Prova BMW X3 2018

13 novembre 2017 - 9:11

La scuola pitagorica e diverse culture orientali, l’induismo e il cristianesimo: da qualsiasi parte ci si giri si troverà sempre qualcuno che considera il 3 il numero perfetto, anche in BMW, a Monaco di Baviera: qui la famiglia dei modelli X si fa sempre più numerosa ma la X3 rappresenta sempre il baricentro della gamma delle tuttoterreno dell’Elica. Presentata la prima volta nel 2003 e venduta sinora in ben 1,5 milioni di esemplari, la X3 arriva oggi sul mercato con una terza generazione che volta pagina rispetto al modello uscente. Per difendersi dagli attacchi di una concorrenza spietata si fa più atletica e moderna, più efficiente e tecnologica, a vantaggio della qualità della vita a bordo, del comfort e della sicurezza. Proposta inizialmente con due motori a benzina e con due a gasolio, vedrà proprio i turbodiesel fare da best-seller. Le varie versioni sono sempre accomunate dalla trazione integrale xDrive e dal cambio automatico a 8 marce Steptronic e hanno potenze che vanno dai 184 cv della X3 xDrive20i ai 360 della M40i, prima X3 firmata M Performance. I prezzi partono invece dai 48.100 euro e arrivano ai 71.800 euro. La X3 xDrive20d da 190 cv è al centro dei riflettori e oscilla tra i 49.900 e i 59.100 euro a seconda degli allestimenti, che sono base, Business Advantage, XLine, Luxury e MSport. Le cifre sono tuttavia destinate ad aumentare: il catalogo degli optional e delle personalizzazioni Individual sono una tentazione cui è difficile resistere.


DIETA FERREA

Quella della BMW X3 2018 si può definire una rivoluzione in punta di matita, senza grandi colpi di testa. Il nuovo modello, realizzato su una piattaforma inedita, evolve e non stravolge il look della progenitrice, con cui mantiene una certa somiglianza, anche se il cofano si allunga e si allarga, mentre gli sbalzi si accorciano. Il doppio rene diventa più grande e non è più lambito dai fari, che diventano a LED, per fare ancora più scena in strada. Le lamiere sono più filanti che mai, senza un pelo fuori posto, per un Cx che scende a 0,29. La carrozzeria, che guadagna 5 cm e supera di poco i 4 metri e 70, appare nel complesso più dinamica e la X3 2018 si dimostra più atletica pure sulla bilancia, dove perde mezzo quintale abbondante, in parte compensato dagli equipaggiamenti più ricchi. Il peso, tra l’altro, è equamente diviso tra i due assi, per rendere la guida più piacevole e rotonda. E in questo senso giocano un ruolo importante anche un assetto ottimizzato, la riduzione delle masse non sospese e una geometria delle sospensioni rivista.

ELETTRONICA AL POTERE

Qualora non volesse vestire i panni del pilota, con la nuova X3 il guidatore potrebbe affidarsi invece al BMW Personal Co-Pilot e ai molti dispositivi di assistenza alla guida di ultima generazione presenti nella dotazione di serie o in quella a richiesta. Il cruise control adattivo ne è un esempio e il pacchetto Driving Assistant Plus ne rappresenta la massima espressione, con anche assistenza al cambio e al mantenimento della corsia, grazie a interventi anche sullo sterzo che garantiscono una certa protezione eventuale dai rischi di collisioni laterali. E non è finita perché radar e sensori vari avvisano inoltre il pilota di possibili precedenze da dare, della presenza di sensi unici e di veicoli che sopraggiungono in rotta di collisione.  Anche il sistema d’infotainment è al passo con i tempi, accetta comandi vocali e gestuali e può avvalersi di un touch screen centrale da 10,2 pollici, che può fare gioco di squadra con una strumentazione digitale da 12,3 pollici. L’ultima chicca? La chiave di avviamento Display key, con un piccolo monitor per avere sotto mano informazioni sullo stato della macchina e gestire anche da remoto il climatizzatore.

Tornando un attimo dal software all’hardware e prima di passare alla vera prova su strada, va ricordato come il bagagliaio della X3 vada dai 550 ai 1600 litri, abbia la soglia di carico abbastanza bassa e sia equipaggiabile con un portellone automatizzato.

DRIVE

La nuova forma del cofano fa una gran scena su chi osserva la X3 ma colpisce anche il pilota, cui all’inizio sembra di dover guidare un bel bestione. Alla prova dei fatti, invece, questa BMW rimane tutto sommato ben gestibile anche negli spazi stretti, grazie all’eventuale aiuto di sensori e telecamere e a una visibilità posteriore discreta. La posizione di guida è rialzata e dominante ma mantiene per fortuna anche un’impostazione sportiva, con la seduta non troppo lontana dal pavimento e il volante verticale. Lo sterzo appare subito anche progressivo e preciso, perfetto per trasmettere i comandi e per avere sempre una chiara idea di cosa stia succedendo tra l’asfalto e i pneumatici, che vanno dai 18 ai 21 pollici.

SILENZIO, SI VIAGGIA

Con il passare dei chilometri a colpire è prima di tutto la silenziosità. In BMW hanno scelto nuovi vetri fonoassorbenti e hanno fatto un lavoro di fino per isolare al meglio l’abitacolo. Il risultato è che si viaggia in un ambiente ovattato, dove si può chiacchierare a voce bassa o ascoltare la musica preferita in santa pace, apprezzando la buona qualità degli impianti audio più raffinati. Il fatto che nella X3 non voli una mosca ha però un rovescio della medaglia: spesso non ci si accorge di quale sia la reale andatura a cui si sta viaggiando. Ciò succede anche perché le sospensioni filtrano alla grande buche e avvallamenti e limitano molto il coricamento laterale in curva, con il risultato che sembra di andare a passeggio anche se in effetti si sta viaggiando a ritmo spedito. In questo l’X3 ha l’ingegneria dalla sua parte: con un passo più lungo di 5,4 cm, le careggiate che si allargano e l’altezza che si riduce, ha il physique du rôle per divorare le curve, cosa che le viene ancora meglio in presenza dell’assetto a gestione elettronica Dynamic Damper Control. La selezione delle modalità di guida consente in generale di configurare tutta l’elettronica di bordo in modo più o meno sportivo, permettendo di far cambiare pelle alla X3 e facendo di lei una grande passista o la sportiva che non t’aspetti.

IL PREDESTINATO

Quanto ai motori, il due litri turbodiesel che equipaggia la versione 20d è il predestinato al ruolo di best-seller. La sua scheda tecnica parla di 190 cv e di una coppia di 400 Nm stabile tra i 1.750 e i 2.500 giri, che si traducono in un tempo di 8 secondi nello 0-100 e in un consumo medio dichiarato sempre inferiore ai 5,5 l/100 km. Al di là dei numeri, nella guida si ha comunque sempre la sensazione di avere a portata di piede destro tutta la birra che serve per muoversi con disinvoltura in ogni situazione. Potendo saldare un conto più salato, si può invece ambire alla 30d, che si può scegliere in versione full power da 265 cv o depotenziata da 249 cv, per non pagare il superbollo e avere una maggiore serenità fiscale. In entrambi i casi la coppia è eccezionale: ben 620 Nm tra i 2.000 e i 2.500 giri, che garantiscono riprese fulminee e un crono di 5,8 o 6 secondi nello 0-100. Il proverbiale pungo di ferro in guanto di velluto.

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