Prova Audi A6 allroad quattro 3.0 TDI

La nuova A6 Allroad quattro cambia più nella sostanza che nella forma: spazio all’alluminio e a potenti motori turbodiesel e benzina. Il prezzo? Si parte da 54.600 euro

Che sul piano estetico difficilmente le nuove generazioni Audi si discostino in modo netto da quelle precedenti è ormai una certezza: la nuova A6 allroad quattro non fa eccezione. C’è però un cambiamento invisibile eppure sostanziale, una vera e propria rivoluzione sotto pelle: all’insegna dell’efficienza, delle prestazioni e del comfort.Già, perché al di là dei ritocchi estetici di cui ha beneficiato la station dei quattro anelli, le vere novità sono nascoste sotto al cofano e nella carrozzeria. Quest’ultima, per esempio, vede l’impiego dell’alluminio in ampie sezioni, con una riduzione ponderale marcata: la scocca, infatti, pesa il 15% in meno di un’analoga struttura più tradizionale in acciaio. Un altro poco visibile, ma importantissimo intervento è stato effettuato sull’aerodinamica, che fa segnare un sostanziale miglioramento rispetto alla versione precedente, con un coefficiente di resistenza (Cx) dichiarato di 0,31. Ultime, ma  certo non meno importanti novità, riguardano i motori: tre turbodiesel, con una forbice di potenza che va da 204 a 313 cavalli, affiancati da un’unità a benzina TFSI, che però, almeno in Italia, sembra destinata a rimanere confinata ai listini. A proposito di listini, quello della nuova A6 allroad quattro parte da 54.600 euro, ma con qualche optional (o scegliendo “l’esagerato biturbo” da 313 cavalli della nostra prova) è un attimo raggiungere quota 70.000 euro.Perché preferirla a una A4 allroad? Centimetri e materiali di pregio a parte, la sorella maggiore arriva nei concessionari con il sistema Adaptive Air Suspension (abbassa o alza la carrozzeria in funzione del fondo stradale) di serie. E poi, a rischio di sembrare insistenti, va detto che nel listino della A4 manca il 3.0 TDI biturbo; perché ce ne siamo innamorati? La risposta tra qualche riga… LIVEL’aspetto dell’auto è roccioso ed elegante: spazio, quindi, a “spalle larghe”, montante posteriore decisamente inclinato e fiancate slanciate. I cerchi in lega spaziano da 18 a 20 pollici e in alto, sul lato posteriore, spicca lo spoiler con luce di stop integrata. Gruppi ottici? Luci alogene di serie, oppure fari xenon plus e proiettori LED con dispositivo di assistenza per gli abbaglianti. L’interno dell’abitacolo è quello tipico da “salotto buono”: lo si capisce osservando la cura per i dettagli e i materiali. Ci sono anche colorazioni e inserti specifici sulla plancia, alcuni dei quali , non ce ne voglia la cancelliera Merkel, hanno un look decisamente teutonico… La plancia è pulita e razionale: ogni cosa si trova esattamente nel posto dove ci si aspetta di trovarla. Non mancano, ovviamente, sedili regolabili elettricamente, riscaldabili, ventilati e dotati di funzione massaggio: sono ereditati direttamente dalla ammiraglia A8. I comandi del sistema di infotainment sono collocati sul volante multifunzione (di serie).Nota di merito, poi, per il sistema di navigazione, che sfrutta la cartografia di Google Earth. A sottolineare l’animo da fuoristradista (ma rigorosamente soft) c’è la possibilità di visualizzare l’angolo di inclinazione trasversale e longitudinale della vettura. Animo off-road, dicevamo, ma la Audi A6 allroad quattro resta pur sempre una station wagon: spazio, quindi, a un bagagliaio extralarge con un volume di 565 litri incrementabili fino a 1.680 grazie ai sedili della seconda fila reclinabili di serie. Non mancano ganci portaborse, una cinghia laterale, un pozzetto sul fondo e, per gli amanti della montagna, un vano passante per il divano posteriore completo di sacca da sci estraibile e set di fissaggio.DRIVEUna chicca, per partire bene: l’impianto di scarico del 3.0 TDI più potente è stato studiato con una cassa di risonanza attivabile quando si imposta la configurazione più sportiva e in grado di rendere il ruggito del biturbo Audi tanto simile a quello dei più nobili (solo sulla carta) V8. Detto questo avrete intuito che la nostra scelta non poteva che ricadere sulla versione da 313 cavalli, una bomba! La spinta è impressionante e accompagna chi guida dai 1.500 ai 5.000 giri al minuto. La A6 allroad quattro “non molla mai” e incolla al sedile. Il cambio, purtroppo, è un Tiptronic a otto rapporti: velocissimo, per carità, ma il piacere del DSG è superiore. Come mai non è stato scelto il doppia frizione? Semplice, con 650 Nm di coppia massima rischiereste di “bruciare” letteralmente tutto… Insomma: o la botte piena o la moglie ubriaca. E a noi questa botte è piaciuta davvero tanto…L’assetto è strepitoso: quando si imposta sport (le cambiate salgono di giri e l’erogazione si fa più brusca) le sospensioni pneumatiche scendono e rendono la A6 allroad una vera station sportiva. Se poi vi capita di incontrare tratti off-road, niente paura: un tocco al settaggio e potete far “crescere” il tacco della A6 e affrontare il percorso in totale serenità. Lo sterzo è preciso come un bisturi e permette di disegnare traiettorie pulite anche quando si forza il passo: insomma, qualcosa che difficilmente ci si aspetterebbe da una station “rialzata” per il fuoristrada. Bene anche i freni, pronti al punto giusto e con un pedale ben modulabile, che infonde sicurezza.Chi predilige una condotta sobria, poi, non ha che da attivare il settaggio “più parco” e godere di consumi vicini ai 6,7 litri per 100 km (c’è anche lo Start&Stop di serie) ed emissioni paria a 176 g/km. La trazione integrale permanente opera in modo meccanico e quindi senza ritardi di alcun genere. La distribuzione della coppia nella configurazione “base” è 60% al posteriore e 40% sull’asse anteriore. Non manca il Torque Vectoring che, in curva, riconosce quando una delle ruote sta per perdere aderenza e, frenandola in maniera impercettibile, garantisce un handling degno del miglior Schumacher…