Prova BMW Serie 4

L’arrivo della nuova Serie 4 non pensiona la famiglia delle 3 ma completa il mondo delle coupé della Casa di Monaco. L’ultima due porte racchiude eleganza e sportività ma sono le sue misure vitali a rendere la guida fisica e appassionante

30 settembre 2013 - 7:09

BMW Serie 4 esordisce con un dato tecnico molto interessante, il baricentro a meno di 500 mm da terra, in assoluto il più basso su una vettura di casa: nemmeno la spider Z4 riesce a fare altrettanto. La nuova coupé ridefinisce i parametri della guida sportiva grazie alla ripartizione dei pesi (50% per ogni asse), al passo più lungo e alla carreggiata maggiorata rispetto alla famiglia 3. Guidare una delle versioni in gamma – si parte dalla 420d per arrivare alla 435i – è un’esperienza sensoriale d’eccellenza. Il rapporto con l’asfalto è diretto, mitigato solo da sospensioni a regolazione elettrica che in pochi secondi possono passare dal comfort offerto dalle sorelle maggiori alla reattiva, rigida ed emozionante guida tipica delle versioni più aggressive.

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Che siano 184 i cavalli della 420d piuttosto che i 306 della 435i, tutte le nuove Serie 4 condividono telaio, sospensioni e vestito. Quest’ultimo enfatizza l’appartenenza al marchio BMW, ridefinendo la linea del muso con gruppi ottici anteriori ancor più integrati e allineati al “doppio rene”, elemento caratterizzante del marchio, caratterizzato da prese d’aria concepite per migliorare il Cx.

Profilo e zona posteriore definiscono il concetto di moderna coupé: profonde nervature corrono longitudinalmente dalle lunghe portiere fino alla coda, creando sezioni di luci e ombre tali da rendere ancora più dinamica e affilata la carrozzeria, che gioca le sue carte migliori rivendendo completamente volumi e misure principali.

A differenza della precedente Serie 3 Coupé, la 4 cambia taglia. Il passo è aumentato di 50 mm, la carreggiata anteriore guadagna 45 mm e la posteriore 80; in più l’altezza si riduce di 10 mm. Valori che riposizionano il bilanciamento dei pesi a favore della guida sportiva. Non è un caso che tra gli optional sia previsto il cambio automatico sportivo a otto rapporti, che completa il pacchetto sportivo senza necessariamente entrare nel mondo degli assetti M Sport, che prevedono diverse regolazioni delle sospensioni, cerchi ruota maggiorati, assetto adattivo delle sospensioni e un diverso impianto frenante.

Performance che vanno di pari passo con i contenuti green di BMW EfficientDynamics (di serie), per ridurre i consumi. I motori di nuova generazione, benzina o Diesel, consumano meno, molto meno degli omologhi di pochi anni fa, ma sono le nuove tecnologie a trasformare anche il sei cilindri benzina della 435i in un nemico dei benzinai. Motori con sovralimentazioni Turbo sempre più intelligenti, cambi automatici, sistemi Start/Stop e l’opzione “sailing” che permette di disaccoppiare la trasmissione viaggiando a velocità costante in autostrada fanno il resto. La Serie 4 rispetta l’ambiente, al pari dei modelli precedenti già provati come la Serie 3 GT (leggi qui la prova), ma non dimentica la sua vocazione di autentica divoratrice di asfalto.

Al momento del lancio sono tre le motorizzazioni disponibili: 420d da 184 cavalli, 428i con motore a quattro cilindri e 245 cavalli e infine la 435i a sei cilindri in linea da 306 cavalli. Prezzi da 41.200 euro.

DRIVE
Le previsioni di vendita annunciano un dominio quasi assoluto della 420d con valori prossimi al 90%; stima che nasce dall’andamento del mercato, soprattutto perché negli ultimi anni è definitivamente caduto il tabù della motorizzazione diesel avara di sportività. In questa prima presa di contatto esordisco testando la 420d con motore due litri e 184 cavalli ma soprattutto un valore di coppia sorprendente di 380 Nm già da 1.750 giri/min. Poche vibrazioni e una leggera rumorosità meccanica mi ricordano che sto stringendo il volante di una vettura a gasolio. Il resto è sorprendente piacere di guida fin dai primi metri. Ritrovo i valori che BMW ha messo in campo nell’ultima stagione, a partire dalla nuova Serie 3 GT: comfort di primo livello, risposta dello sterzo esente da filtri e soprattutto uno stile di guida sfacciatamente sportivo.

Il cambio a otto rapporti innesta marce alla velocità di un fucile automatico d’assalto, anche se la lancetta del contagiri non supera quota 2.500. Regolando il comando dell’EfficientDynamics, posizionato accanto alla cloche del cambio, il carattere e i modi della Serie 4 cambiano in un batter di ciglia: sospensioni che progressivamente si fanno più rigide accompagnate da un diverso comportamento del motore. La centralina demoltiplica i rapporti del cambio per avere la migliore risposta all’acceleratore, soprattutto quando si decide di passare alla configurazione Sport Plus dopo aver “accarezzato” le opzioni Comfort e Sport. Selezionando l’opzione Plus il driver diventa assoluto protagonista della guida, grazie al DTC in configurazione “Professional” e al differenziale posteriore “bloccabile” elettricamente.

Difficile chiedere di più a una coupé, difficile trovare difetti che possano essere definiti importanti. Ora è anche facile accedere ai due sedili posteriori – la vettura è omologata per quattro persone – e lo spazio per gambe e testa risulta più che sufficiente per ospitare taglie superiori ai 180 centimetri.

Cosa non mi piace? La grafica della strumentazione analogica, della quale mi accorgo solo dopo essermi accomodato nell’abitacolo della sorella 428i e dopo aver promosso a pieni voti la versione a gasolio.

La 428i è meno “chiacchierona” della sorella 420d, vibra meno e alza la voce in modo evidente nel momento in cui la lancetta del contagiri scavalca la soglia dei 4.500 giri, dando briglie sciolte ai cavalli e liberando decibel allo scarico. Le prestazioni dichiarate – 0/100 km/h in soli 5.8 secondi e velocità massima limitata a 250 km/h – si confermano tali ed esaltano lo spirito sportivo di questo modello, che per i puristi ha come unico neo il frazionamento del motore “tradizionale” a quattro cilindri, mentre il sei cilindri è riservato alla 435i.

Arriveranno entro novembre altre motorizzazioni e l’opzione xDrive, che completeranno la gamma a partire dalla 420i, 420d xDrive, 430d e 435d xDrive la cui potenza di 313 cavalli sarà il punto di riferimento dell’intera gamma perché superiore di 7 cavalli alla 435i.

E la M4? È solo questione di tempo perché l’arrivo è previsto durante il corso del 2014. Naturalmente questa sigla apparterrà solo alla versione a due porte perché la Serie 4, ricordiamolo, non pensiona la Serie 3, che avrà la sua M sia a quattro porte sia cabriolet con tetto rigido. (Leggi qui l’articolo sulle nuove BMW M3 e M4)

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