Prova Peugeot Traveller

15 luglio 2017 - 9:07

Il dilagare di SUV e crossover ha rapidamente relegato a un ruolo di mercato più marginale le monovolume. Un esempio viene dal listino Peugeot, dove la 807 è uscita di scena senza clamore  e la 5008 si è invece trasformata proprio in una tuttoterreno per rifarsi una vita e cercare maggior fortuna. Nel Gruppo PSA hanno voluto tenere comunque uno zampino nel segmento e hanno quindi varato un nuovo progetto assieme a Toyota da cui sono nati ben tre modelli: Citroën SpaceTourer, Toyota Proace e, appunto, Peugeot Traveller, predisposti anche in variante commerciale. Quest’ultimo ha una gamma molto articolata, con tre diverse lunghezze di carrozzeria a catalogo: Compact da 461 cm, Standadrd da 496 cm e Long da 531 cm. Grazie alla piattaforma modulare, le varianti derivano dall’incrocio di due passi (293 e 328 cm) e due sbalzi posteriori (80 e 115 cm). La poliedricità permette di soddisfare tutte le esigenze, da quelle professionali di NCC e alberghi a quelle familiari, passando per quelle personali legate a hobby con attrezzature ingombranti. Gli allestimenti sono invece quattro, due più da lavoro, Business e Business Vip, e due più borghesi, Active e Allure. Business Vip è l’unico che non si può avere in taglia Compact e neppure nella variante 4×4 confezionata dallo specialista francese Dangel. I motori sono solo turbodiesel della famiglia BlueHDi, 1.6 da 95 o 115 cv e 2.0 da 150 o 180 cv. Quest’ultimo fa coppia fissa con il cambio automatico EAT6 ed è l’unico ad avere intervalli di manutenzione di “soli” 30.000 km contro i 40.000 degli altri. Quanto ai prezzi, il listino a due ruote motrici parte dai 30.000 euro della versione Business Compact da 95 cv e arriva ai 45.3000 della Allure Long da 180 cv.

UNA FACCIA, UNA RAZZA
Fari dalla forma elaborata e muso alto e massiccio dicono in modo chiaro che il Traveller appartiene alla famiglia Peugeot mentre la fiancata punta su un look più lineare e geometrico, che vede risaltare giusto i passaruota. Ha però poco senso soffermarsi tanto sulla carrozzeria, salvo notare che, con il suo taglio squadrato, promette bene sul fronte abitabilità e capacità di carico. Da questo punto di vista i numeri sono impressionanti. La versione corta ha ancora 224 dmc per i bagagli anche con la terza fila di sedili installata mentre smontandola e viaggiando in cinque il volume al tetto è di 1.978 dmc, che diventano 3.397 con i soli sedili anteriori. All’estremo opposto c’è la versione lunga, le cui misurazioni al tetto danno 1.384, 2.932 e 4.554 dmc. Il carico utile, dal canto suo, può arrivare fino a 1.400 kg. Sono valori che lasciano a bocca aperta, così come la sensazione di spaziosità che si ha sedendo su uno qualsiasi dei sedili, tutti regolabili e amovibili. In generale, il Peugeot Traveller si può ordinare con un numero di posti che va da cinque a nove, oltre che con allestimenti particolari della zona posteriore a salotto, con tanto di tavolino al centro e quattro poltrone attorno.

Se per i servizi navetta e per chi cerca un ufficio su ruote queste informazioni sono fondamentali, a un privato che cerca nel Peugeot Traveller l’auto da famiglia definitiva farà più piacere sapere che l’equipaggiamento non ha nulla di invidiare a quello di una normale berlina. Così come sugli aerei, bocchette dell’aria e luci di cortesia sono sul padiglione, ovunque ci sono vani portaoggetti e non mancano neppure prese USB, 12V e aux. Di serie o a richiesta, a seconda dei casi, si possono avere poi tra le altre cose lo schermo touch al centro della plancia con il navigatore 3D, la frenata autonoma di emergenza, gli abbaglianti automatici, la retrocamera e il cruise control adattivo.

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Sul Peugeot Traveller si sale e non solo per modo di dire. Anche se l’altezza massima resta entro limiti accettabili per dare accesso praticamente a tutti i box e i garage, il sedile del guidatore è più alto di quello di una monovolume normale e c’è una certa distanza tra la seduta e il pavimento. Nel complesso, comunque, si riesce a creare una corretta triangolazione con la pedaliera e il volante, che resta leggermente inclinato in avanti. Sul Traveller tutti si trovano in prima classe: pure in seconda e in terza fila si sta infatti da gran signori, con spazio da vendere e zero rischi di attacchi di claustrofobia. Anche l’accesso alle file posteriori è semplice; le porte laterali scorrevoli sono infatti motorizzate e possono essere aperte anche a mani occupate, muovendo un piede sotto lo spigolo del paraurti posteriore.

IL MOLLEGGIATO

Nei primi metri al volante serve fare l’occhio agli ingombri del Traveller, che – specie nella versione Long  – ha lunghezza e passo che possono creare qualche imbarazzo negli spazi più stretti. Questione di poco, comunque: l’attenzione si sposta in fretta sul notevole comfort di marcia che emerge in ogni situazione. L’abitacolo è silenzioso e ben isolato dai rumori: per quanto il volume interno sia elevato, la carrozzeria non fa da cassa di risonanza al rotolamento dei pneumatici, neppure in autostrada. Le sospensioni fanno poi il resto, risparmiando alla schiena i colpi più duri sulle buche.

PRENDETEVELA COMODA

Alla fine dei conti l’unica cosa che non trova posto sul Peugeot Traveller sono le velleità sportive. Viste la taratura dell’assetto, l’altezza del baricentro e le caratteristiche turistiche dello sterzo conviene prendersela con calma soprattutto nel misto e optare per una guida pulita. Il comportamento è sempre omogeneo e le reazioni sono prevedibili, sotto l’occhio vigile di un’elettronica a punto, ma inserimenti in curva e cambi di direzione sono piuttosto lenti. Inutile insomma chiedere al Traveller di snaturarsi e di vestire panni diversi da quelli del maratoneta della corsia di sorpasso. In questo senso si spiega anche la giusta scelta di Peugeot di allestire una gamma motori di soli turbodiesel, con doti da grandi passisti. Il piccolo 1.6 va bene per chi ha sempre un occhio ai costi di gestione e si sposta con materiali voluminosi ma leggeri, comunque raramente a pieno carico. Il due litri ha invece un tiro più robusto ed è sicuramente più adatto a un impiego a 360 gradi. La  versione da 180 cv, in particolare, con il felice abbinamento al cambio automatico, regala al Traveller una gran fluidità di marcia e aiuta a innalzare la qualità della vita a bordo.

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