Prova Mercedes GLA 200 CDI

In meno di due anni, la famiglia delle Mercedes “A” ha ridefinito schemi tecnici ed estetici della Casa della Stella. La GLA è l’ultimo elemento (e forse il più atteso) di una famiglia di successo, che detta il tempo anche alle “grandi” Mercedes. Bella da vedere e da guidare. Più crossover che SUV

Classe A, CLA e ora GLA: tre modelli complementari di una nuova gamma che ha rivoluzionato la percezione del marchio Mercedes nell’arco di due stagioni soltanto, un’idea il cui successo è sottolineato dai numeri di vendita. Nel solo 2013 sono state ben 370.000 (30.000 Classe A solo in Italia) le piccole Mercedes arrivate sul mercato, scelte da una nuova generazione di clienti che, probabilmente, mai hanno pensato prima di acquistare Mercedes. Non è certo un caso che oltre il 70% dei clienti di Classe A siano strappati ad altri marchi, un risultato eclatante ai giorni nostri in cui i numeri sono piccoli e un cliente conquistato vale oro. La nuova linea scelta da Stoccarda del resto è molto chiara: se prima erano le auto dell’uomo con il cappello, oggi le Mercedes puntano al pubblico giovane, obiettivo già centrato con la nuova famiglia delle A, che spicca grazie al design che effettivamente invecchia la concorrenza, ma anche per un rapporto qualità prezzo mai così appetibile per una Mercedes. Alla famiglia si aggiunge oggi la GLA, che ha tutte le carte in regola per fare da “killer application” nel segmento delle crossover compatte.LIVELa Mercedes GLA chiude il cerchio delle “piccole” di Stoccarda e lo fa alla grande, visto che in meno di 4 metri e mezzo concentra tutto il meglio della moderna tecnologia tedesca: prestazioni, comfort, consumi ridotti e un design che per la prima volta nella storia della Casa di Stoccarda parte dal “basso” per influenzare anche i modelli più prestigiosi. Le dimensioni contano? Sì, contano e tanto, soprattutto perché ora il crossover Mercedes può trovare spazio in box più a misura di vita metropolitana e ampliare una gamma che vede protagonista da sempre l’imponente Classe M.Arriva sul mercato con due motorizzazioni a benzina da 1.6 (GLA 200) e 2.0 litri (GLA 250) da 156 e 211 cv e due Diesel che, sfruttando l’ormai utilizzatissimo quattro cilindri da 2.2 litri offrono due allestimenti di potenza – 136 cv per la GLA CDI 200 e 170 cv della GLA 220 CDI – e consumi decisamente ridotti, tanto che per la GLA 200 sono dichiarati ben 23 km/litro. Risultato ottenuto anche grazie all’attento studio aerodinamico, che assicura alla Mercedes GLA un Cx di soli 0.29, il migliore della categoria. Per ora la parte del leone in gamma la farà senz’altro la 200 CDI, ma il prossimo anno potrebbe essere insidiata dalla GLA 180 (che arriverà sul mercato appunto l’anno prossimo) con motore 1.6 dCi realizzato insieme a Renault. Per ora sappiate che la GLA 200 CDI 2WD Sport è in listino a 36.040 euro.La GLA è disponibile nei tre allestimenti tipici del marchio, Executive, Sport e Premium. Quest’ultimo è il vero punto di arrivo per il potenziale cliente che trova tutto quello che possa desiderare: cerchi in lega da 18 pollici, sedili in pelle, fari al bixeno giusto per citare i dettagli più evidenti.Due ruote motrici o le quattro della nuova trazione integrale 4Matic (inedita per Mercedes, visto che prende il moto da una trazione anteriore), con quest’ultima che lavora accoppiata al cambio automatizzato a doppia frizione 7G-DCT non disponibile solo per la versione a benzina GLA 200. Di serie, vista la propensione ad affrontare percorsi non asfaltati, il DSR (Downhill Speed Regulation) che regola la velocità della Mercedes GLA nelle discese tecniche. Sicurezza in primo piano con il pacchetto che Mercedes chiama “Intelligent Drive” e che comprende una serie di sistemi di controllo come l’Attention Assist, che percepisce la perdita di attenzione del guidatore, e il Collision Prevention Assist, che sfruttando un radar posizionato nella parte frontale della GLA riduce il rischio di collisioni già da 7 km/h. Quest’ultimo in combinazione con il Distronic Plus optional può frenare automaticamente da una velocità di 200 km/h e ridurre il rischio di incidente fino a una velocità minima di 20 km/h.DRIVEPiù lunga (13 cm per 4,42 metri in tutto), più larga (2 cm), più alta ma non di troppo (6 cm): così Mercedes ha differenziato la GLA dalla Classe A, ottenendo un risultato che va oltre i meri dati numerici. Dove non arrivano le misure arriva infatti il design, perché se la linea del profilo è molto simile a quella della berlina (solo un po’ rialzata), la zona posteriore se ne distacca nettamente, mostrando sulla GLA muscoli che sulla Classe A sono meno evidenti. Stesso discorso per il frontale che si collega a quello degli altri SUV della Casa della Stella. Il risultato è che la Mercedes GLA riesce a conquistare al primo sguardo, soprattutto se equipaggiata con i cerchi da 18 pollici come la 200 CDI in allestimento Sport che abbiamo per le mani durante questo primo assaggio. Sarà lei la regina del mercato, è lei quella che proviamo volentieri, curiosi di verificare le qualità dinamiche della piccola crossover di Stoccarda.La nuova filosofia Mercedes si percepisce anche all’interno dell’abitacolo: la qualità di ogni componente è ottima e il design modernissimo ed efficace – i comandi della climatizzazione però sono piazzati troppo in basso, non si vedono benissimo e non sono così comodi da utilizzare – che mostra come la Mercedes GLA sia legata a filo doppio con la Classe A e la Classe B. Andando controcorrente rispetto a molti concorrenti che continuano ad ampliare le superfici vetrate creando una luminosità interna notevole, per gli abitacoli Mercedes preferisce vetri più piccoli, che regalano un feeling di maggiore sportività ai passeggeri. La GLA non fa differenza, ha una seduta piuttosto bassa per essere una Crossover (auto che spesso si scelgono proprio per la seduta alta..:), migliorando però l’abitabilità rispetto alla Classe A soprattutto per i passeggeri posteriori, che hanno più spazio per testa e gambe, anche se il quinto ospite sta comunque un po’ stretto. Avete bagagli al seguito? Potrete contare su 421 litri (a divano completamente rialzato) che possono diventare 1.235 se si abbatte completamente lo schienale.SUV o crossover? È la stessa Mercedes a fugare i dubbi, definendo la GLA “il crossover secondo la Stella”, e la prova su strada non fa che confermare quanto si poteva intuire già guardandola. La GLA non è un SUV e non si comporta come tale, piuttosto rientra in quella categoria di “stradali rialzate” in cui potremmo inserire auto come la Peugeot 2008, la Renault Captur o le varie “outback” e “allroad” della concorrenza. Rispetto alla Classe A le differenze dinamiche sono poche (il che è ottimo), perché i sei centimetri di altezza che separano le due Mercedes in concreto non si fanno sentire. Il peso non è elevatissimo (1.505 kg in ordine di marcia), rollio e beccheggio (pur se maggiori di quelli della A) sono quelli di una buona auto stradale, sterzo e impostazione della curva lontani anni luce dalle oscillazioni e imprecisioni che caratterizzano i SUV veri e propri. La GLA, quindi, si gusta anche sui percorsi guidati. Rispetto alla Classe A il comfort è superiore, assicurato dalla maggiore escursione delle sospensioni che assorbono meglio le asperità. Insomma la sensazione di sportività si percepisce meno rispetto alla Classe A ma si scambia volentieri con un comfort migliore.Meglio così, anche perché in questa configurazione di potenza il 2.2 CDI non è certo un motore che invoglia a fare le corse. Ottimo per una guida del tutto disimpegnata, ha una buona disponibilità di coppia (300 Nm tra i 1.400 ed i 3.000 giri) e funziona benissimo abbinato al cambio 7G-DCT (doppia frizione in bagno d’olio, optional irrinunciabile da 2.300 euro), restando a mio parere un pelo ruvido nell’erogazione e un po’ rumoroso. La salita di giri è regolare e anche quando si sceglie la modalità di guida “Sport” (che modifica logiche e tempi di innesto dei rapporti) la Mercedes GLA non mostra particolari velleità sportive: chi pensa di avere il piede molto pesante potrà probabilmente trovare soddisfazione dai 170 cv della 220 CDI. In compenso, però, il 200 consuma poco: durante la prova abbiamo visto 6,1 litri per 100 km. A questo punto sta a voi decidere se preferire un po’ di brio in più al posto di qualche sosta in meno al distributore. Viste le velocità a cui si muove il traffico ai giorni nostri non avrei dubbi in proposito…