Milano, domenica, ore 8:30. Alzo le tapparelle e guardo fuori. Lei sonnecchia ancora sotto la mia finestra, con le sue 5 porte nella colorazione Black Soul. Mi lavo e mi vesto: si va a correre. In un balzo sono seduta al volante della Picanto e riempio subito il vano (ampio) sotto la consolle di “accessori”, indispensabili per la mia uscita. Sfrutto tutto lo spazio, infilo anche una bottiglietta d’acqua e… sorpresa! Un bottoncino fa scattare un meccanismo a scomparsa che abbraccia la bottiglietta (anche due), per evitare che si muova durante la guida.

KIA Picanto vano OK

Curioso in giro. Gli interni sono ben rifiniti e danno una sensazione di qualità. Del resto è la versione Techno Glam, al vertice della gamma… A dominare è il nero. Di rosso, invece, si tinge la strumentazione di bordo. Un contrasto definito che la rende facilmente leggibile, di giorno come di notte. Il volante in morbida pelle è davvero molto elegante: se però si indossano anelli lavorati è il caso di fare attenzione perché si potrebbe graffiare.

KIA Picanto volante

Il sedile di guida è regolabile in altezza, ma non per il passeggero, che nella sua postazione è forse un po’ costretto. Mi muovo. Direzione parco, come ogni domenica (meteo permettendo…). Al primo semaforo scopro che la piccola coreana è dotata di sistema Kia EcoDynamic Stop&Go. Il motore si spegne automaticamente nel momento in cui l’auto si arresta; quando si è pronti a ripartire si preme il piede sulla frizione e il motore si riaccende. In questo modo si riducono le emissioni inquinanti e si risparmia anche sul carburante. Nel traffico urbano questa tecnologia eco-friendly è ottimale. Devo prenderci un po’ la mano: dopo un paio di semafori, però, sfrutto l’opportunità senza alcun problema.

Moderna, scattante, cittadina. La mobilità urbana è il suo pane. Facile da condurre, per essere una mille, con motore a 3 cilindri, risponde con brio alle sollecitazioni. È ben attaccata alla strada. L’abitacolo è insonorizzato, i fruscii rimangono fuori. Sospensioni OK, a prova di buche, rotaie del tram e pavé. Anche una guida più rilassata risulta piacevole. I cambi di marcia sono fluidi, gli innesti precisi. Le dimensioni contenute di questa vettura e lo sterzo sensibile quanto basta facilitano le manovre di parcheggio, anche se non sono presenti  sensori e aiuti sonori o visivi.

KIA-Picanto-gambaOre 11:30. Corsa, doccia e di nuovo lei. La porto alla Triennale: è tempo di brunch e di visitare una mostra con alcuni amici. Dietro si sta belli comodi”, mi dicono. Ai tre sedili sono abbinati altrettanti poggiatesta e le maniglie di cortesia. Gli ospiti apprezzano anche la leggerezza delle porte: si aprono con facilità, anche per la gioia di bambini e persone non più giovani. In dotazione ci sono soprattutto 6 air bag e 7 anni di garanzia o 150.000 km. 

KIA Picanto Triennale2

Milano, lunedì. Sì, la tengo ancora un po’ sotto osservazione, anche per una prova serale. Mi accorgo che oltre alla luce centrale standard, che si attiva nel momento in cui si usa il telecomando per aprire le porte, si accendono due ulteriori  punti luce: uno nell’area dei pedali e l’altro all’altezza dei piedi del passeggero. D’effetto le luci a LED anteriori e posteriori (anche su una “piccola” fanno un figurone) e i vetri posteriori oscurati. Nel bagagliaio abbiamo infilato la sacca della palestra e altre due borse. Stop. Cosa mi mancherà di questa city car che avanza, a ragione, le pretese di una “media”? Senz’altro il sistema Stop&Go, un vero risparmio sui consumi, i comandi al volante e l’agilità con cui riesce a districarsi nelle situazioni urbane più diverse. Di domenica e di lunedì…

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