Prova Opel Grandland X Ultimate 1.2 130 cv

8 maggio 2018 - 12:05

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Voglia di SUV? Certamente sì, quanto meno in Italia, dove nel 2017 la quota di mercato di questa tipologia di veicoli si è attestata su un eclatante 27%. Le aziende si adeguano al trend, arricchendo la gamma con modelli sempre più adatti a intercettare esigenze e gusti dei clienti, e differenziando le proposte in modo da accontentare tutti. Opel, entrata nell’orbita del gruppo PSA, capitalizza le sinergie lanciando il nuovo Grandland X, che segue Mokka X e Crossland X. Questo SUV sfrutta le sinergie con il Gruppo PSA, che ha recentemente acquisito Opel, e lo fa con l’impiego di molte componenti in comune con la Peugeot 3008. Come da tradizione della marca punta sulla sostanza e sulla qualità costruttiva.

Sicurezza a 5 stelle
Forte delle 5 stelle nel test di sicurezza Euro NCAP, il Grandland X è proposto con tre motorizzazioni: il 2.0 litri Diesel da 177 cv e 400 Nm, al vertice della gamma grazie anche ai consumi dichiarati (4,9 l/100 km nel ciclo misto) e all’abbinamento con il cambio automatico a otto rapporti; un secondo Diesel di minor cilindrata (1.6), da 120 cv e 300 Nm, scelta classica per chi cerca fruibilità e consumi contenuti, è stato sostituito a fine aprile 2018 da un più efficiente Diesel 1.5 da 130 cv, caratterizzato da consumi ed emissioni ulteriormente ridotti e abbinato in alternativa al cambio manuale a sei rapporti o all’automatico a otto rapporti. Infine è proposta una motorizzazione a benzina, il tre cilindri 1.2 a iniezione diretta dell’esemplare in prova, accreditato di 130 cv di potenza e 230 Nm di coppia: per quest’ultimo propulsore, che sulla carta potrebbe apparire sottodimensionato rispetto alla massa dell’auto, i consumi dichiarati nel nuovo ciclo europeo NEDC sono di 5,5 l/100 km. Il cambio è a sei rapporti, manuale oppure automatico.

Tanto spazio, pochi ingombri
Le dimensioni caratteristiche del Grandland X sono quelle di un SUV spazioso ma non ingombrante: 4.477 millimetri di lunghezza, 1.856 di larghezza e 1.609 di altezza. Il passo dà un’idea dello spazio a bordo: con 2.675 millimetri si intuisce che i cinque passeggeri possono stare comodi, come poi è possibile verificare fin dai primi chilometri di prova. Ampio il bagagliaio, con piano di carico leggermente incassato rispetto al bordo d’ingresso: nelle varie configurazioni passa da 514 a 1.652 litri, permettendo di caricare senza problemi, ad esempio, una bicicletta con entrambe le ruote montate.

Le linee del Grandland X sono armoniche e ben raccordate, per quanto non prive di un’attenta definizione dei volumi e di tanti dettagli interessanti, come ad esempio le due alette cromate sulla mascherina frontale oppure i passaruota e il rivestimento protettivo inferiore, questi ultimi a sottolineare le teoriche potenzialità offroad. Bello il tetto nero dell’allestimento bicolore, un tocco di eleganza che valorizza l’auto; inevitabili i gruppi ottici a LED.

Interni connessi
L’abitacolo colpisce innanzitutto per la sensazione di ampiezza, sia per i posti anteriori sia per l’esteso divano posteriore. Al centro troneggiano i comandi del climatizzatore, a mezza altezza, e quelli dell’infotainment, sovrastati dall’immancabile schermo sensibile al tocco, a sua volta incastonato tra due larghe bocchette di ventilazone. Vicino alla leva del cambio manuale a sei rapporti, invece, trovato posto i pulsanti per gestire funzioni accessorie come Start&Stop (di serie), sensori di parcheggio, assistenza nel mantenere la corsia. L’infotainment è compatibile con Android Auto ed Apple CarPlay, mette a disposizione una rete wireless per collegare fino a sette dispositivi e può essere valorizzato dall’impianto audio Denon Premium Sound System con otto altoparlanti e subwoofer. Abbastanza buona la qualità dei materiali, fatta eccezione per alcuni inserti in plastica rigida, che stonano con il resto della plancia.

Oltre a numerosi vani per riporre oggetti, è la rotella dell’IntelliGrip ad attirare l’attenzione: si tratta del sistema elettronico deputato a ottenere la massima trazione in vari contesti di guida, precisamente cinque: neve, fango, sabbia e strada bagnata, oltre alla condizione standard di asfalto asciutto e in buone condizioni. Il sistema gestisce la trazione, distribuendo la coppia tra le ruote anteriori e consentendo, se necessario, temporanei slittamenti.

