Prova Seat Leon Cupra

280 cv e 5″8 per passare da 0 a 100 km/h. La Leon Cupra sfida le supercar non solo contro il cronometro ma anche sul piano della dinamica. Guida precisa e ottime prestazioni non le impediscono di essere sfruttabile nella vita quotidiana

Il momento di stanca del mercato non fa perdere il sorriso a Seat, che nel 2013 è riuscita ad aumentare la propria quota di mercato puntando forte sulla nuova Leon. Proprio il neonato modello di segmento C ha dato una grande spinta al marchio di Martorell, crescendo del 113% rispetto al 2012 e andando a conquistare nuovi clienti con modelli inediti come la Station Wagon ST. La Cupra è la punta di diamante della gamma Leon: è un’auto di nicchia, con numeri piccoli (di vendita) ma che porta lustro al marchio grazie a prestazioni degne di una supercar. Non mi addentro nei meandri tecnici, illustrati benissimo da Séb Salvetti nel suo articolo, (leggilo qui) limitandomi a ricordare che con i suoi 280 cv la Leon Cupra è la Seat di serie più potente e veloce mai costruita e detiene il record delle “tuttoavanti”. Con un prezzo a partire da 32.200 euro – per la versione tre porte con cambio manuale, 1.500 euro in più se si vuole il DSG – si entra in possesso di un piccolo gioiello di tecnologia meccanica, con motore benzina TSI turbo, differenziale autobloccante, sospensioni a regolazione elettronica. La Cupra è capace, con 5″8 secondi nello 0-100 km/h (5″7 con cambio DSG) di mettere il sale sulla coda in accelerazione ad auto del calibro della Porsche Cayman… Guidiamola e vediamo come va.DRIVEMi ricordo nel 1986 quando arrivò sul mercato la Lancia Thema 8.32. Fece scalpore perché con i suoi 215 cv era l’auto a trazione anteriore più potente di sempre. Un’auto potentissima, inguidabile…Certo fa un po’ impressione oggi guidare la Leon Cupra, che di cavalli sulle ruote anteriori ne scarica sessantacinque in più e si guida alla grandissima. Miracoli del tempo che passa, della tecnica e dell’elettronica ma anche della capacità dell’uomo di costruire auto sempre migliori. Il bello della Seat leon Cupra sta nella sua capacità di essere un’auto poliedrica, dalle molte facce. La puoi usare tutti i giorni per portare i figli a scuola (se guidata con attenzione riesce a consumare poco più di sei litri per 100 km e ha addirittura lo Stop&Start) o per andare a far la spesa. La Cupra ti asseconda: scegliendo la mappa Comfort avrai a disposizione un micione mansueto, con un assetto sostenuto ma non rigido e una gestione morbida del motore. È in questi momenti che si apprezza la qualità costruttiva della Leon, che poco spazio lascia alle critiche, mostrando la medesima versatilità delle versioni standard, con vani e spazi dove riporre chiavi e oggetti e con un display touch dotato addirittura di sensore di prossimità: quando avvicini la mano compare automaticamente il menù (anche se la definizione non mi convince del tutto).Un micione, dicevamo, che tuttavia è sempre pronto a scattare appena il piede si appesantisce un po’. Del resto il fondoscala a 300 km/h mica l’hanno messo solo per far scena (la velocità massima è autolimitata a 250 km/h. Questo due litri, infatti, è fenomenale per come riesce ad erogare e scaricare a terra i tanti cavalli di cui dispone. Elastico oltre il pensabile (riprende da poco più di 1.000 giri senza alcun problema) mostra una prontezza di risposta impressionante. Turbo lag? Non pervenuto. Ad ogni azione (pressione sull’acceleratore) corrisponde una reazione (scatto in avanti) immediata e perentoria, con una spinta che non si esaurisce mai durante tutto l’arco di erogazione e fino alla zona rossa. Prestazioni superbe, accompagnate da un cambio manuale rapido e preciso, che tuttavia non riesce a scalzare dal trono il DSG (1.500 euro spesi davvero bene) che rende possibile una guida ancora più goduriosa.Pensare ai progressi che hanno compiuto i motori sovralimentati fa una certa impressione: guidarli oggi regala un piacere che va oltre l’ormai dimenticato calcio nella schiena. Un tempo motori così sarebbero stati mostri poco gestibili, oggi sono capaci di prestazioni di altissimo livello, ma anche di una dolcezza impressionante.Auto a due facce dicevamo, perché sarà pure mansueta quando serve, ma la Leon Cupra non si dimentica di sicuro come si fa la faccia cattiva. Delle prestazioni del motore abbiamo già detto: il bello è che sulla Cupra tali prestazioni sono assecondate da un telaio all’altezza e da una elettronica che, volendo, lascia al driver la libertà di staccare ogni tipo di controllo (salvo reinserirsi quando percepisce che ci stiamo mettendo nei guai) per giocare a fare il pilota.Il telaio della Leon è sano (in fondo, “sotto” c’è quasi una Golf R…), ben bilanciato; l’auto è leggera e reattiva. Ho trovato solo lo sterzo un po’  “gommoso” ma l’ottimo bilanciamento porta in dote reazioni omogenee e prevedibili. La Leon si inserisce rapida in curva e poi resta sempre “piatta”, con il retrotreno che segue fedele la traiettoria impostata, anche quando si guida come se ci fosse da fare il tempo in speciale. Merito anche del differenziale autobloccante che lavora e si fa sentire, “tirando” letteralmente verso l’interno l’avantreno, che altrimenti con la potenza che c’è in gioco se ne andrebbe per la tangente. In questo modo anche in pista riesce facile mantenere la traiettoria ottimale. Occorre solo avere il coraggio di tenere giù il piede. La mappa Cupra è la più cattiva in assoluto: la Leon si incattivisce di erogazione, si irrigidisce di assetto, cambia perfino voce, conquistando un sound graffiante ed aggressivo, che contribuisce al coinvolgimento dei sensi del driver. Una volta portati i pargoli a scuola, potrete trasformarvi da Dottor Jekyll a Mr Hyde.