Mini Roadster 2012

Sportiva al 100%, due posti secchi, linea non convenzionale. Questa è la nuova Roadster che si prepara a conquistare i cultori del Mini pensiero.

29 gennaio 2012 - 23:01

Ogni volta è una sorpresa, un progetto come quello della nuova Mini Roadster che spiazza soprattutto chi pensa che su Mini si sia ormai detto tutto… E invece no. Non sono bastate la Countryman prima e la Coupé poi a farci credere che il cilindro magico della casa tedesca avesse esaurito i conigli da estrarre. La Roadster compie ancora un altro passo nella diversificazione della gamma.

La piccola tedesca costruita ad Oxford – tutte le Mini arrivano da oltre manica rispettando quindi perfettamente il “Made in England” – è l’ultima interpretazione della sportiva “scoperta”: due posti secchi e il tetto in tessuto ad apertura manuale. Che ne dite? Vi presentiamo Mini Roadster, la Mini che riporta in auge un concetto in voga nel periodo a cavallo degli anni ’60.

Vetture estreme destinate a un pubblico esigente e disposto a qualche rinuncia pur di apparire: la ricerca del design porta a dover abbandonare il “superfluo” come i posti posteriori sostituiti da un vano di carico da 240 litri. In questo caso è l’immagine che conta, sempre supportata dalla sicurezza assicurata da un doppio roll-bar che prende posto alle spalle di pilota e passeggero. La Mini Roadster spicca anche per la grafica, con le bande che corrono dal cofano fino alla coda tronca, la cui colorazione ricorda le “HotRod”, le muscolose GT americane mosse da mostruosi motori otto cilindri a V.

La Roadster unisce idealmente due concetti noti: il piacere della guida cabrio e l’impagabile personalità della Mini Coupé; con quest’ultima condivide la gamma di motorizzazioni che si articola su quattro motori tra cui spicca un diesel da due litri di cilindrata capace di 143 cavalli e di far volare la Mini Roadster fino a 212 km/h con un consumo nell’ordine dei 4,5 litri per 100 km. Un motore indubbiamente parco e sportivo al punto giusto.

L’alternativa al diesel è il classico 1,6 litri a benzina, disponibile in tre diversi livelli di potenza. La Cooper standard eroga 122 cavalli, la Cooper S addirittura 184 e per lei vengono dichiarate prestazioni maiuscole: 0-100 km/h in sette secondi e 227 km/h di velocità massima.

Naturalmente non poteva mancare l’allestimento per i veri “malati” di prestazioni. John Cooper Works è la factory specializzata in allestimenti supersportivi su base Mini. Allenate le coronarie perché con la Mini Roadster JCW c’è il rischio di andare oltre la “soglia”. Grazie al quattro cilindri TwinPower Turbo progettato da BMW – che equipaggia anche il motore della Cooper S – la JCW arriva a quota 211 cv, abbassa di mezzo secondo il record personale della Cooper S e riduce lo zero-cento a 6,5 secondi.  La velocità massima è di 147 miglia, in altre parole 237 km/h.

Facile intuire che sulla Roadster la proverbiale guida da kartistica di tutte le Mini esca ulteriormente enfatizzata, e non solo per la differente distribuzione dei pesi, ma soprattutto perché la Roadster è 20 mm più bassa della sorella Cabrio. Ovviamente non manca l’indispensabile contributo elettronico per fare della guida sportiva una guida sicura.  Di serie sterzo elettronico a taratura variabile in funzione della velocità, DSC – Dynamic Stability Control – controllo dinamico della stabilità e DTC – Dynamic Traction Control – controllo di trazione che per la versione JCW è affiancato dal differenziale con auto-bloccaggio elettronico EDLC.

Della Roadster si ignorano prezzi e data commercializzazione ma se arrivasse prima dell’estate… sarebbe l’ennesimo successo annunciato!

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