Sicurezza in primo piano
Degna di nota, come si conviene a un SUV di questa classe, è la dotazione di sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida: avviso pre-collisione (Forward Collision Alert) con frenata autonoma di emergenza con rilevamento pedoni, sistema per la prevenzione dei colpi di sonno (Driver Drowsiness Alert), assistente automatico al parcheggio (Advanced Park Assist) e telecamera con visione a 360° costituiscono già un pacchetto molto interessante. L’Adaptive Cruise Control con funzione di stop è a richiesta, come i fari Full LED Adaptive Forward Lighting (di serie sull’allestimento Ultimate), che abilitano il cornering light per l’illuminazione delle curve, l’assistente abbaglianti e l’autolivellamento. Tra gli optional non mancano i sedili riscaldabili anteriori e posteriori, proposti anche in versione ergonomica a vantaggio del comfort.   

L’auto in prova vanta un allestimento di serie ricco, con luci diurne a LED e navigatore intelliLink. Tra gli optional figurano i fari Full LED AFL, la radio DAB, il cruise control adattivo, il tetto panoramico e la vernice metallizzata. Il prezzo, di conseguenza, sale dai 28.200 euro dell’allestimento Ultimate ai 32.300 dell’esemplare in prova.

Foto di Simon Palfrader
  DRIVE   

La posizione di guida rialzata offre un’ottima visuale anteriore; meno efficace, invece, il controllo degli ingombri posteriori. Ad aiutare, però, ci sono le telecamere: quella posteriore, in primis, e la comodissima visuale a 360°, che offre una panoramica dello spazio circostante e impedisce, a meno di clamorose distrazioni, indesiderati contatti con auto o altri ostacoli. Se non bastasse, i sensori di parcheggio avvisano con il loro suono prolungato e insistente di eventuali rischi. La strumentazione è ben leggibile, completa anche se poco scenografica: l’intrattenimento, del resto, è affidato al display touch centrale, di dimensioni adeguate a gestire tutto con facilità. Non spicca per immediatezza nella risposta al tocco, ma è comunque funzionale allo scopo. Anche il volante offre una serie di comandi dalla indiscutibile funzionalità, a portata di dita come il cruise control e i comandi per gestione media e radio. L’assistenza al mantenimento della corsia è efficace ma brusca nell’azione correttiva; inoltre in più occasioni, durante la marcia autostradale, il sistema ha segnalato di riprendere in mano il volante, nonostante il guidatore non avesse mai staccato le mani.
Fruscio, questo sconosciuto
Il comfort acustico offerto dall’Opel Grandland X è buono: a medie autostradali l’ascolto della radio non è disturbato da fruscii eccessivi, e in generale il comfort si mantiene su livelli apprezzabili. Parte del merito va alla taratura delle sospensioni, orientata alla qualità della vita a bordo, a cui concorre peraltro l’effettiva disponibilità di spazio, sia davanti sia dietro. Nella guida cittadina l’auto mette in mostra una discreta agilità, valorizzata dall’efficiente servosterzo e tutto sommato non penalizzata dal cambio manuale, ovviamente meno comodo dell’automatico ma caratterizzato da innesti morbidi e precisi. L’elasticità del motore, che accetta di buon grado qualsiasi situazione, compresa una marcia sbagliata, rappresenta un indiscutibile punto di forza. La curva di erogazione è molto lineare, piena, arricchita da una piacevole ventata di energia nella zona alta del contagiri: certo non si tratta di un motore sportivo, ma l’ipotesi iniziale che il tre cilindri fosse sottodimensionato rispetto a dimensioni (e velleità) del SUV Opel è smentita dai fatti.

Più comfort che Sport, anche se…
Abbandonata la città in favore di scenari collinari, il Grandland X convince, ancora una volta grazie al motore elastico e godibile, oltre che per la favorevole dinamica di guida. Non apprezza l’approccio troppo sportivo, per via delle sospensioni orientate al comfort, ma allo stesso tempo non disdegna di tenere ritmi sostenuti. La buona capacità di carico e l’ampiezza dell’abitacolo fanno di quest’auto una valida candidata per chi è alla ricerca di un SUV spazioso e caratterizzato da un buon rapporto tra prezzo e dotazione. E nel caso in cui le percorrenze annuali fossero significative, ecco che le due motorizzazioni Diesel (1.5 e 2.0) entrerebbero in gioco. Il tre cilindri benzina, comunque, si attesta su consumi ragionevoli, con risultati medi di circa 7,5 litri per 100 chilometri.

Foto di Simon Palfrader

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