Prova Ford Focus 2019

7 luglio 2018 - 9:07

 LIVE 


RIVOLUZIONE

Un colpo di spugna e la scelta di ripartire da zero. In Ford non hanno usato mezze misure per dar vita alla Focus 2019, la quarta generazione della best-seller dell’Ovale Blu che è pronta a debuttare nelle concessionarie, dove sarà raggiunta a settembre dalla familiare SW. D’altro canto, anche se il boom dei SUV sta rubando spazio alle compatte di segmento C, questi modelli mantengono un ruolo chiave nel mercato globale e nei bilanci delle Case. Logico quindi che in Ford si siano rimboccati le maniche per confezionare un prodotto capace di piacere a tutte le latitudini e a un pubblico più trasversale che mai.

AMPIA SCELTA

Non è un caso quindi che la Ford Focus 2019 si presenti con una gamma articolata, pronta a suscitare l’interesse di molti automobilisti. Le due carrozzerie a catalogo sono abbinabili agli allestimenti Focus (essenziale), Plus (concreto), Business (furbo, a misura di azienda), ST-Line (sportivo), Titanium (elegante) e Vignale (sontuoso). Più avanti, a fine anno, arriverà poi anche la Focus Active, con protezioni e assetto da crossover, ma questa è un’altra storia, di lei si riparlerà più avanti. I motori attorno a cui ruota l’offerta sono invece tre, con l’Ecoboost 1.0 a monopolizzare l’offerta sul fronte e benzina, con le sue due versioni da 100 e 125 cv. Quanto ai diesel Ecoblue, le alternative sono il 1.500 da 95 o 120 cv e il 2.0 da 150 cv. Tutte le motorizzazioni sono ordinabili anche con cambio automatico a otto marce, oltre che con i classici manuali a sei rapporti. I prezzi partono in teoria dai 21.000 euro, subito ridotti d’ufficio a soli 15.450 euro: il rapporto value for money, in fondo, è sempre stato il suo forte e in questo Ford sceglie per fortuna la continuità. Senza entrare nella giungla degli allestimenti, metto un po’ di cose in chiaro: la SW costa 1000 euro più della berlina e il cambio automatico 2000 euro più del manuale, gli stessi necessari per passare da una versione benzina a una diesel.

CHE SAGOMA!

La Ford Focus 2019 a cinque porte sembra solo una parente alla lontana del modello che rimpiazza. A cambiare è infatti l’impostazione generale, che manda in pensione il taglio spiovente del tetto per passare a una sagoma con due volumi più definiti, in linea con la concorrenza. Si tratta di una forma più atletica e giovanile, resa poi originale dal disegno scolpito del cofano, dalla nuova firma luminosa dei fari e dall’ampia griglia frontale. La lunghezza della Focus 5p resta tutto sommato invariata (4.378 mm, + 18 mm) mentre il passo si allunga di 58 mm, con un evidente riduzione dello sbalzo posteriore. Quanto alla Focus SW, la sua lunghezza sale a 4.668 mm (+108 mm) mentre lo stretching del passo si limita a 57 mm.

VIAGGIO NELLO SPAZiO

Grazie a queste differenze e all’adozione della nuova piattaforma globale C2, l’abitabilità migliora sensibilmente su tutte le Focus 2019, con tanto spazio in più per le gambe: + 15 mm nei posti anteriori e + 70 mm in quelli posteriori. La diversa conformazione del sedile e del bracciolo centrale rende inoltre meglio sfruttabile anche il posto centrale del divano. Venendo poi al bagagliaio, la cinque porte ha un volume utile simile a prima, 375 litri, mentre la SW fa un bel passo avanti con una capacità compresa tra i 608 e i 1.653 litri (rispettivamente +118 e +137 rispetto a prima). Un altro numero importante della Ford Focus 2019 è l’88, che corrisponde al numero di chili persi dalla nuova generazione. 33 sono i kg risparmiati a livello di chassis, 25 sulla carrozzeria, 7 dall’impianto elettrico, 6 in media dai motori e ben 17 negli interni.

