Porsche ha appena passato un 2025 da dimenticare, tra utili che si sgonfiano e la necessità di “ricalibrare” l’offerta tra elettroni e pistoni. In questo clima di incertezza strategica, arriva la Cayenne S Electric, che amplia la gamma della Cayenne Electric. È un SUV che sembra figlio di una visione convinta, quella che voleva tutto e subito a batteria, e che ora si trova a dover dimostrare il proprio valore in un mercato che ha ripreso a guardare con nostalgia ai serbatoi di benzina.

Spunti elettrizzanti
Sotto la pelle della Cayenne S Electric ci sono due motori che danno vita alla trazione integrale. Spalleggiandosi l’un l’altro, sviluppano 544 CV(400 kW), che con il Launch Control toccano quota 666 CV. La spinta è quella di un jet privato al decollo: lo 0-100 km/h si sbriga in 3,8 secondi, con una progressione costante fino ai 250 km/h. Per evitare che il sistema perda fiato dopo due affondi, i tecnici hanno adottato il raffreddamento diretto a olio per il motore posteriore, una soluzione ereditata dalla versione Turbo per garantire efficacia ed efficienza anche sotto sforzo.


Una ricarica da pit-stop
L’autonomia dichiarata di 653 km (ciclo WLTP) permette di pianificare spostamenti a lungo raggio con relativa serenità. Ma il vero asso nella manica è l’architettura a 800 Volt: grazie alla batteria da 113 kWh lordi e alla ricarica fino a 400 kW, si passa dal 10% all’80% in meno di 16 minuti. È una gestione dell’energia che quasi azzera i tempi morti, a patto di trovare una colonnina all’altezza della situazione.

Dotazione à la carte
Per chi non si accontenta, debutta il pacchetto “Style” della Exclusive Manufaktur . Si parla di pelle bicolore Delgada Green, cuciture a contrasto e inserti in alluminio Izabal Green che arrivano fino alla chiave dell’auto. Lo si vede qui sotto: è un salotto sartoriale di fascino ma che rischia di rendere ancor più impegnativo un listino che parte da 130.753 euro.


Di serie ci sono i cerchi da 20 pollici Aero, ma per godere appieno della dinamica promessa dal marchio, la lista degli optional — tra Porsche Active Ride e freni carboceramici — è lunga e onerosa. La Cayenne S Electric sembra confermare insomma che a Stoccarda sanno costruire elettriche con una tecnica indiscutibile. Lo avevo toccato a suo tempo con mano anche con la Macan. Resta da capire se, in un’epoca di ricalibrazioni e ritorni di fiamma per il termico, questa versione darà un boost alla elettrificazione o incarni la raffinatissima espressione di una strategia che la stessa Casa madre sta iniziando a rimettere in discussione.

.
.