Prova Skoda Superb

Proposta in versione sia berlina sia wagon, e anche 4×4, l’ammiraglia ceca può contare su capacità di carico e abitabilità posteriore da riferimento. Ama la guida rilassata e merita il cambio a doppia frizione DSG. Finiture non impeccabili, favorevole rapporto qualità/prezzo

Lo smartphone Samsung Galaxy S4 anziché l’iPhone 5, il cioccolato Novi invece del rivale svizzero Cailler, gli orologi Seiko piuttosto che i raffinati Girard-Perregaux, i capi d’abbigliamento Diesel in alternativa alle collezioni Giorgio Armani. Prodotti, i primi, che condividono concretezza, efficacia, stile e gusto. Tutt’altro che privi di contenuti, rispetto ai punti di riferimento delle rispettive categorie difettano, però, di alcune raffinatezze. E, soprattutto, di quel plus, spesso impalpabile e irrazionale, sovente identificato con il termine “blasone”, in grado di elevare dalla borghesia alla nobiltà, dalle vette comuni alle dorate dimore dell’Olimpo. Un destino condiviso da Škoda Superb.Ricorrendo allo slang Made in Usa, un unico aggettivo potrebbe definire pienamente la natura dell’ammiraglia ceca: consistent. Cioè concreta, ricca di contenuti, onesta sotto il profilo dinamico e coerente alla propria immagine di berlina (o wagon) dal favorevole rapporto qualità/prezzo. Doti che non mettono al riparo da alcune cadute di stile quanto a finiture e da una gamma di propulsori turboDiesel sin troppo votata alla parsimonia piuttosto che alle prestazioni. Top di gamma è, infatti, il 2.0 TDI da 170 o 140 cv, affiancato dal piccolo 1.6 TDI da 105 cv. Qualche ambizione in più per i motori a benzina, che spaziano dal 1.4 TSI da 125 cv al V6 3.6 FSI da 260 cv, passando per i 1.8 TSI e 2.0 TSI rispettivamente da 160 e 200 cv. Trasmissioni manuali a 6 marce o a doppia frizione DSG a 6 o 7 rapporti; varianti a trazione integrale sia per la berlina sia per la wagon.Oggetto di un lieve restyling, Superb regge il confronto con Mercedes-Benz Classe E, riferimento della categoria, per abitabilità posteriore e capacità di carico. A fronte di prezzi d’attacco “da discount”: 23.860 euro per la 1.4 TSI 125 cv (24.930 euro la wagon), 27.250 euro per la 1.6 TDI 105 cv (28.320 euro la wagon). Ama decisamente la guida rilassata, forte di sospensioni abbastanza cedevoli e del cambio a doppia frizione DSG, pressoché impercettibile negli innesti.LIVELe ambizioni sono da ammiraglia, le dimensioni da berlina di segmento E. Lunga 483 cm in versione sia berlina sia wagon, lancia il guanto di sfida ad Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes-Benz Classe E, ponendosi in diretta concorrenza con Ford Mondeo, Opel Insignia, Peugeot 508 e Volkswagen Passat. In arrivo a fine giugno sul mercato italiano, ha nella capacità di carico e nell’accoglienza riservata agli occupanti del divanetto i propri punti di forza.633/1.865 litri per la wagon, 595/1.700 litri per la berlina, anche optando per le versioni a trazione integrale. Capacità di carico eccezionali, al punto da insidiare il riferimento tra le famigliari Mercedes-Benz Classe E SW (695/1.950 litri), sopravanzando al contempo sia Audi A6 Avant (565/1.680 litri) e BMW Serie 5 Touring (560/1.670 litri), sia per Ford Mondeo SW (549/1.740 litri), Opel Insignia Sports Tourer (540/1.530 litri), Peugeot 508 SW (518/1.598 litri) e Volkswagen Passat Variant (603/1.731 litri). Da record, in aggiunta, la capienza (595 litri) della berlina ceca con 5 persone a bordo, dal momento che la citata Classe E non va oltre 540 litri, mentre Audi A6 e BMW Serie 5 si attestano rispettivamente a 530 e 520 litri.Non è tutto oro ciò che luccica. Volendo sfruttare la massima capienza della wagon ci s’imbatte in una delle principali smagliature di Superb: l’abbattimento del divanetto frazionabile 40/60. Operazione che richiede il preventivo sollevamento e ribaltamento in avanti dei cuscini, lasciando in vista alcuni cavi elettrici, e quindi l’abbassamento degli schienali. Soluzione laboriosa e datata, laddove gran parte delle concorrenti prevedono la semplice trazione di una levetta per ottenere immediatamente un piano di carico perfettamente piatto.Siete futuri passeggeri posteriori di Superb? Allora comprate un megafono per comunicare con il guidatore. Non tanto a causa del rumore in abitacolo, decisamente contenuto, quanto per l’eccezionale spazio a disposizione. Specie a livello delle gambe, al punto da ricorrere a un poggiapiedi adattabile longitudinalmente per personalizzare la seduta. L’accoglienza, a dir poco regale, riservata agli occupanti del divanetto si completa con l’assenza di contatti indesiderati tra capo e cielo della vettura, anche in presenza di soggetti di statura superiore alla media, e la disponibilità di bocchette d’aerazione ai piedi, lungo i montanti centrali e il retro del bracciolo anteriore. In estrema sintesi, quanto ad abitabilità posteriore regge il confronto con Mercedes-Benz Classe E, lasciando a debita distanza Audi A6, BMW Serie 5 e ogni altra concorrente.Nella media l’abitabilità anteriore, con il conducente che lamenta una mobilità degli arti inferiori non eccezionale, limitata dai generosi ingombri della consolle. Ampia la possibilità di personalizzazione della posizione di guida, adattabile elettricamente in altezza, longitudine, inclinazione sia del cuscino