Prova Alfa Romeo Giulia Veloce

La Veloce unisce alla grande i due mondi della Giulia, quello delle auto “normali” e quello della esagerata Quadrifoglio. 280 cv e trazione integrale e un telaio sopraffino portano a una guida viscerale. Guidarla vuol dire goderla

18 dicembre 2017 - 14:12

È l’anello di congiunzione, il modello che raccorda le Giulia “normali” con l’esoterico mondo della Quadrifoglio. Il nome Giulia Veloce è quanto mai azzeccato, soprattutto se sotto il cofano c’è il quattro cilindri Turbo Multiair da 280 cv. Un motore tutto nuovo, in alluminio: sfrutta la tecnologia MultiAir e demanda alle valvole d’aspirazione, azionate da un sistema idraulico gestito elettronicamente, il dosaggio dell’aria che invece è abitualmente gestito dalla farfalla d’alimentazione. Questa soluzione incrementa l’efficienza della combustione ai carichi parziali, a vantaggio del contenimento delle emissioni inquinanti e dei consumi. Il picco di coppia, nello specifico, è erogato a 2.250 giri/min e si attesta a 400 Nm contro i 330 Nm a 1.750 giri dell’unità “gemella” da 200 cv, mentre il 2.2 td può contare su 470 Nm.
TRAZIONE INTEGRALE

60 kg è l’aumento di peso della Giulia Veloce rispetto alla standard. Come può essere che un’auto più sportiva sia più pesante? La risposta è la trazione è integrale. La Veloce, infatti, è la prima Giulia a vantare la sigla Q4: identifica la trazione integrale intelligente, che cambia la distribuzione della coppia secondo la modalità di guida scelta con l’ormai classico selettore DNA, e consente di scegliere tra le mappature Natural, Dynamic, Advanced ed Efficiency. Cambiano di conseguenza erogazione del motore, risposta dello sterzo e, appunto, modalità di trazione, che varia da 100% posteriore in condizioni normali per arrivare al 60% anteriore in condizioni di scarsa aderenza.
GIULIA VELOCE E’ QUASI QUADRIFOGLIO
Sotto il profilo estetico, Giulia Veloce si distingue dalle versioni standard per i paraurti sportivi, simili alla top di gamma Quadrifoglio, le finiture esterne nero lucido, il terminale di scarico sdoppiato e i cerchi in lega da 18 pollici dal design specifico. In abitacolo spiccano i sedili sportivi in pelle, il volante riscaldabile e gli inserti in alluminio della plancia, mentre la dotazione di serie include i fari allo Xeno, lo schermo da 6,5 pollici del sistema d’infotainment, il climatizzatore automatico bizona, la frenata automatica d’emergenza, il riconoscimento dei pedoni, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia e il cruise control adattivo.

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DRIVE

L’arrivo di una nuova auto in redazione è una buona cartina al tornasole dell’emozionalità che l’auto stessa è in grado di trasmettere. Ci sono quelle che arrivano, si provano e ci lasciano. Ce ne sono altre, invece, che non vorremmo restituire. Giulia è una di queste auto: appena la parcheggio, escono tutti dall’ufficio, tutti salgono, tutti la vogliono provare. Curiosità, ecco cosa suscita la Giulia Veloce. Curiosità per un’auto che rilancia un marchio capace ancora di toccare molti appassionati nel mondo. Fanno bene a emozionarsi, perché con Giulia Alfa Romeo ha fatto un grandissimo lavoro.
PIACE DA SUBITO

Che quest’auto mi sarebbe piaciuta un sacco da guidare l’ho capito alla prima rotonda. Proprio come accade con le moto, sono bastate tre curve per farmi spuntare il sorriso, la quarta per farmi dire “wow” e la quinta per convincermi del tutto. Sportiva? Sì. Diretta? Sì. Emozionante? Ancora sì. Non sto parlando di potenza o coppia, o prestazioni assolute che comunque sulla Giulia Veloce in prova (motore benzina da 280 cv) certo non mancano. Parlo di quel qualcosa che resta addosso quando scendi dall’auto.
BERLINA CON L’ANIMA
In questo segmento non è cosa così usuale trovare auto con un “anima”. Lei ce l’ha. Quell’anima che fa sorvolare sui materiali degli interni, forse non abbastanza raffinati; su comandi che non fanno il “click” perfetto; sulle “spigolature” che fanno piacere ma non per forza lasciano il buon gusto in bocca quando scendi. Posizione di guida perfetta (per me), motore reattivo, cambio ben rapportato (lo ZF a 8 velocità in questo non delude): la Giulia trasuda sportività ma non è estrema. Posizionado il selettore DNA su “Normal” si può guidare per distanze da rappresentante senza scendere con la schiena spezzata. Pur senza negare la propria sportività, Giulia sa essere camaleontica come le moderne GT.
CAMBIA CARATTERE

Camaleontica è la parola corretta anche per quel che riguarda la trazione. I puristi della trazione posteriore si tappano il naso davanti alla trazione integrale Q4, ma la Giulia Veloce fa di tutto per convincerli di essere in errore. In condizioni normali, infatti, la trazione è 100% posteriore, quindi la Giulia gira e “parte” come una vera posteriore. In caso di scarsa motricità la Veloce si trasforma in una vera trazione integrale con prevalenza anteriore (il 60% passa sull’asse anteriore).
TELAIO AL TOP

Scordatevi le integrali poco “passionali”, perché qui il temperamento è quello di una vera posteriore. Ciò che piace della Giulia è un telaio di grandissimo livello, che tiene a bada l’esuberanza del motore, lavorando in simbiosi con un assetto decisamente azzeccato. Il risultato è un’auto che “senti in mano”, con uno sterzo da kart. Trasmette grande sicurezza e non annoia mai. Good Job, Alfa.

Ph. Thomas Bressani

 

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