INIEZIONE DI TECNOLOGIA

A proposito proprio degli interni, anche qui la Focus volta pagina, proponendo un ambiente più moderno e accogliente. Gli arredi hanno un disegno pulito e senza fronzoli, mentre i materiali soft touch trasmettono l’idea di una buona cura costruttiva, esaltata dalle cuciture rosse e dalle finiture con effetto carbonio sulla ST-Line o dalla pelle sulla Vignale. Il salto generazionale è sottolineato anche dall’ingresso nella gamma di dotazioni sinora riservate in molti casi ad auto di segmento superiore. L’avvento della nuova generazione porta dunque con sé per esempio il supporto per la ricarica wireless degli smartphone, la telecamera posteriore, la chiave elettronica MyKey2, il portellone elettrico hand-free, il tetto panoramico apribile e il sistema d’illuminazione full LED adattivo. Quanto all’assistenza alla guida e alla sicurezza, c’è tutto quel che serve per ambire al ruolo di prima della classe e il fiore all’occhiello è il sistema Co-Pilot360, con anche un’evoluta frenata autonoma d’emergenza e il cruise control adattivo con lettura dei cartelli stradali ed eventuale funzione Stop&Go.

  DRIVE  
ACQUA E SAPONE

Il posto di guida della Focus 2019 è decisamente ben pensato e si adatta bene ai piloti di tutte le taglie. Il nuovo disegno della plancia prevede molti meno pulsanti di prima e per il pilota è semplice gestire i vari comandi usando anche il touch screen. Inoltre il mobiletto centrale non si protende più verso il centro dell’abitacolo, favorendo una sensazione di maggior spaziosità. Che non si tratti però di una semplice illusione ottica si capisce in fretta. I centimetri abbondano in tutte le direzioni e lo stesso vale anche nei posti posteriori, facili da raggiungere e in grado di accogliere senza fatica tre adulti, lasciando gli schienali dei sedili anteriori ben distanti dalle loro ginocchia.

BUONA INCASSATRICE

Una volta in marcia il quadro resta sempre positivo. Lo sterzo ha un comportamento omogeneo e ha la giusta pesantezza tra le mani mentre le sospensioni isolano bene l’abitacolo da buche e sconnessioni. A conti fatti solo i rallentatori più alti possono dare qualche fastidio, soprattutto se ci si è lasciati tentare da cerchi grandi e pneumatici ribassati. Nulla di preoccupante, comunque: il comfort non presta il fianco a critiche e lo stesso vale per la silenziosità, buona sia in accelerazione che alle andature autostradali.

OBBEDISCO!

La Focus si dimostra a suo agio nei tratti da-casello-a-casello così come quando la strada sembra annodarsi su se stessa a mo’ di otto volante. Quale che sia il raggio delle curve, nel misto l’assetto si dimostra piacevolmente neutro e permette a questa Ford di tracciare bene le traiettorie pure quando il pilota si lascia prendere un po’ la mano. Ben piantata sulle carreggiate, la Focus non si scompone nemmeno quando è necessario a correggere la linea impostata o a fare uno scarto improvviso per un imprevisto. Per i più esigenti arriva poi la novità delle sospensioni a controllo dinamico opzionali, che il pilota può gestire assieme a tutta l’elettronica di bordo attraverso il tasto Drive Mode.

FACTOTUM

Quanto ai motori, per i grandi macinatori di chilometri e per chi si muove spesso a pieno carico la scelta dell’Ecoblue 1.500 è quasi scontata, così come forse anche il quella del livello di potenza di 120 cv. Accreditato di una coppia di 300 Nm, questo turbodiesel si avvia lesto, vibra poco, ha una voce sommessa e ha un consumo ottimisticamente dichiarato di 3,6 l/100 km. Ce n’è quanto basta per mettere d’accordo quasi tutti, complice anche una buona fluidità ai bassi regimi e una discreta vivacità agli alti.

OUTSIDER

Per tutti gli altri utenti e per chi non vuole finire coinvolto nell’iniqua caccia alle streghe a gasolio, la cosa ideale è fare invece un pensierino sul mille Ecoboost a benzina, magari nella più brillante variante da 125 cv e 200 Nm. Alla faccia della cilindrata contenuta, questo tre cilindri turbo non fa rimpiangere aspirati di cubatura quasi doppia. Riprende infatti bene anche da bassa velocità nelle marce lunghe e tira fuori gli attributi quando si insiste con l’acceleratore. Attenzione però, perché in questo caso i 4,8 l/100 km rischiano di diventare un miraggio lontano, nonostante disponga di un raffinato sistema che disattiva un cilindro quando non è richiesta particolare potenza.

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