Land Rover Discovery4 XXV: buon venticinquesimo!

Un’edizione speciale per festeggiare i cinque lustri della 4x4 britannica. Interventi estetici di dettaglio si accompagnano a interni in pelle Windsor e cerchi in lega da 20”. Invariati sospensioni, trazione integrale permanente, V6 3.0 td e Terrain Response

18 febbraio 2014 - 11:02

Un classico che non tradisce le origini. Trazione integrale permanente, ridotte, Terrain Response e propulsore di derivazione Jaguar. Discovery è un’icona dell’off road, prossima al 25esimo compleanno. Ricorrenza per festeggiare la quale Land Rover ha approntato un’edizione speciale, al debutto in occasione del Salone di Ginevra.

Discovery4 XXV Edition è caratterizzata da interventi estetici di dettaglio: quattro colori di carrozzeria dedicati – Causeway Grey, Santorini Black, Fuji White e Indus Silver –, cornici della griglia frontale e calotte dei retrovisori laterali rifinite in nero, protezioni in acciaio per i paraurti e badge distintivi lungo portiere e portellone nonché cerchi in lega da 20” a cinque doppie razze. In abitacolo, partendo dall’allestimento HSE, top di gamma, plancia, cruscotto, volante in legno e pannelli porta sono rivestiti in pelle Windsor.

Nulla cambia sotto il profilo meccanico. L’unico “cuore” disponibile è il noto 6 cilindri a V di 2.993 cc alimentato a gasolio e sovralimentato mediante due turbocompressori in parallelo, derivato da quanto appannaggio della berlina Jaguar XF e abbinato a Discovery4 nelle configurazioni da 211 e 255 cv. Unità ottimizzata nell’erogazione in funzione dell’utilizzo off road e dotata di coppa dell’olio più profonda per garantire una lubrificazione ottimale in fuoristrada. Propulsore che sfrutta l’azione di due turbine, di diverse grandezze, collegate in serie. Un sistema che differisce dalle soluzioni a doppio stadio adottate da altre Case in quanto non associa un turbo di piccole dimensioni per i bassi regimi con un’unità di maggiori dimensioni funzionante da medio regime, bensì sfrutta una turbina grande a geometria variabile dal minimo sino a 2.400 giri, regime oltre il quale si attiva anche il secondo turbocompressore, di dimensioni più piccole. Così facendo, crescono i kgm erogati a basso regime ed è possibile sia l’allungamento dei rapporti sia l’attivazione a velocità inferiori, riducendo la fase di slittamento, della frizione di presa diretta della trasmissione automatica a 8 marce ZF (dotata di riduttore) del tipo mediante convertitore di coppia.

Invariati anche lo schema delle sospensioni – a ruote indipendenti a triangoli trasversali sovrapposti – e il Terrain Response. Sistema, quest’ultimo, che consente di adattare alle caratteristiche del terreno l’erogazione del propulsore, la soglia d’intervento del controllo di stabilità e trazione, la gestione della trasmissione, l’altezza da terra della vettura, variabile grazie alla presenza di molle pneumatiche, e la percentuale di bloccaggio dei differenziali elettronici centrale e posteriore (quest’ultimo optional) in base a 5 programmi: guida generica (asfalto e sterrato leggero), erba/ghiaia/neve (superfici a scarsa aderenza), fango/solchi, sabbia e, infine, roccia. Armonizzati al programma selezionato sia l’Abs sia il limitatore della velocità in discesa (Hdc) abbinato al Gradient Release Control che assicura, al rilascio dei freni lungo pendenze estreme, una riduzione progressiva della pressione esercitata dall’impianto, così da non scomporre il veicolo. Da tradizione, la trazione è integrale permanente.

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