LA VIA DI MEZZO

Si chiama BMW Serie 6 GT, ma fa propri tutti i recenti stilemi portati al debutto dalla nuova Serie 5 e si piazza a metà strada tra quest’ultima e la Serie 7. Lunga 5,09 metri – vale a dire 9 cm in più rispetto alla prima generazione – e con un passo chilometrico (3,07 metri) la nuova Gran Turismo può contare su di una linea più slanciata che in passato, complice il ribassamento del corpo vettura di 21 mm. Un cambiamento che gioca a favore della riduzione della resistenza aerodinamica, obiettivo cui concorrono le paratie adattive in corrispondenza sia del doppio rene sia delle prese d’aria inferiori e le feritoie lungo la grembialatura anteriore, definite Air Curtains, incaricate di convogliare i flussi lungo le ruote per poi espellerli attraverso gli Air Breather integrati nelle fiancate. Una soluzione che consente di ridurre sensibilmente i vortici all’interno dei passaruota. Non meno raffinati il fondo carenato e l’ala posteriore a scomparsa. Soluzioni che portano in dote un Cx di 0,25.

150 KG IN MENO

BMW Serie 6 GT tecnicaRispetto al passato, la seconda generazione della GT di Monaco vanta un “dimagrimento” medio di 150 kg, portato in dote dall’adozione del pianale modulare della Serie 5 (leggi la prova). Al contempo, la capacità del bagagliaio cresce di 110 litri così da raggiungere i 610 litri con cinque persone a bordo e i 1.800 litri una volta abbattuto il divanetto frazionabile 40/20/40. Tanta praticità comporta una vittima sacrificale: il doppio movimento del portellone. Se, un tempo, era infatti possibile un’apertura parziale per l’accesso al vano di carico, oggi è disponibile solo la soluzione tradizionale. La stretta parentela con la Serie 5 Touring è ulteriormente testimoniata dal ribassamento di 5 cm della soglia d’accesso al vano di carico e dalla disponibilità di un apposito vano dove riporre la cappelliera una volta rimossa.

TRE MODI PER COMANDARLA

L’abitacolo rispecchia il layout della rinnovata Serie 5 Touring, con la peculiarità di garantire ai passeggeri posteriori uno spazio in altezza superiore alla media. Nessuna variazione a livello d’infotainment, dato che alla classica gestione delle opzioni di bordo mediante il controller multifunzione iDrive si affiancano un inedito display touch da 10,2 pollici e i comandi sia vocali sia gestuali. Identica anche la strategia di assistenza alla guida, forte del Lane Change Assistant, la tecnologia di supporto attivo al mantenimento della corsia, del cruise control adattivo con rispetto dei limiti di velocità e funzione Stop & Go, della frenata automatica d’emergenza, dell’avviso di rischio di collisione laterale o d’imbocco di una strada contromano, dell’assistente personale alla mobilità e della ricerca intelligente del parcheggio, oltretutto controllabile da remoto. Tecnologie che si aggiungono ai fari adattivi a LED e alla visione notturna per l’individuazione di persone e animali.

SOLO CON CAMBIO AUTOMATICO

BMW Serie 6 GT interniAl lancio la Serie 6 GT potrà contare, lato benzina, su di un 4 cilindri 2.0 turbo a iniezione diretta da 258 cv e 400 Nm di coppia (630i GT) e su di un 6 cilindri in linea 3.0 (640i GT), anch’esso turbo a doppio stadio e a iniezione diretta, da 340 cv e 450 Nm. Lato Diesel, l’offerta è legata al 6 cilindri 3.0 tD da 240 o 265 cv e 620 Nm della 630d GT. Unica la trasmissione automatica Steptronic a 8 rapporti con convertitore di coppia, mentre la trazione, da tradizione, è posteriore o integrale xDrive. Declinata nelle versioni Sport Line, Luxury Line e MSport, la Serie 6 GT, attesa nelle concessionarie a novembre, prevede di serie le sospensioni pneumatiche autolivellanti al retrotreno e gli interni in pelle Dakota. Prezzi da 68.100 euro.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?