abbinato un motore elettrico da 45 cv

È un ibrido. Un po’ crossover, un po’ compatta, un po’ berlina sportiveggiante. Kia Niro è un corpo con diverse anime. Sviluppata dal Centro stile europeo e presentata in occasione del Salone di Francoforte, anticipa una crossover compatta di futura realizzazione.

È un ibrido… anche nel cuore. La concept coreana è infatti mossa da un motore elettrico abbinato al quattro cilindri 1.6 16V turbo a iniezione diretta di benzina appannaggio di pro_cee’d GT (leggi qui la nostra prova), adottato nello step da 160 cv anziché gli originari 204 cv. La sovralimentazione, nel dettaglio, avviene mediante turbocompressore twin scroll. Tecnologia che, anziché far convergere direttamente alla turbina i 4 collettori di scarico, tiene separate le uscite dei cilindri 2 e 3 da quelle dei cilindri 1 e 4 onde sfruttare al meglio la dinamica delle colonne dei gas combusti e ridurre il turbo lag. La trasmissione è a doppia frizione a 7 rapporti, la trazione integrale. L’unità endotermica agisce sulle sole ruote anteriori, mentre al retrotreno opera il propulsore elettrico da 45 cv. Quest’ultimo, in rilascio e frenata, funge da generatore ricaricando le batterie, sommandosi all’operato del 1.6 turbo in fase di spinta.

Sviluppata sulla base di un inedito pianale, Niro è lunga 418,5 cm: +13,5 cm rispetto a Rio e -12,5 cm qualora confrontata con Cee’d. Una via di mezzo tra una compatta e una media. L’altezza di 155,8 cm la colloca a pieno titolo nella categoria delle crossover. Basti pensare che Soul può contare su 161 cm e Sportage su 164 cm. Decisamente contenuto il passo, dato che con 259 cm eguaglia sostanzialmente la piccola Rio (257 cm), restando a debita distanza dalle Suv Sportage (264 cm) e Sorento (270 cm).

Originale l’abitacolo, dove ai tradizionali sedili anteriori viene preferita una panchetta profilata, solidale al tunnel. Scelta che porta in dote la possibilità di regolare longitudinalmente tanto lo sterzo quanto la pedaliera, così da personalizzare la posizione di guida. Più convenzionale la configurazione del divanetto, frazionabile e abbattibile 50/50. Modernità che viene però prontamente riaffermata dalla futuristica strumentazione digitale: il cruscotto può essere configurato a piacere, mentre il display al vertice della consolle funge da schermo tanto per il navigatore quanto per le immagini riprese dalle telecamere collocate all’avantreno, al retrotreno e in corrispondenza dei retrovisori laterali. Display che, in aggiunta, permette di monitorare l’inclinazione della vettura, l’orientamento secondo i punti cardinali e la connettività Bluetooth.

Kia Niro Porta al debutto un’idea furba: all’apertura del portellone i gruppi ottici posteriori ruotano, illuminano il bagagliaio e fungendo al tempo stesso da luci di posizione. Altrettanto originale la collocazione lungo gli elementi tubolari di giunzione tra tunnel e consolle sia del selettore ad anello (!) della trasmissione sia dei comandi a sfioramento dell’accensione, del sistema audio e del computer di bordo. Design e funzionalità trovano un punto di contatto.