Prova BMW Serie 5 2014: è andata alle terme

Lievi ritocchi estetici per berlina e Touring, mentre Gran Turismo beneficia di un lato B rinnovato. Novità “tutta salute” per il mercato italiano: debutta l’entry level 518d da 143 cv. E non è una scelta povera. Connettività e dotazioni di sicurezza da ammiraglia

11 ottobre 2013 - 13:10

Ricca. Raffinata. Elegante. Tremendamente consapevole del proprio blasone. Con, però, una piccola ruga, retaggio del triennio trascorso dal lancio. Una lieve smagliatura ineluttabile come lo scorrere del tempo; impercettibile agli occhi altrui, inaccettabile per colei che mira alla perfezione. Ecco allora arrivare il momento di un piccolo lifting di mezza età. La sesta generazione di BMW Serie 5, declinata nelle varianti berlina, Touring e Gran Turismo, si concede alcuni affinamenti di dettaglio. Ornamenti di una nobiltà mai in discussione. Non tanto a livello estetico, pressoché immutato rispetto al passato, quanto sotto il profilo delle motorizzazioni, specie agli estremi della gamma, della connettività, delle possibilità di personalizzazione e delle dotazioni di sicurezza.

All’impercettibile remise en forme si accompagna una novità sottopelle particolarmente “salutare” per il mercato italiano, denominata 518d. Versione soft del noto 2.0 td appannaggio di 520d, accreditata di 143 cv e di consumi particolarmente ridotti. Sufficiente sia per viaggiare in souplesse sia per ridurre la temperatura di un listino altrimenti “bollente”, specie in periodi di crisi come questi. Il prezzo? 43.750 euro per 518d berlina, 46.300 euro per 518d Touring. Vale a dire 2.520 euro meno di 520d sedan e wagon. Cui aggiungere 2.470 euro destinati al cambio automatico a 8 rapporti, a meno di optare per il vantaggioso pacchetto Business Aut che l’include in abbinamento al navigatore satellitare. Certo potreste accontentarvi della trasmissione manuale a 6 marce, ma sarebbe come andare in Costa Smeralda e fare il bagno solo in piscina…

LIVE

Ha fatto centro. La sesta generazione di BMW Serie 5 è la più apprezzata di sempre, avendo fatto registrare sino a oggi oltre 1 milione di ordini. Rispetto al passato le versioni berlina e Touring beneficiano di prese d’aria ridisegnate e indicatori di direzione integrati nei retrovisori laterali anziché collocati in corrispondenza dei passaruota. Un ritocco al trucco, leggero leggero. Assume invece i caratteri della liposuzione il trattamento riservato a Gran Turismo, forte d’inediti paraurti e di una riduzione dei volumi di coda, fornendo così una risposta alle perplessità suscitate da una linea che, sino ad ora, ha convinto soprattutto in Oriente; Cina in primis. Interventi sul “lato B” di 5 GT che portano in dote un incremento di 60 litri della capacità di carico con 5 persone a bordo, passata da 440 a 500 litri.

L’upgrade più rilevante è però legato ai servizi d’infotainment. Grazie ai quali l’auto evolve da mezzo di trasporto a sistema di comunicazione con il mondo esterno. Oltre al Concierge Service, assistente a distanza in grado di fornire informazioni e realizzare operazioni secondo i desideri del guidatore, una sorta di maggiordomo di bordo, il programma ConnectedDrive mette a disposizione svariate funzioni d’ufficio mobile, tra le quali la possibilità di dettare il testo di messaggi o e-mail. In aggiunta, le applicazioni Ricerca, Viaggi, Ufficio e Social Media sono accessibili grazie sia alla specifica carta SIM, integrata nella vettura per agevolare le chiamate d’emergenza, sia a un comune smartphone.

La musica? Si acquista a bordo. Scegliendo tra 12 milioni di brani. La sicurezza? Una costante. A tal proposito, cambia la gestione automatica dei fari abbaglianti, ora schermati adattivamente qualora sopraggiunga un veicolo in senso contrario, mentre debutta l’assistente alla guida in colonna: il sistema mantiene automaticamente sia la corsia sia la distanza di sicurezza dalla vettura che precede. L’orizzonte di un’auto senza apporto umano si avvicina, specie considerando che quest’ultima funzione è inclusa nel pacchetto opzionale Driving Assistant Plus che prevede tanto l’avvertimento di rischio di tamponamento con funzione frenante quanto il cruise control attivo.

