Prova Mercedes Classe A 250 Supersport

Non chiamatela MPV: la nuova Mercedes Classe A ha scelto di scrollarsi di dosso i panni di auto “tranquilla” con seduta alta e dedicata alle donne. Oggi è più sportiva che mai, nella linea, negli allestimenti e nelle motorizzazioni. Soprattutto nella versione 250 “enginereed by AMG” della nostra prova

Basta con le eleganti signore, Mercedes Classe A punta ai giovani! Una scelta coraggiosa, quella dei progettisti “stellati”, che hanno deciso di abbandonare un segmento all’interno del quale erano protagonisti assoluti per dedicarsi a uno dove l’alternativa (decisamente accreditata) è più d’una: BMW Serie 1 e Audi A3, sono soltanto le prime di una lista di concorrenti. “Puntiamo a conquistare i figli delle signore che hanno in tempi passati scelto una Classe A; per le signore c’è la Classe B, oltre a qualche sorpresa ancora in fase di sviluppo” (qualcuno parla di una piccola crossover su base, appunto, Classe A).L’idea, non del tutto confermata, è che in realtà quello di Mercedes non sia un salto nel vuoto, una scommessa azzardata. Questa nuova Classe A potrebbe essere in realtà una base di lavoro, una struttura che attraverso vari step evolutivi porterà a una serie di sottosegmenti. tra i quali, probabilmente, uno dedicato alle tanto corteggiate (da un punto di vista del marketing, of course…) “quote rosa”.Confermata o meno questa ipotesi, resta una certezza: la nuova Classe A punta davvero in alto. Lo fa con una linea mai così moderna, con motorizzazioni efficienti, prestanti ma anche ecologiche e, soprattutto, con un prezzo di listino che ha lasciato tutti (ma proprio tutti, persino tra la concorrenza diretta) di stucco. Si parte da meno di 24.000 euro e per avere la versione diesel A180 (quella meno potente con propulsore 1.6) equipaggiata con tutto l’indispensabile, si supera di poco la linea dei 25.000 euro. Se l’estetica è soggettiva, la convenienza è sotto gli occhi di tutti.LIVEUno shock vero e proprio: così era stata descritta la prima uscita ufficiale della nuova Classe A al Salone di Ginevra. Col tempo, però, le linee di rottura che avevano tanto impressionato addetti ai lavori e non, hanno iniziato a diventare più consuete. Il frontale sportivo con taglio verticale e stella incastonata al centro di due lamelle orizzontali è quasi immediatamente diventato “abituale”. Stesso discorso per le fiancate, muscolose e scolpite, e per l’area posteriore con gruppi ottici annegati nelle fiancate, oltre che uno spoiler capace di chiarire da subito quanto di sportivo ci sia nel DNA della nuova Classe A e quanto poco sia rimasto della simpatica piccola MPV. In più, di serie per l’allestimento Sport, ci sono: cerchi in lega a 5 razze sdoppiate da 18 pollici, spoiler anteriore, pinze freno e inserti di colore rosso, impianto di scarico sdoppiato con terminali ovali.Anche gli interni (disegnati dal centro stile di Como) sono completamente diversi rispetto al recente passato. Non tantissimo lo spazio a disposizione, peraltro quanto le rivali dirette, ma le differenze con una vettura di segmento superiore si limitano a questo. Eccellente la cura dei materiali: plastiche rigorosamente morbide al tatto, inserti carbon look e cornici cromate rendono la nuova A una compatta di “classe” (e scusate il gioco di parole…).Unico richiamo al passato (o al family feeling, se preferite) è la disposizione dei comandi: regolazione dei sedili elettrici sulla portiera, leva del cambio (automatico) che si innesta sul piantone dello sterzo e rotellona sul tunnel centrale che permette di manovrare navigatore e radio cd. In più, come optional, c’è il pacchetto dedicato all’iPhone che permette di dedicarsi all’ascolto di MP3, alla lettura/invio della posta o alla condivisione attraverso Facebook, Twitter e molto altro ancora. Un’applicazione utile e innovativa: forse, per quanto abbiamo osservato, ancora con qualche lacuna, ma destinata presto a raggiungere un integrazione ottimale tra auto e “melafonino”.DRIVETi accomodi e in un attimo “sprofondi”(in senso positivo) al posto di guida; altro che seduta alta! La nuova Classe A è incollata al terreno, a tutto vantaggio del piacere di guida, del controllo e delle sensazioni percepite. La sensazione di sicurezza legata alla posizione della versione precedente sparisce, o meglio, si trasforma in qualcosa di diverso: l’idea è che un eccellente scambio di sensazioni “tra uomo e macchina” sia la prima forma di sicurezza. Il controllo diventa multisensoriale e non solo visivo.Sedili avvolgenti (senza esagerare) e volante piccolo, proprio come si addice a una sportiva, sono solo alcuni degli elementi che tagliano i ponti con il passato. Il più evidente, almeno da un punto di vista uditivo, è il sound (per la versione 250) che diventa rotondo, simile addirittura a quello di un  V8.Un piccolo circuito allestito per l’occasione ci permette di assaporare le reali qualità della A 250 Supersport. Accelerazioni brucianti, slalom ad alta velocità senza movimenti eccessivi o perdite di aderenza e uno scoppiettio in rilascio (merito dei due terminali di scarico) che è pura libidine.I 211 cavalli del propulsore scalciano a dovere, mentre i 350 Nm di coppia massima letteralmente spalmati tra 1.400 e 4.000 giri rendono la Classe A capace di riprendere vigore senza un ritardo. Il tutto condito dal nuovo cambio automatico 7G-DCT a doppia frizione, che rende le cambiate praticamente impercettibili e rapidissime grazie alla rapportatura azzeccata. In più c’è la possibilità di selezionare la modalità sportiva oppure quella sequenziale (con paddle al volante) ogni volta che si decide di forzare il passo.L’assetto è stabile: abbinato allo sterzo progressivo nell’incrementare la resistenza (in funzione di velocità e stile di guida) rende la nuova Classe A uno “strumento di precisione” quando si guida sul misto stretto. Anche in caso di manovre d’emergenza (lo abbiamo verificato con uno slalom ad alta velocità) la piccola con la stella non si scompone mai. Bene anche il feeling offerto dal retrotreno, stabile e roccioso anche quando si utilizza la Classe A in modo “improprio” (o divertente, a seconda dei gusti).L’impianto frenante è quello di una compatta che gioca a fare la sportiva: efficace ed estremamente comunicativo, a partire dal pedale. In più c’è una farcitura di elettronica deputata alla sicurezza (l’ESP non è mai completamente disinseribile), che durante uno slalom al limite si è dimostrata prontissima negli interventi.Insomma, il passo da piccola mpv a compatta di rango con velleità sportive può dirsi compiuto. Di sicuro la nuova Classe A offre molto di più sotto il profilo del divertimento e delle sensazioni in termini di guida sportiva. Unico tallone d’Achille, rispetto alla rivale più accreditata (BMW Serie 1), è la mancanza della trazione posteriore, ma sofismi simili non sono mai stati determinanti per il successo globale. Probabilmente non lo saranno nemmeno questa volta, almeno così sperano in Mercedes…