Prima classe in coda
La Opel Frontera accoglie il pilota con un posto di guida ben studiato. I comandi principali sono ben posizionati e allineati, mentre tra quelli secondari va sottolineata la presenza (evviva!) dei tasti fisici della climatizzazione. Un plauso incondizionato va poi alla spaziosità dei posti posteriori, davvero ai vertici della categoria. E non è affatto male anche il bagagliaio, con un piano che può essere sistemato su due livelli per sfruttare tutto lo spazio in altezza oppure ottenere un pratico doppio fondo.

Una coppia ben affiatata
Una volta in movimento, la prima cosa che colpisce è la notevole leggerezza dello sterzo, che si rivela comunque anche discretamente preciso. L’attenzione passa poi al motore. Il tre cilindri ha vibrazioni molto contenute e risponde in modo brillante anche dai bassi regimi, grazie anche all’aiutino dell’unità elettrica. Alla vivacità della Frontera contribuisce pure la trasmissione automatica, che si produce in passaggi di marcia dolci e puntuali, tanto che si può chiudere serenamente un occhio sul fatto che non sia possibile in alcun modo selezionare i rapporti manualmente.

Il pilota può giusto regolare la frenata rigenerativa premendo il tasto L (Low) accanto al selettore del cambio, ma tra la modalità standard e quella Low non ci sono differenze clamorose. In generale le staffette tra il propulsore termico e quello elettrico sono ben orchestrate. Solo stando con le antenne ben dritte si possono avvertire i passaggi di consegne comandati dalla centralina, mentre la strumentazione certifica spesso il fatto che non si sta bruciando benzina, cosa possibile per qualche centinaio di metri e per lo più a bassa velocità.

Silenzio, si viaggia
Giusto per dare una misura delle prestazioni, la Opel Frontera Hybrid con la motorizzazione più potente scatta da 0 a 100 in 9 secondi netti, un tempo di tutto rispetto. Ciò non toglie però che l’impostazione generale della vettura sia tranquilla, specie nella versione Edition, con cerchi da 16 pollici e pneumatici dal fianco abbastanza alto. Questi lavorano in ottima sintonia con le sospensioni, la cui taratura trova un buon compromesso tra la necessità di assorbire le buche e quella di tenere a bada i movimenti del corpo vettura tra le curve e nei cambi di direzione. Il tutto è accompagnato da un’efficace insonorizzazione dell’abitacolo, che risulta silenzioso anche alle andature autostradali.