Lamborghini Aventador SVJ, il ritorno della Jota

770 cv e aerodinamica attiva per l'ultima bestia del Toro, presentata a Pebble Beach

25 agosto 2018 - 18:08

In principio fu la Miura Jota. Nata da un’intuizione di Bob Wallace, allora collaudatore del Toro, era sostanzialmente una Miura da corsa, che però non partecipò mai alle competizioni: il nome deriva infatti dall’allegato J del regolamento FIA, che stabilisce le specifiche delle auto racing. Adesso, però, a Pebble Beach 2018 è la volta della Lamborghini Aventador SVJ. Che, fra le altre cose, è stata anche più veloce della Porsche 911 GT2 RS al Nurburgring, con un tempo di 6’44”97.


Aerodinamica vigile
Il look è quello solito, urlato, delle Lambo di oggi. Ma la Lamborghini Aventador SVJ è forma e funzione, con il sistema di aerodinamica attiva A.L.A. Davanti, lo splitter contribuisce a diminuire la resistenza all’avanzamento e aumentare il carico. Sul lato B svetta lo strano alettone che, essendo diviso in due, favorisce la tenuta in curva, dando fino al 30% in più di carico aerodinamico alla ruota interna. Sotto alla vettura, poi, ci sono speciali acceleratori di flussi che aumentano la velocità dell’aria, incollando ancora di più questa Lambo al suolo.


Roba di prima qualità
Per migliorare il comportamento in curva la Lamborghini Aventador SVJ conta anche sulle quattro ruote sterzanti e sugli ammortizzatori magnetoreologici – entrambi lavorano di concerto con l’aerodinamica attiva – senza dimenticare pneumatici adatti a cotanta verve, i Pirelli Trofeo R. Resta solo da citare l’ultima e vera opera d’arte di questa supercar da record, ovvero il leggendario V12 da 6,5 litri.


Potenza mostruosa per un aspirato
Accreditato di 770 CV a 8.500 giri e 720 Nm a 6.750 giri, questo super-aspirato rende la Lamborghini Aventador SVJ la più potente Lambo di serie uscita dai cancelli di Sant’Agata Bolognese. Tradotto in (altri) numeri, significa che la SVJ archivia la pratica dello “0-100”, complice la consueta trazione integrale, in soli 2,8 secondi, sorpassando i 200 km/h in 8,6 secondi. Fermandosi – si fa per dire – quando il tachimetro indica quota 350 km/h. Il tutto, con quattro modalità di guida: Strada, Sport, Corsa ed Ego (personalizzabile).

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Youngtimer – Fiat Tipo, l’auto di Montalbano

1969: la Nasa arriva sulla Luna, in Italia debutta la Fiat 128

Mitsubishi L200 DC Hurricane, un nome una garanzia