In un mercato che nel canale “privati” ha rallentato, Dacia continua a macinare risultati. Il brand chiude il 2025 con 97.198 veicoli immatricolati, in crescita del +13,1%, e consolida una presenza sempre più strutturata nel panorama italiano: quota complessiva del 5,67% (auto + veicoli commerciali) e 6,2% nel solo mercato auto.
Il dato più rilevante, però, riguarda la qualità del mix: per il terzo anno consecutivo Dacia si conferma leader nel mercato retail, cioè il canale più legato alla domanda reale dei privati, dove la sensibilità al prezzo e ai costi di gestione resta un driver decisivo.
Il “caso Dacia”: cresce nel retail mentre il canale privati cala

Il 2025 del retail auto in Italia si chiude con un segno meno: -9,4%. In questo scenario Dacia non solo tiene, ma avanza: chiude l’anno con una quota record del 10,6% tra i clienti privati, guadagnando 0,5 punti rispetto al 2024.
Tradotto in logica economica, significa una cosa: il marchio riesce a intercettare una domanda sempre più ampia, in una fase in cui molti consumatori rinviano l’acquisto o cercano alternative più razionali. Il posizionamento Best Value for Money diventa quindi una strategia difensiva e offensiva allo stesso tempo: contenere il prezzo d’accesso, ma alzare la percezione di valore con dotazioni concrete.
E i modelli che sostengono questa crescita sono esattamente quelli che presidiano i segmenti più sensibili al budget:
- Duster, terzo modello più venduto in assoluto nel mercato a privati
- Spring, seconda nel segmento A elettrico a privati
- Sandero, best seller del brand e auto straniera più venduta in Italia
Sandero: il restyling come leva di continuità commerciale

Dacia presenta il restyling di Sandero e Sandero Stepway in un momento strategico: quando un modello è al vertice delle vendite, il rischio non è “fare di più”, ma sbagliare il passo e perdere attrattività su prezzo, contenuti e costi di esercizio.
Il lavoro sul prodotto si muove infatti su tre assi tipici delle operazioni anti-erosione di mercato: design più riconoscibile, per rinnovare la domanda senza stravolgere l’identità, tecnologia e connettività aggiornate, per restare competitivi a parità di posizionamento, motori più efficienti e moderni, per difendere TCO e allargare la base clienti.
Sul frontale arriva una firma luminosa a LED a T rovesciata, con calandra ridisegnata e un linguaggio visivo “pixel”, che rende Sandero immediatamente identificabile. Anche dietro cambiano i fari posteriori, sempre in stile pixel LED.
Dal punto di vista industriale, un dettaglio interessante è l’uso del materiale Starkle®, già visto su Duster: contiene il 20% di plastica riciclata, è non verniciato e nasce per due motivi pratici: ridurre la carbon footprint in produzione e limitare la sensibilità ai graffi nell’uso quotidiano (un vantaggio concreto per chi compra l’auto come strumento).
Interni e infotainment: più tecnologia ma stessa filosofia


Dentro, Sandero aggiorna rivestimenti e finiture con nuovi tessuti e un volante rivisto. Ma la vera partita economica, oggi, si gioca sulla tecnologia di bordo: chi compra nel retail pretende connettività semplice e schermi più grandi, anche su auto accessibili.
Per questo motivo, Dacia introduce il display centrale fino a 10 pollici, il quadro strumenti digitale da 7 pollici, la possibilità di navigazione connessa e la ricarica a induzione (a seconda degli allestimenti). Confermata anche la logica modulare YouClip, che consente di fissare accessori in abitacolo: una soluzione piccola, ma coerente con un’idea di prodotto furbo e funzionale, che aumenta il valore percepito senza impatti enormi sui costi.
Motori: offensiva su efficienza e costi d’uso (GPL e ibrido)
Se il design serve a sostenere il ciclo di vita commerciale, le motorizzazioni servono a difendere un punto chiave per Dacia: il costo totale di possesso.
Eco-G 120: il GPL diventa automatico e cresce l’autonomia
La novità più “da Italia” è il nuovo Eco-G 120, perché per la prima volta abbina: alimentazione bi-fuel (benzina/GPL) e cambio automatico doppia frizione a 6 rapporti
Non è solo un upgrade tecnico: è un messaggio commerciale. Significa rendere il GPL appetibile anche per chi, nel 2026, vuole comodità e guida urbana senza frizione, senza passare necessariamente all’ibrido o all’elettrico.
Dacia aumenta anche la capacità del serbatoio GPL a 49,6 litri (da 40), con un effetto diretto sulla proposta di valore: più autonomia e meno soste.
I numeri dichiarati sono molto aggressivi: fino a 1.590 km complessivi su Sandero Streetway, fino a 1.480 km su Sandero Stepway
Hybrid 155: elettrificazione per Stepway (fine 2026)
L’altro tassello è l’Hybrid 155, che arriverà su Sandero Stepway a fine 2026: una scelta che amplia il bacino potenziale verso chi vuole ridurre consumi e utilizzo del termico in città, senza passare al full electric.
Dacia dichiara consumi ed emissioni ridotti del 10% rispetto al precedente Hybrid 140 e un utilizzo in elettrico in città fino all’80% del tempo: numeri che, se confermati su strada, incidono sulla convenienza reale nel commuting urbano.
TCe 100: benzina più potente per Streetway
Per chi resta sul termico tradizionale, la Streetway aggiorna anche il benzina turbo, che sale a 100 CV.
Connettività a tre livelli e ADAS, aggiornamento intelligente
Dacia mantiene l’offerta infotainment su tre livelli, un approccio utile anche in ottica economica perché permette di tenere basso il prezzo d’attacco e aumentare il valore sugli allestimenti superiori (e quindi migliorare il mix). I sistemi sono: Media Control (entry), Media Display con schermo HD 10” e smartphone mirroring wireless, Media Nav Live con navigazione connessa e audio Arkamys 3D.
Il pacchetto ADAS si aggiorna per le normative europee (frenata automatica d’emergenza e monitoraggio attenzione), ma Dacia introduce anche il pulsante My Safety per richiamare rapidamente le impostazioni personalizzate: una soluzione che semplifica la vita al cliente e riduce l’attrito d’uso, spesso criticato sui sistemi moderni. In più, arrivano accessori e pack come: fari automatici, Multiview Camera, retrovisori ripiegabili elettricamente raggruppati nel Driving Pack.
Un restyling finanziariamente coerente
Il restyling di Sandero non punta a cambiare pelle, ma a rafforzare una formula che oggi è economicamente vincente: auto accessibile, contenuti aggiornati e soprattutto motorizzazioni pensate per tenere basso il costo d’uso, con un GPL più evoluto e un ibrido più efficiente.
In un mercato retail in contrazione, è esattamente questo tipo di coerenza prodotto-strategia che permette a un marchio di difendere quota e continuare a crescere.