L’azienda tedesca Opel, oggi parte del gruppo PSA (Peugeot, Citroen e DS), gode di ottima salute. I piani per il futuro prevedono investimenti in diversi settori, uno su tutti: entro il 2024 tutta la gamma sarà elettrificata. Si parla ad esempio di un nuovo motore a benzina con propulsione ibrida, della versione plug-in della Grandland X e dell’arrivo di una Corsa 100% elettrica. Obiettivi ambiziosi, supportati però da prove e numeri importanti, in gran parte figli del successo della gamma X, lettera che per Opel identifica i suv: sono la Crossland X, la Mokka X e l’ammiraglia Grandland X.

La gamma X di Opel è ben strutturata e questo è uno dei motivi del suo successo (Mokka X, dal suo lancio, è stata venduta in 900 mila unità). Quest’anno i motori sono stati aggiornati per rientrare nei limiti dell’Euro6d-TEMP, che entrerà in vigore da settembre 2019. Una normativa ben più severa dell’attuale e che prevede un ciclo di omologazione chiamato WLTP, più simile alla guida reale (e quindi più difficile da superare) dell’attuale ciclo NEDC.

Per rientrare nell’Euro6d-TEMP, sui motori turbo benzina i tecnici Opel hanno installato filtri antiparticolato, mentre sui turbo Diesel arriva il catalizzatore SCR con iniezione di Urea AdBlue. La gamma: gli ultimi arrivati sulla Grandland X sono il 2.0 litri Diesel da 177 cv e 400 Nm (appena 4,9 l/100 km nel ciclo misto) abbinato al cambio automatico a otto rapporti. Più piccolo ma non meno efficiente è il Diesel 1.5 da 130 cv (4,2 l/100 km), disponibile anche con cambio manuale a sei rapporti. Lato benzina, c’è il turbo 1.2 tre cilindri con iniezione diretta, accreditato di 130 cv e 230 Nm di coppia (5,2 l/100 km), dotato di cambio a sei rapporti manuale oppure automatico.

Gli stessi motori sono disponibili sulla Crossland X (a meno del 2.0). La Mokka X invece ha soluzioni diverse: c’è un Diesel 1.6 da 110 oppure 136 cv e un 1.4 turbo benzina da 120 o 140 cv, disponibile anche GPL. Volendo, la Mokka X è disponibile con la trazione integrale attiva, che grazie a una frizione a controllo elettronico è in grado di distribuire la potenza in modo continuo tra asse anteriore e posteriore, da 100:0 a 50:50.

Chi punta all’entry level dei suv Opel, la Crossland X, troverà prezzi a partire da 16.950 euro. Per circa 3.000 euro in più (19.800) si entra nell’orbita Mokka X, mentre per l’ammiraglia Grandland X ne servono almeno 26.000. Prezzi destinati a salire in maniera significativa se ci si lascia prendere la mano con i pacchetti accessori.

Tra le tante versioni provate, ho deciso di selezionare una motorizzazione per ciascun modello, a partire dall’ammiraglia Opel Grandland X. Il suo carattere imperiale si sposa alla perfezione con il 2.0 turbo Diesel: i 177 cv a disposizione sono ben spalmati lungo tutto l’arco di erogazione e il turbo lag (il classico ritardo di risposta dei motori turbo) è molto contenuto. La spinta è decisa ma costante e permette sorpassi in scioltezza (0-100 km/h in 9,1 secondi e 214 km/h di velocità massima). Il cambio automatico a 8 rapporti non è un fulmine di guerra, ma assicura cambiate dolci e non strappa. Notevole la silenziosità di marcia, anche a regimi elevati.

Lo spirito frizzante della Opel Mokka X invece si sposa alla perfezione con il motore 1.4 turbo benzina. Ha uno spunto brillante, soprattutto nell’istante in cui si accelera. La spinta accusa un leggero calo a metà scala del contagiri, un attimo di pausa, prima di riprendere vigore e allungare con convinzione (ma diventa rumoroso). Ad andature compassate i consumi sono degni di nota: non è difficile registrare medie sui 16 km/litro. Buono il cambio manuale, corto e abbastanza preciso negli innesti.

La piccola di famiglia è la Crossland X, una compatta crossover che si abbina perfettamente al 1.2 turbo benzina a tre cilindri da 130 cv. È un’unità vispa e brillante, che esprime il meglio di sé ai regimi intermedi (lo 0-100 km/h è sotto i 10 secondi): le partenze al semaforo sono il suo forte, a patto di dosare bene il lungo comando della frizione. Non è silenzioso, soprattutto sotto carico, e il cambio automatico a 6 rapporti non è perfetto nell’assecondare lo spirito moderno e tecnologico del motore. Bene invece il manuale, preciso e dalla leva corta.