Sotto il profilo meccanico, il restyling di mezza età porta in dote il rispetto della normativa antinquinamento Euro 6 da parte di tutti i motori. Risultato, nel caso di alcuni propulsori td, ottenuto grazie all’interazione tra catalizzatore ossidante, filtro antiparticolato e additivo AdBlue onde abbattere gli ossidi d’azoto. Sempre nell’ottica del contenimento delle emissioni, e conseguentemente dei consumi, la nota tecnologia BMW EfficientDynamics, di serie, prevede, oltre al recupero dell’energia nelle fasi non di carico del propulsore, la funzione start/stop, l’indicatore del punto ottimale di cambiata (optando per la trasmissione manuale), il programma di marcia Eco Pro e il cosiddetto “veleggio”, ovvero l’avanzamento della vettura in folle in fase di rilascio.

Up&Down. Le novità più rilevanti riguardano gli estremi della gamma. Debutta, come accennato, un’inedita motorizzazione td, entry level per berlina e Touring, denominata 518d, mentre il poderoso V8 4.4 a iniezione diretta di benzina sovralimentato mediante due turbocompressori passa da 407 a 450 cv a fronte di una riduzione dei consumi. Affinamenti per la versione ibrida ActiveHybrid5, ora in grado di viaggiare anche in modalità zero emissioni, mentre la trazione integrale viene estesa a pressoché tutta la gamma, fatta eccezione per le versioni d’accesso.

DRIVE

518d è la novità. Ma 143 cv sono sufficienti per muovere con brio BMW Serie 5 berlina e Touring, pesanti rispettivamente 1.615 e 1.730 kg in abbinamento al cambio automatico? La risposta è… ni!

Osservato speciale, nel dettaglio, è il noto 4 cilindri common rail di 1.995 cc sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile, in grado di erogare 184 cv e 38,8 kgm in abbinamento a 520d, ma “depotenziato” a 143 cv e 36,7 kgm così da divenire l’entry level della gamma. Variazioni che influiscono solo marginalmente sulla prontezza di risposta ai bassi e medi regimi, mentre vanno a limitare sensibilmente le velleità in allungo. In estrema sintesi, una soluzione adatta a quanti non sono interessati alla prestazioni e puntano maggiormente su comfort e contenimento dei consumi. 518d berlina aut., infatti, scatta da 0 a 100 km/h in 9,6” toccando i 212 km/h, laddove 520d aut. fa registrare rispettivamente 7,9” e 231 km/h.

518d che percorre però 22,2 km/l in media emettendo 119 g/km di CO2. Come un’utilitaria! Merito del sistema start/stop automatico e del recupero dell’energia sia in frenata sia nelle fasi non di carico del propulsore così da alimentare rete di bordo e batteria senza incidere sulle prestazioni. Dotazioni comuni al resto della gamma BMW, cui si accompagna la modalità Eco Pro in grado di ottimizzare l’erogazione di coppia in funzione del risparmio di gasolio adattando inoltre le strategie di riscaldamento e climatizzazione dell’abitacolo nell’ottica della massima efficienza. Indicatori specifici segnalano il guadagno d’autonomia garantito da tale configurazione rispetto al setup Normal. Risultato cui contribuisce, in abbinamento al cambio automatico a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia, inappuntabile per progressività e dolcezza negli innesti, la funzione “sailing”.

A velocità comprese tra 50 e 160 km/h, il veleggio interviene in rilascio e la catena cinematica viene interrotta non appena il guidatore rilascia il pedale dell’acceleratore. La vettura può così avanzare senza alcuna coppia di trascinamento. Una soluzione piacevole come lo stridere del gesso sulla lavagna se abbinata a supercar quali Porsche 911, tutt’altro che disprezzabile al cospetto di una tranquilla berlina quale 518d. Che avrà anche il motore più “spento” della gamma, ma dinamicamente è una vera BMW. Precisa, rigorosa in velocità, dal feeling immediato e discretamente reattiva nel misto. Caratteristiche cui contribuisce la possibilità di modificare in base a diversi setup la prontezza di risposta del 2.0 td alle pressioni dell’acceleratore, la logica di gestione della trasmissione, la servoassistenza dello sterzo e il livello d’intervento del controllo di stabilità e trazione.

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