Le 10 scoperte che hanno cambiato l’auto

L’ABS, l’ESP e gli air bag hanno proiettato l’auto in una nuova dimensione. Ecco le 10 invenzioni che hanno sconvolto il mondo delle quattro ruote.

14 giugno 2015 - 18:06

Dal 1928, quando venne scoperta quasi casualmente da Alexander Fleming, la penicillina ha cambiato il mondo. Antonio Meucci, a metà del diciannovesimo secolo, inventò l’antenato di tutti i telefoni, ponendo le basi per lo stravolgimento dell’esistenza delle generazioni successive. Innovazioni che portarono a un miglioramento della qualità della vita e che segnarono i secoli a venire. Lo stesso è avvenuto in ambito automobilistico.

Era il 1978 quando Mercedes-Benz introdusse l’ABS. Da quel momento, bloccare gli pneumatici in frenata sul bagnato e schiantarsi contro i muri, o le auto che precedono, non fu più la normalità. Nel 1995 Bosch sperimentò il primo sistema di controllo della stabilità; dopo quella data, andare in testacoda come una trottola a seguito d’una brusca sterzata diventò mestiere esclusivamente da stuntman. Il mondo dell’auto ha conosciuto invenzioni, ora assodate e spesso date per scontate, che hanno rivoluzionato il settore delle quattro ruote. Ecco una panoramica delle 10 scoperte più importanti per la vita dell’automobilista moderno.

ABS

Si legge Antilock Braking System, si pronuncia sicurezza. Il sistema, inventato nel 1978 da Mercedes-Benz dietro consulenza Bosch, impedisce il bloccaggio delle ruote in frenata, conservando la direzionalità della vettura e favorendo la riduzione degli spazi d’arresto; specie su fondo scivoloso. Vari sensori, inclusa una ruota fonica, misurano la velocità di rotazione di ciascuna ruota, la paragonano a quella delle altre e, se necessario, intervengono sull’impianto frenante. Dall’ABS sono derivati i moderni sistemi di controllo della trazione e della stabilità.

Air bag

Ormai presenti a bordo di tutte le vetture, sono dei sacchi – altresì detti cuscini – in tessuto di nylon che, in caso d’impatto, si gonfiano impedendo il contatto del corpo con la struttura della vettura. Grazie a un gas inerte (azoto) prodotto da speciali pastiglie innescate da una mini carica esplosiva, fuoriescono dalla loro sede in circa 30-50 millesimi di secondo e altrettanto rapidamente si sgonfiano (in 120-150 millesimi di secondo), attenuando l’urto tra corpo e cuscino. E consentendo ai portatori d’occhiali di provare l’ebbrezza di mettere all’istante le lenti a contatto… Solitamente vengono “annegati” nella parte centrale del volante e nella plancia dinanzi al passeggero anteriore, ma sono disponibili anche in configurazione laterale e a tendina per proteggere tanto il busto quanto la testa degli occupanti dell’abitacolo. L’attivazione è legata all’input trasmesso dall’elettronica dell’auto che registra l’entità della decelerazione a seguito dell’impatto.

Cambio a doppia frizione

Si tratta di una trasmissione automatica – sovente corredata di un’opzione manuale mediante levette al volante – nella quale una coppia di frizioni, ciascuna delle quali gestisce una serie di rapporti, trasmette il moto alle ruote alternandosi in funzione della marcia richiesta. Sviluppata da Porsche alla fine degli Anni ’70, ha conosciuto la massima diffusione grazie a Volkswagen che, nel 2003, ha dedicato il primo cambio DSG alla Golf IV R32. Il sistema è composto da due gruppi separati e indipendenti, ciascuno con la propria frizione. Il primo gestisce i rapporti dispari (1, 3 e 5), il secondo quelli pari (2, 4 e 6). Innestando la I, il moto alle ruote viene trasmesso chiudendo la relativa frizione, mentre nell’altro gruppo, tenuto isolato mantenendo aperta la seconda frizione, è già pronta la II. Al momento opportuno, la frizione del gruppo dei rapporti dispari si apre – preparandosi all’innesto della III – e contemporaneamente quella dei rapporti pari si chiude. Il passaggio da una frizione all’altra è pressoché impercettibile e affidato a degli attuatori elettroidraulici.

