Lamborghini, la nuova Countach e il “caso” Gandini

Il leggendario designer italiano boccia il remake di uno dei suoi modelli più famosi.

Chi ama il bello applicato alle automobili, al design industriale e ai complementi d’arredo, sa perfettamente chi è Marcello Gandini. Si devono alla sua mente geniale, per rimanere nel nostro ambito e citarne solo due, opere d’arte come la Lamborghini Miura e la prima Lamborghini Countach, quella presentata nel 1971. Nel 2021, il nome Countach è stato ripreso da Lamborghini (seguito dalla sigla LPI 800-4) per il “remake” presentato a Pebble Beach e che verrà prodotto in tiratura limitata. Un modello che nulla ha a che fare con Gandini, però. E qui scoppia il caso.

Gandini non ha lavorato alla “nuova” Countach

A sottolinearlo è stato il designer torinese tramite una nota ufficiale (sotto la riportiamo integralmente), con la quale prende le distanze dal remake e mette in chiaro di non aver avuto alcun ruolo nella definizione delle linee della vettura. Un chiarimento resosi necessario, come si legge nella nota, in seguito alle “innumerevoli richieste di chiarimento ricevute da Marcello Gandini da parte di esponenti della stampa e addetti ai lavori del settore del car design nelle scorse settimane”.

Bisogna anche dire che Automobili Lamborghini mai ha comunicato o fatto credere – esplicitamente o implicitamente – che Gandini abbia avuto un ruolo nella definizione della nuova Countach. Forse la cosa si poteva specificare in maniera ancora più chiara (in modo da evitare le richieste dei giornalisti, che non hanno fatto altro che il proprio mestiere), ma se si guarda il video, qui sotto, dell’intervista che Mitja Borkert ha fatto a Marcello Gandini, mai si fa cenno a eventuali collaborazioni, supervisioni o “benedizioni” di quest’ultimo in merito alla LPI 800-4.

Il concetto di “rottura” per Gandini? Altro che nuova Countach

Il punto più interessante è dunque un altro, questo, scritto nero su bianco da Gandini: “Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l’ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell’auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all’abitudine sono stati l’essenza stessa del mio lavoro”.

Ovviamente Marcello Gandini sa che il mondo, rispetto al 1971, è cambiato in maniera sostanziale, infatti aggiunge: “È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto riguarda me stesso, ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer”.

Per fortuna non tutti la pensano allo stesso modo

Un designer di talento e dalla forte personalità come Gandini non sarebbe mai sceso a compromessi, dunque. Mai avrebbe messo la sua firma su un progetto come quello della nuova Countach. Tanto è bastato per farne – ancor di più – l’idolo dei nostalgici. In realtà lo stesso Gandini mostra grande realismo quando afferma che il suo voler creare modelli completamente diversi rispetto ai precedenti si applica soprattutto alle supercar Lamborghini.

I remake che ci piacciono

Tutto questo per dire che è una fortuna, invece, che all’interno delle Case automobilistiche ogni tanto qualcuno si svegli e pensi a come rendere omaggio a una gloria del passato, e a come farlo nel migliore dei modi (nel rispetto delle economie di scala oggi imprescindibili). Si pensi per esempio alla Fiat 500 del 2007 e alla MINI by BMW del 2001, ma anche alla Renault 5 elettrica, alla Alpine A110 e alla Land Rover Defender. Nel caso delle prime due, è proprio il caso di dire “se non ci fossero, bisognerebbe inventarle”. Per i milioni di clienti che le hanno comprate, ma anche per le casse di Fiat e BMW.

Nel caso della Renault 5 elettrica, la storia è ancora tutta da scrivere ma l’apprezzamento è unanime. Quanto alla Defender e alla Alpine, sono ovviamente molto più di nicchia. Ciò non toglie che gli addetti ai lavori (in entrambi i casi) e i numeri di mercato (nel caso della Defender) diano ragione a chi le ha volute. E voi, da che parte state?

La nota di Marcello Gandini