Dalla motorizzazione di massa del dopoguerra fino alle nuove sfide della mobilità elettrificata, l’auto in Italia è sempre stata molto più di un semplice mezzo di trasporto. E con la Fiat Panda quell’idea di mezzo accessibile e concreto è diventata parte del paesaggio quotidiano italiano, da oltre quarant’anni. Oggi, mentre la gamma si rinnova tra Grande Panda e Pandina, resta forte il legame tra la Panda e i territori meno battuti, quelli dei borghi e delle strade secondarie. Proprio a quell’Italia si ispira il volume “Pandini nei paesini”, a cura di Vittorio David Di Nepi.
Versatilità e resistenza

Sì perché tutti abbiamo avuto una Panda. E se non era parcheggiata nel nostro garage era in quello di un’amica, di un vicino di casa, di un parente. Magari l’abbiamo tirata al massimo per superare un tir in tangenziale, l’abbiamo riempita di valigie e siamo partiti per le vacanze. E ancora, ci è stata utile per traslocare, conseguire la patente o ha rappresentato per qualcuno un mezzo di lavoro indistruttibile in campagna o tra i pascoli. Insomma, sta di fatto che è stata parte delle nostre vite e il libro in questione racconta della sua presenza nel nostro Paese, attraverso un viaggio ironico e sentimentale.
100 scatti da Nord a Sud, isole comprese


Dalle miniere abbandonate alle feste patronali, dai dammusi (abitazioni e costruzioni rurali tipiche dell’isola di Pantelleria), battuti dal sole, ai passi alpini dove il tempo sembra essersi fermato. Il libro raccoglie un centinaio fotografie bizzarre, scatti che raccontano una realtà autentica. A corredo si trovano informazioni sulle paesi che ospitano questo meraviglioso mezzo, proverbi locali, piatti tipici, curiosità: il tutto confezionato con una bella dose di ironia.

Pandini nei paesini è un viaggio osservato dai finestrini, rigorosamente a manovella, di quello che è diventato il simbolo culturale dell’Italia intera. Prezzo: 14,90 euro, Salani Editore.