Cruise control

Ore e ore in autostrada con il piede destro sull’acceleratore, bloccati come una statua di marmo e intorpiditi peggio d’un contorsionista? Mai più. Il cruise control ha relegato tutto ciò al passato. Altresì definito “regolatore automatico della velocità”, è un dispositivo che mantiene costante l’andatura senza bisogno di agire sull’acceleratore, compensando automaticamente i cali o gli incrementi dovuti ai cambi di pendenza. Si disinnesta non appena viene sfiorato il pedale del freno e, negli sviluppi più moderni, definiti adattivi, include il mantenimento automatico della distanza di sicurezza dal veicolo che precede nonché la funzione Stop&Go nel traffico.

ESP

Electronic Stability Program. Nato nel 1995 grazie al dipartimento di ricerca e sviluppo Bosch, garantisce la stabilità della vettura basandosi sull’operatività dell’ABS. La regolazione automatica e separata della frenata e dell’erogazione del motore impedisce di perdere il controllo dell’auto anche in caso di manovre improvvise. Sensori specifici relativi all’angolo di sterzata e all’accelerazione trasversale, giroscopi e accelerometri rilevano le mutazioni nell’assetto del veicolo e avvertono la centralina del citato ABS che, agendo sulle singole ruote, provoca un’imbardata in grado di ripristinare la stabilità del mezzo.

Fari a LED

Light Emitting Diode. Impiegati inizialmente per le spie dei cruscotti, i diodi luminosi hanno preso piede in una miriade di applicazioni automobilistiche e, in special modo, nella funzione d’illuminazione più classica e delicata: i fari. Hanno il vantaggio di poter contare su di una durata pressoché eterna e di assorbire una quantità d’energia elettrica infinitamente inferiore alle lampade a incandescenza, alogene o a scarica di gas. Consentono di realizzare grafiche luminose accattivanti, prestandosi ad assumere le fogge più disparate. Sono alla base della “firma luminosa” di numerosi marchi, oltre che di cafonate inenarrabili…

Frenata automatica d’emergenza

L’angelo custode d’ogni automobilista. L’auto si arresta automaticamente in caso di collisione imminente, specie durante la marcia urbana. I moderni sistemi di frenata autonoma del veicolo sfruttano l’interazione tra ABS, radar, telecamere e sistemi a raggi infrarossi per parametrare la velocità d’avanzamento della vettura e il ridursi della distanza di sicurezza. Un’assicurazione sulla vita, solitamente disponibile per la sola marcia cittadina – a velocità ridotte; spesso sino a 30 km/h – oppure estesa alla guida extraurbana.

Head-Up display

Quanto di più simile a un videogioco: l’head-up display proietta alcune informazioni relative alla marcia o al veicolo direttamente sul parabrezza o, mediante un piccolo schermo dedicato, alla base dello stesso. Le indicazioni entrano così a fare parte dell’orizzonte visivo del conducente, senza che questi sia costretto a distogliere lo sguardo dalla strada. Derivata dagli aerei militari, tale tecnologia mette a fuoco le immagini sullo stesso piano (l’infinito) sul quale si trova a operare l’occhio umano.

Servosterzo

Più scontato d’una multa passando con il rosso, sino a un ventennio fa era un miraggio. Il miglior amico dei parcheggiatori riduce lo sforzo da esercitare sul volante per sterzare le ruote. Tradizionalmente agisce mediante un circuito idraulico ad alta pressione che si avvale d’una pompa azionata dal propulsore, mentre in epoca moderna è affidato a un motorino elettrico che consuma energia solamente quando chiamato all’azione. Una via di mezzo tra le due soluzioni è data dalla tecnologia elettroidraulica in cui la pompa, invece che essere mossa dal motore termico, è azionata da un’unità elettrica.

Sospensioni attive

Il tappeto volante di Aladino: adattano automaticamente e istantaneamente le caratteristiche di smorzamento – compressione ed estensione – degli elementi ammortizzanti in funzione dell’angolo di sterzata, delle condizioni del fondo stradale e, soprattutto, della velocità e dello stile di guida. Il sistema, in configurazione base, agisce solamente sulla taratura delle sospensioni, mentre nelle versioni più evolute influenza anche l’altezza da terra del veicolo e l’eventuale inclinazione del corpo vettura verso l’interno curva. Il funzionamento si avvale di una pompa idraulica ad alta pressione che rifornisce d’olio – in un battito di ciglia – i cilindri (uno per ruota) che fungono da attuatori.

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