sia dello schienale e nel supporto lombare in 4 direzioni. In aggiunta, lo sterzo è regolabile manualmente in profondità e altezza.A finiture discretamente curate e layout della plancia di stampo teutonico, ulteriore prova della concretezza della vettura, si accompagnano alcune sorprendenti concessioni alla raffinatezza, quali il vano portaombrelli ricavato lungo il rivestimento della porta posteriore sinistra e il sedile del passeggero anteriore regolabile elettricamente in longitudine mediante comandi azionabili dagli occupanti del divanetto. Altrettanto pregevoli il portellone TwinDoor e il tetto scorrevole elettrico a cellule solari integrate. Dispositivi, questi ultimi, riservati alla berlina e che consentono rispettivamente di accedere al bagagliaio sollevando solo il baule o, in alternativa, l’intera struttura (lunotto incluso), oppure di produrre energia durante la sosta per alimentare una ventola in grado di ridurre la temperatura dell’abitacolo di circa 25°C rispetto allo standard.Sotto il profilo della sicurezza, alle cinque stelle EuroNCAP si accompagnano ABS con assistenza all’arresto d’emergenza e alla partenza in salita, controllo della stabilità e della trazione, sino a 9 airbag, fari adattivi bi-Xeno e, tra gli optional, il dispositivo di riconoscimento della stanchezza del conducente. Le dotazioni, nel complesso, sono complete ma non ricchissime. La soluzione migliore è rappresentata dall’allestimento Elegance, che include climatizzatore automatico bizona, cerchi in lega da 17”, ESP, ABS, 7 airbag, cruise control, sensori di parcheggio posteriori, sedili in Alcantara e fari adattivi bi-Xeno. Optional l’assistenza al parcheggio così come il sistema di apertura porte e accensione a mani libere, senza estrarre di tasca la chiave a transponder.DRIVEComfort vs. prestazioni. Il risultato? 3-0. Superb nelle varianti di carrozzeria sia berlina sia wagon non è una vettura sportiveggiante, caratteristica che la accomuna, coerentemente ad abitabilità e capacità di carico, a Mercedes-Benz Classe E piuttosto che ad Audi A6 o BMW Serie 5 Touring. Volendo creare un parallelo con vetture d’analogo lignaggio, Ford Mondeo e Peugeot 508 sono le rivali dall’indole più simile all’ammiraglia ceca.Le sospensioni dalla taratura tutt’altro che rigida da un lato garantiscono un puntuale assorbimento delle imperfezioni dell’asfalto, dall’altro nulla possono dinanzi all’emergere di coricamento laterale e rollio. La guida rilassata appaga grazie allo sterzo correttamente demoltiplicato, forte della servoassistenza elettrica variabile in base alla velocità, all’impianto frenante ben modulabile e alla disponibilità di coppia (35,7 kgm da 1.750 a 2.500 giri/min), abbinata a un discreto allungo, appannaggio del 2.0 TDI da 170 cv. Quattro cilindri common rail di 1.968 cc sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile, rappresenta la motorizzazione ideale in funzione della massa della vettura (1.540 kg per la berlina, 1.562 kg per la wagon). Garantisce, infatti, in abbinamento al cambio DSG, uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,6” e una velocità massima di 222 km/h, che divengono 8,7” e 221 km/h nel caso della station.Imperdibile la trasmissione a doppia frizione a 6 rapporti DSG: rapida e impercettibile negli innesti, come da tradizione, “pensiona” l’alternativa manuale a 6 marce. Quest’ultima, sebbene garantisca percorrenze medie lievemente superiori (21,7 km/l contro 18,9 km/l nel caso di Superb berlina, 21,3 km/l anziché 18,5 km/l nel caso della wagon) e possa contare su di una corsa della leva nella media, non può competere quanto a comfort e velocità negli innesti. DSG che, del resto, invoglierebbe a insistere sull’acceleratore, supportati peraltro da un avantreno rigoroso, scarsamente incline al sottosterzo, e da inserimenti in curva abbastanza rapidi. Ancora una volta, però, la taratura cedevole delle sospensioni sconsiglia di forzare il ritmo, complice il retrotreno portato ad alleggerirsi in rilascio. Nessun problema, in ogni caso, sotto il profilo della sicurezza, garantita dal vigile intervento dell’elettronica.Da segnalare, infine, due alternative agli antipodi: la variante “senza fretta”, rappresentata dal 1.6 TDI GreenLine da 105 cv, oppure “senza limiti”, caratterizzata dalla trazione integrale. Nel primo caso la vettura è mossa da un 4 cilindri common rail di 1.598 cc sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile, accreditato di 105 cv e 25,5 kgm che, nel caso della berlina con cambio manuale a 6 rapporti, garantisce un consumo medio di 4,2 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 109 g/km. Risultati cui concorrono il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,27 (0,29 per le versioni standard), prese d’aria specifiche, spoiler posteriore e pneumatici dal rotolamento ottimizzato. Nel secondo caso, in abbinamento ai propulsori 1.8 TSI, 3.6 FSI e 2.0 TDI è disponibile la trazione integrale mediante frizione Haldex (multidisco a controllo elettronico). Quest’ultima, azionata tramite una pompa dell’olio elettroidraulica, fa sì che l’asse posteriore intervenga solo in caso di necessità, laddove una centralina calcola i kgm da distribuire al retrotreno; kgm trasferiti attraverso la pressione variabile esercitata sulle lamelle della frizione.