Prova nuova Seat Leon

L’hanno definita la Golf di Spagna, perché dalla media teutonica eredita pianale e motorizzazioni, ma la nuova Leon rivendica un design originale e un comportamento dinamico tutto orientato alla sportività

Enjoyneering ovvero tecnologia tedesca e passione latina: con questo azzeccato gioco di parole Seat presenta la nuova Leon come connubio perfetto tra la precisione ingegneristica tipica del gruppo Volkswagen – Seat è di proprietà tedesca dal 1985 – e la passione mediterranea che ha ispirato i designer della Leon di terza generazione.Forse proprio per esaltare quest’ultimo aspetto, Seat ha scelto la caliente Costa del Sol per presentare alla stampa la versione 5 porte della nuova Leon, che da oggi si può ordinare e che arriverà nelle concessionarie per il week end del 19-20 gennaio. A inizio 2013 si potrà anche ordinare la Sport Coupé tre porte e, dalla fine del 2013, anche la Station Wagon.LIVELa nuova Seat Leon è realizzata sulla piattaforma MQB, la stessa delle cugine A3 e Golf VII, negli stabilimenti di Martorell, nei pressi di Barcellona, dove Seat, proprio per la produzione della Leon, ha programmato investimenti per 800 milioni di euro. Usciranno dunque tutte da Martorell le nuove Leon e le prime sono arrivate appena alcuni giorni fa per essere mostrate agli 800 giornalisti giunti a Malaga nei 15 giorni di presentazione stampa.L’immagine che la nuova Seat Leon vuole dare di sé è elegante e sportiva e viaggia a braccetto con il target dichiarato dalla Casa: uomini 35/45enni dinamici e attenti ai dettagli. Sia l’interno che l’esterno della nuova Leon mostrano allora una piacevole ed elegante miscellanea di linee tese e linee morbide, che si combinano con la consueta indole sportiva Leon, data principalmente da una linea di cintura piuttosto alta.Con i suoi 4,24 metri di lunghezza, la Leon ultima generazione risulta ben cinque centimetri più corta rispetto alla versione precedente, a dispetto del passo che invece è aumentato di quasi sei centimetri. La nuova Seat Leon è anche leggermente dimagrita rispetto al modello precedente: pesa 1113 Kg in versione base, 90 kg in meno della Leon del 2005.Ma veniamo all’argomento clou se si parla di sportività, i motori: SEAT propone la nuova Leon con una serie di motorizzazioni TDI e TSI, con cilindrate che vanno da 1.2 a 2.0 litri. Tutte le motorizzazioni dispongono di iniezione diretta e turbocompressore. Al momento del lancio, saranno disponibili i motori 1.4 TSI 122 cv, 1.6 TDI 90 cv, 1.6 TDI 105 cv e 2.0 TDI 150 cv, tutti con cambio manuale a cinque o sei marce, mentre nel corso del 2013 debutteranno le versioni benzina 1.2 86 cv, 1.2 TSI 105 cv, 1.4 TSI 140 cv, quella a metano 1.4 TSI e il diesel 2.0 TDI 184 cv. Allo stesso tempo arriveranno i cambi automatici DSG doppia frizione per il 1.2 TSI 105 cv e per i diesel 105 e 150 cv.Seat Leon però non mira a rimanere soltanto un’icona di sportività ma prova a far sentire i propri clienti anche un po’ ecologisti: ecco allora che la versione 1.4 benzina 122 cv e le versioni diesel sono equipaggiate con il sistema stop/start e con quello di recupero dell’energia, che sfrutta un sistema di regolazione della tensione nell’alternatore per recuperare l’energia in fase di frenata e di decelerazione. Questa viene temporaneamente accumulata nella batteria per essere reimmessa nel circuito elettrico della vettura in fase di accelerazione, contribuendo a ridurre i consumi ed emissioni. Infatti, quelli dichiarati da Seat sono piuttosto contenuti: il 1.6 TDI 105 cv fa segnare appena 3,8 litri di gasolio ogni 100 km nel ciclo combinato, a fronte di 99 grammi di emissioni di CO2 per km; il 2.0 TDI, 4,1 l/100 km.Passando al benzina, il 1.4 TSI è