Prova Mazda6 sedan, sostanza e apparenza

Piccoli ritocchi per l’ultima edizione della berlina di Hiroshima. Sotto, la grande qualità di sempre. La Mazda6 è realmente una valida alternativa alle solite berline premium. Finiture eccellenti comfort da passista. Il motore ha i cavalli che servono senza esagerare.

30 marzo 2016 - 12:03

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L’attacco alle auto premium parte dalla percezione che si può avere di un marchio. Molti cercano di appartenere a questa “setta” molto ambita giocando sulle suggestioni, Mazda lo fa con la sostanza. La nuova Mazda 6 non è che un altro esempio del percorso evolutivo che il costruttore di Hiroshima sta compiendo verso il mondo delle auto di categoria superiore. Design curatissimo, qualità negli interni, comfort di guida; l’unica cosa non realmente premium è il prezzo. L’abbiamo avuta in prova per un qualche tempo, contemporaneamente ad altri modelli (alcuni con animali vari sulla mascherina) che di blasone possono vantarne un bel po’. Eppure guardando le auto una a fianco all’altra e poi guidandole mi sono trovato a chiedermi più di una volta. Ma, se invertissimo i marchi la gente che passa e si gira a guardarle avrebbe la stessa percezione? La risposta è probabilmente no.

La Mazda 6 è un’auto che mi ha dato gusto guidare, un’auto che si è evoluta passo dopo passo e ora può guardare tutti negli occhi. Nell’ultima versione debuttano i fari anteriori adattivi a LED, corredati di abbaglianti automatici, mentre sotto il profilo della sicurezza sono ora disponibili l’indicatore d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, la segnalazione di superamento involontario delle linee di corsia, il monitoraggio della stanchezza del conducente e la frenata automatica in caso di collisione imminente durante la marcia urbana.

Sotto il cofano lavora il noto 4 cilindri 2.2 tD biturbo nella configurazione più potente da 175 cv e 420 Nm di coppia. Motore sicuramente non potentissimo in relazione alla cilindrata ma ottimamente dotato in fatto di coppia e silenziosità, soprattutto ora che in Mazda sono intervenuti ulteriormente sull’insonorizzazione dell’abitacolo. Il freno di stazionamento elettrico (novità arrivata con l’ultima versione) libera un po’ di spazio nella plancia centrale così che ora in quella zona trovano posto un porta bicchieri e un vano portaoggetti a prova di smartphone. Il nuovo layout della plancia Mazda prevede che lo schermo da 7” sia ora sistemato in alto e “galleggi” come un tablet (tendenza comune ad altri marchi) al centro della plancia. È lui il terminale del sistema multimediale MZD Connect, comandabile anche dal joystick sul tunnel centrale e che permette di gestire tutto il comparto multimediale oltre che la retrocamera e i social. Il navigatore, di serie nella versione Exceed in prova, fornisce indicazioni (oltre che nello schermo centrale) anche tramite l’Active Driving Display, che proietta le indicazioni sul parabrezza direttamente di fronte al driver.

DRIVE
L’atmosfera che si respira a bordo della Mazda 6, è sicuramente da auto “importante”: le plastiche sono morbide e di ottima qualità, i rivestimenti in pelle chiara con cuciture a vista sembrano figli di una tradizione artigianale andata ormai perduta. L’atmosfera a bordo è ottima, la nuova Mazda 6 propone un interno di qualità con assemblaggi impeccabili e plastiche di grande qualità. L’impressione generale è quella di un abitacolo molto curato e anche spazioso, lo spazio vitale è ottimo per chi siede davanti, altrettanto per chi siede dietro, che certo non soffrirà di claustrofobia e potrà viaggiare anche fresco grazie ai sedili posteriori ventilati, una chicca di Mazda in questo segmento. La pelle bianca dell’esemplare in prova (che fa parte di un pacchetto accessori assieme al tettuccio apribile per un totale di 2.150 euro) forse è un po’ sporchevole, di sicuro però fa la sua scena rendendo l’interno della Mazda6 ancora più pregiato.

L’avviamento è rapido, il comfort acustico non è in discussione tanto da non costringere l’impianto audio ad alzare troppo la voce per farsi sentire con tutta la sua qualità. Considerando la cilindrata, il quattro cilindri turbodiesel 2.2 biturbo (due turbine a geometria variabile) da 175 cv non è il più potente del lotto, un pelo ruvido al minimo e ai bassi regimi, vibra tuttavia pochissimo e si riscatta con una buona dose di coppia (420 Nm a 2.000 giri) e con un abbinamento al cambio automatico (2.000 euro di optional) a sei rapporti assolutamente ben calibrato che rende la guida soprattutto fluida e confortevole. Non è una sportivona, la Mazda6 piuttosto va intesa come una bella passista in grado di regalare comfort ma anche gusto di guida. Il motore, infatti, non si tira indietro se si tratta di accelerare, le prestazioni non sono al top della categoria, ma con 215 km/h di velocità massima e 8,6 secondi per passare da zero a cento orari non ci si può certo lamentare.

Soprattutto se si pensa ai consumi, dichiarati in 4,8 litri per 1.000 km, rilevati attorno ai 6 litri per cento km grazie anche al sistema i-Eloop di recupero dell’energia dissipata in frenata, che sfrutta le decelerazioni per ricaricare la batteria affrancando il generatore dall’ingrato compito di assorbire energia utile all’avanzamento.
Prestazioni che fanno il paio con un assetto giustamente sostenuto ma non inutilmente rigido in grado di offrire il giusto compromesso tra gusto di guida e comfort nei lunghi viaggi. Anche perché anche il comfort acustico è migliorato grazie all’utilizzo di nuovi pannelli fonoassorbenti, e guarnizioni di tenuta ancor meno inclini allo spiffero rispetto al passato. Meglio così, in questo modo è più semplice apprezzare il nuovo impianto Hi Fi marchiato Bose in grado di compensare autonomamente i rumori esterni dalle superfici stradali al variare della velocità.

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