BMW R nineT, elogio della semplicità

Anche BMW si butta nel segmento delle classiche con la R nineT, modello celebrativo dei primi 90 anni del marchio bavarese. Parola d’ordine: personalizzazione

Il fenomeno del “customizing” (in inglese personalizzazione) è ormai andato ben oltre le nicchie. Un tempo legato principalmente al mondo custom – basti pensare alle 800 pagine di accessori del catalogo ufficiale Harley-Davidson – è ormai cresciuto fino a interessare un po’ tutti i segmenti, maxi scooter compresi, con naked e classiche che fanno la parte del leone.

La crisi ha dato una gran mano: infatti sono molti coloro che cercano moto datate per personalizzarle completamente. Spesso si cerca una moto “pura” e poi ci si diverte a lavorarci su modificandola, anche in modo importante, per renderla veramente “nostra”. Ricordo ancora un’intervista di 15 anni fa a Miguel Galluzzi, ideatore della Ducati Monster, oggi a capo del design del Gruppo Piaggio, che mi disse testualmente: “In futuro la moto sarà semplice come un foglio bianco su cui ognuno vorrà disegnare per renderla propria”. Aveva la vista lunga Galluzzi, perché oggi modelli come la BMW nineT sembrano essere proprio come le immaginava lui. BMW coglie il pretesto del novantesimo compleanno per entrare in un segmento nuovo per l'azienda tedesca, quello delle “modern classics” (definizione rubata a Triumph) e lo fa con un modello che vuole offrire proprio quel foglio bianco su cui tutti potranno disegnare.

BMW ha sviato i curiosi proponendo le immagini delle concept Ninety, realizzata con Roland Sands. Un po’ tutti si aspettavano la produzione in serie della moto realizzata dal noto customizer americano. E invece la R nineT è molto più vicina alle concept Low Rider che BMW presentò a EICMA nel 2008 e che apparentemente scomparse nel nulla.  

Evidentemente non era così: quell’anno le special BMW crearono molto fermento e a Monaco hanno lavorato sulla base di quel progetto – in effetti dovremmo ormai sapere che BMW non realizza mai un concept fine e se stesso… – per arrivare alla R nineT, che con le Low Rider condivide la ciclistica il serbatoio (in alluminio spazzolato) e le tante soluzioni di personalizzazione, compresa la modularità.

Sì, perché il punto di forza della R nineT sta proprio nelle infinite possibilità di personalizzazione “di serie” che offre al suo proprietario. La potrete avere biposto, monoposto, con sella lunga, sella corta, con o senza copricodino. Inoltre ci sono molti impianti di scarico differente, tra cui uno sovrapposto che fa molta scena.  Ma al di là degli accessori “di serie”, la nuova BMW offre una base di partenza perfetta per gli specialisti della personalizzazione spinta.

La BMW R nineT è anche particolarmente curata nei dettagli: il faro con logo interno, la targhetta ovale sul cannotto come sulle moto d’epoca e altri particolari come la staffa di fissaggio al manubrio fucinata e sabbiata. La base tecnica verte sull’immancabile Boxer, qui nella versione più semplice, quella raffreddata ad aria e senza valvole radiali, capace di 110 cv a 7.750 giri con una coppia di 119 Nm a 6.000 giri.

Di diverso dalle solite BMW c’è la ciclistica, visto che sulla BMW nineT il Telelever non c’è, rimpiazzato da una forcella di tipo tradizionale, e compare un telaio a doppio trave discendente in acciaio. BMW ha pensato a tutto, soprattutto a chi vorrà mettere mano in modo pesante alla R nineT, che ha un monobraccio che consente di montare cerchi fino a 6 pollici e un impianto elettrico semplificato, che consente di poter intervenire anche sui fari. Adesso il foglio bianco ha anche un motore boxer. Chi porta i pastelli?