accreditato di un consumo di 5,2 litri di benzina ogni 100 km, a fronte di 120 grammi di emissioni di CO2 per km.La nuova Leon non rinuncia nemmeno a un tocco di modernità, con gli eleganti proiettori full led, disponibili a richiesta e un sistema infotainment di bordo tutto nuovo, in cui spicca il pratico schermo touch screen da 5,8”DRIVEAd attenderci all’aeroporto di Malaga c’è l’intera gamma di Leon disponibili ad oggi; a me tocca il 2.0 diesel da 150 cavalli in allestimento Style – cerchi in lega da 16″, cruise control, Media System Colour con sei altoparlanti, Bluetooth e volante multifunzione rivestito in pelle.Gli altri allestimenti della gamma sono il Reference, orientato al comfort e con i sedili posteriori con schienale abbattibile asimmetricamente con rapporto 60:40 e l’FR, il più sportivo, che si distingue, tra l’altro, per i cerchi in lega da 17″, fendinebbia, luci di svolta, paraurti sportivi, sospensioni sportive, vetri oscurati posteriori e gruppi ottici a LED.Una volta accomodati nell’abitacolo si nota che l’interno è tutto nuovo rispetto alla versione precedente: le misure esterne riviste hanno consentito ai progettisti di ridisegnare anche lo spazio interno. Sportiva sì – posizione e ergonomia di volante e sedile sono decisamente sportivi – ma i centimetri di passo in più hanno permesso a passeggeri e bagagli di guadagnare un po’ di spazio; la linea del tetto piuttosto piatta, poi, non penalizza nemmeno i passeggeri posteriori più alti.Regolo l’altezza del sedile, avvio il motore – con chiave tradizionale – e parto per il test. Il TDI è silenzioso e vibra poco, merito anche delle plastiche, un po’ rigide ma – sembra – di buona qualità che rivestono l’abitacolo. Per non smarrirmi nel traffico andaluso, metto mano al navigatore dallo schermo touch screen per dirigermi verso le tortuosissime strade collinari nei dintorni di Malaga, già teatro di molte tappe della Vuelta ciclistica.I comandi e la grafica digitali del display sono intuitivi, così come i comandi manuali posti sulla consolle centrale e lo schermo mostra non solo le informazioni del sistema di navigazione e anche quelle di assistenza alla guida e quelli del collegamento Bluetooth per il cellulare.La voglia di mettere alla prova le conclamate doti di sportività della nuova Leon è tanta e allora riduco al minimo il trasferimento autostradale – che è per nulla stancante vista la buona insonorizzazione della Leon e i sofisticati sistemi di assistenza alla guida, come ad esempio il cruise control o l’heading control, il dispositivo di assistenza al mantenimento della corsia dotato di telecamera che imprime leggere correzioni al servosterzo elettromeccanico, aiutando a evitare che il conducente oltrepassi involontariamente le linee di segnalazione della corsia.Tra le curve, la Leon non delude le aspettative: lo sterzo è diretto e preciso e il comportamento dinamico è decisamente soddisfacente. Nei cambi di direzione i trasferimenti di carico sono molto contenuti e nei curvoni le sospensioni “copiano” la strada senza mai far scomporre la vettura.Il motore ormai lo conosciamo, avendo già avuto modo di testarlo sulla Golf VII: il TDI 150 cv ha una fluidità e una regolarità eccezionali. Forse difetta di un po’ di spinta ai regimi più bassi e ciò è forse dovuto al contenimento della pressione del turbo per non pregiudicare eccessivamente i consumi.Ora che vi abbiamo raccontato i primi assaggi della Golf VII e della Leon possiamo provare a rispondere alla domanda. Perché uno si dovrebbe comprare la tedesca e non la spagnola? Anzi, il dubbio lo lasciamo a voi, aggiungendo però che la nuova Seat Leon costa mediamente qualche centinaio di euro in meno delle corrispondenti versioni della Golf.