Porsche 718 Cayman: mi turbo anche io

La versione 2016 della coupé tedesca condivide la rivoluzione tecnica inaugurata dalla sorella scoperta Boxster: motori 4 cilindri turbo 2.0 e 2.5 da 300 e 350 cv sostituiscono i vecchi 6 cilindri aspirati.

25 aprile 2016 - 15:04

Il solco era stato tracciato: non restava che seguirlo… Dopo il debutto di 718 Boxster, rivoluzionata nella meccanica, la coupé Cayman non poteva che ripercorrere le orme della sorella scoperta abbandonando i tradizionali motori a 6 cilindri in favore di nuovi propulsori quadricilindrici sovralimentati.

Bye bye boxer 6 cilindri aspirato alla base della gamma; benvenuto 4 cilindri 2.0 turbo – sempre con architettura a cilindri contrapposti – a iniezione diretta di benzina da 300 cv e 380 Nm di coppia, laddove la versione S può contare su di un’unità analoga per architettura e caratteristiche tecniche – inclusa la geometria variabile della turbina, derivata dalla top di gamma 911 Turbo – ma portata a 2,5 litri di cubatura e dotata per la prima volta della valvola wastegate per il controllo della pressione di sovralimentazione. Un upgrade cui conseguono 350 cv e 420 Nm. Così facendo, coupé e roadster possono ora contare sulla medesima cavalleria.

A una riduzione dei consumi rispetto al passato, 718 Cayman e 718 Cayman S abbinano un incremento tanto di potenza, di 25 cv qualora confrontate con le “vecchie” versioni 2.7 e 3.4 aspirate, quanto di coppia, nell’ordine rispettivamente dei 90 e 50 Nm. Nessuno stravolgimento, al contrario, per le trasmissioni, dato che al classico cambio manuale a 6 rapporti si accompagna la confermata unità a doppia frizione PDK a 7 marce. Proprio quest’ultima, abbinata al pacchetto opzionale Sport Chrono, consente a 718 Cayman di scattare da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi – un tempo analogo a 718 Boxster – e toccare i 275 km/h anziché i precedenti 5,7 secondi e 266 km/h, mentre 718 Cayman S dichiara 4,2 secondi e 285 km/h: prestazioni, anche in questo caso, superiori alla vecchia generazione, accreditata di 5,0 secondi e 283 km/h.

Modifiche di dettaglio a livello telaistico, dato che lo sterzo promette d’essere più diretto del 10% rispetto al passato, vengono affinate le sospensioni adattive PASM con assetto ribassato di 20 mm, riservate alla versione S, e debuttano freni maggiorati forti di dischi anteriori da 330 mm di diametro e posteriori da 299 mm. A tal proposito, l’entry level Cayman beneficia dell’impianto un tempo appannaggio della versione S, mentre quest’ultima adotta pinze a 4 pistoncini di derivazione 911 Carrera. Quanto al profilo estetico, spiccano le nuove prese d’aria ampliate, il frontale “affilato” e i gruppi ottici bi-xeno di serie, sostituibili con luci integralmente a LED, mentre in abitacolo è presente il sistema multimediale PCM (Porsche Comunication Management) d’ultima generazione.

Cambia sotto pelle, ma anche nel prezzo. Per la prima volta, Cayman costa meno di Boxster, in sintonia con quanto accade all’iconica 911 che vede la versione Cabriolet proposta a un prezzo superiore alla coupé. In Germania sono attesi prezzi di 51.623 euro per la versione base, 64.118 euro per la S.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Dall’Alfa Romeo Giulia al Maggiolino, a volte ritornano. Promossi e bocciati

SUV ibridi plug in: Volvo XC40 vs Audi Q5 vs BMW X1 vs MINI Countryman

Renault Clio 2019 vista laterale

Le auto più vendute d’Europa, la top 10