MINI ALL4 Racing: l’undici all’assalto della Dakar

Adottano dei 6 cilindri 3.0 td da 307 cv le 11 MINI pronte a conquistare il raid più famoso al mondo. Grazie a 4WD, differenziali heavy duty, cambio sequenziale Sadev, 8 ammortizzatori e serbatoi da 375 litri divoreranno 9.374 km tra Argentina, Bolivia e Cile

Undici esemplari iscritti. Un esercito. Pronto a invadere Argentina, Bolivia e Cile. Con l’unico obiettivo di calare il tris, confermando il successo ottenuto nelle ultime due edizioni dal francese Stéphane Peterhansel. MINI ALL4 Racing è pronta per la Dakar 2014.

La 36esima edizione del raid più famoso del mondo avrà luogo dal 5 al 18 gennaio 2014 in Sud America, come del resto accade dal 2009 a causa dell’instabilità politica del Continente africano. Il percorso, lungo 9.374 km, vedrà il prototipo MINI, derivato dal modello di serie Countryman John Cooper Works ALL4, percorrere oltre 1.367 km cronometrati in più rispetto al 2012. Una sfida nella sfida.

È la WRC adattata ai raid? Niente affatto. Mini ALL4 Racing condivide solamente alcuni componenti con MINI Countryman WRC. Progetto, quest’ultimo, iniziato nel 2010 con l’obiettivo di conquistare il Mondiale rally e naufragato dopo nemmeno due anni a causa dei contrasti tra la Casa britannica e il team Prodrive capitanato da David Richards. Gli unici punti di contatto sono la struttura monoscocca e il cambio sequenziale Sadev a 6 rapporti. La trazione integrale permanente prevede infatti tre differenziali autobloccanti Xtrac che, sebbene simili a quanto adottato dalla WRC, appartengono alla serie Super Heavy Duty e sono raffreddati a olio.

Distanze siderali quanto a motorizzazioni. Mentre la WRC monta, da regolamento Fia, un 4 cilindri in linea 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina, ALL4 Racing è mossa da un’unità anch’essa di derivazione BMW, ma alimentata a gasolio. Più precisamente un 6 cilindri in linea common rail di 2.993 cc sovralimentato mediante due turbocompressori, in grado di erogare 307 cv a un regime decisamente basso: 3.250 giri/min. Propulsore forte della lubrificazione a carter secco e potenzialmente in grado di sprigionare una cavalleria superiore, se non fosse imposta dal regolamento una flangia da 38 mm in aspirazione.

La vettura è equipaggiata con cerchi da 16 pollici e pneumatici Michelin All-Terrain 245/80, cui si aggiungono 3 ruote di scorta collocate nella parte posteriore dell’abitacolo. L’impianto frenante prevede dischi anteriori e posteriori da 320 mm di diametro, sui quali agiscono pinze a 6 pistoncini, raffreddati rispettivamente ad aria e ad aria/acqua. Come ogni vettura destinata ai rally raid, particolarmente curato è il reparto sospensioni, chiamato a gestire sollecitazioni e carichi di lavoro distruttivi. La race car britannica, nel dettaglio, adotta 4 ammortizzatori regolabili per ogni asse (2 per ruota) raffreddati a olio, mentre le barre antirollio sono regolabili. Completano la dotazione tecnica il roll-bar perimetrale e a traliccio, la plancia in fibra di carbonio, il trip master, i sedili racing Recaro e serbatoi in grado di contenere 375 litri di gasolio.

All’undici volte sovrano della Dakar Stéphane Peterhansel si affiancheranno, con livrea ufficiale Monster Energy X-raid Team, lo spagnolo Joan “Nani” Roma, specialista dei raid, l’argentino Orlando Terranova e il polacco Krzysztof Holowczyc, vincitore del Mondiale Cross Country Rallies 2013. Da non sottovalutare il “privato” Nasser Al-Attiyah, rallysta di rango a proprio agio con la sabbia del deserto, tanto da conquistare la Dakar 2011. Il dream team MINI dovrà vedersela principalmente con la leggenda dei rally Carlos Sainz, a bordo del buggy a due ruote motrici e motore centrale Red Bull SMG, pesante 1.400 kg e forte di 420 cv, con l’Hummer dell’americano Robby Gordon e la Toyota Hilux V8 del sudafricano De Villiers. Sabbia bollente…

 

L'unveiling della prima versione di MINI ALL4 Racing

Il video celebrativo della seconda vittoria consecutiva alla Dakar. Correva l'anno 2013