È l’anello di congiunzione, il modello che raccorda le Giulia “normali” con l’esoterico mondo della Quadrifoglio. Il nome Giulia Veloce è quanto mai azzeccato, soprattutto se sotto il cofano c’è il quattro cilindri Turbo Multiair da 280 cv. Un motore tutto nuovo, in alluminio: sfrutta la tecnologia MultiAir e demanda alle valvole d’aspirazione, azionate da un sistema idraulico gestito elettronicamente, il dosaggio dell’aria che invece è abitualmente gestito dalla farfalla d’alimentazione. Questa soluzione incrementa l’efficienza della combustione ai carichi parziali, a vantaggio del contenimento delle emissioni inquinanti e dei consumi. Il picco di coppia, nello specifico, è erogato a 2.250 giri/min e si attesta a 400 Nm contro i 330 Nm a 1.750 giri dell’unità “gemella” da 200 cv, mentre il 2.2 td può contare su 470 Nm.

TRAZIONE INTEGRALE

prova Alfa Romeo Giulia Veloce logo posteriore60 kg è l’aumento di peso della Giulia Veloce rispetto alla standard. Come può essere che un’auto più sportiva sia più pesante? La risposta è la trazione è integrale. La Veloce, infatti, è la prima Giulia a vantare la sigla Q4: identifica la trazione integrale intelligente, che cambia la distribuzione della coppia secondo la modalità di guida scelta con l’ormai classico selettore DNA, e consente di scegliere tra le mappature Natural, Dynamic, Advanced ed Efficiency. Cambiano di conseguenza erogazione del motore, risposta dello sterzo e, appunto, modalità di trazione, che varia da 100% posteriore in condizioni normali per arrivare al 60% anteriore in condizioni di scarsa aderenza.

GIULIA VELOCE E’ QUASI QUADRIFOGLIO

Sotto il profilo estetico, Giulia Veloce si distingue dalle versioni standard per i paraurti sportivi, simili alla top di gamma Quadrifoglio, le finiture esterne nero lucido, il terminale di scarico sdoppiato e i cerchi in lega da 18 pollici dal design specifico. In abitacolo spiccano i sedili sportivi in pelle, il volante riscaldabile e gli inserti in alluminio della plancia, mentre la dotazione di serie include i fari allo Xeno, lo schermo da 6,5 pollici del sistema d’infotainment, il climatizzatore automatico bizona, la frenata automatica d’emergenza, il riconoscimento dei pedoni, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia e il cruise control adattivo.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?