Prova Suzuki S-Cross 1.4 BoosterJet 4WD Allgrip Cool S&S

Il restyling della crossover nipponica porta in dote finiture più curate che in passato, una dotazione di serie completa, un motore 1.4 turbo benzina dall’erogazione corposa e un’abitabilità da riferimento. Il prezzo è la ciliegina sulla torta.

27 luglio 2016 - 14:07

Suzuki S-Cross è la classica compagna di classe che in età adolescenziale non consideri affatto, forse perché tranquilla e poco appariscente, salvo rivederla dopo qualche anno cambiata e raffinata, restando folgorato al punto da darti dello stupido per come ti sei comportato. Presentata nel 2013, la crossover media nipponica – è lunga 4,3 metri – beneficia di un restyling sia estetico sia tecnico che le dona un fascino sinora sconosciuto. Pratica, spaziosa e capiente come la precedente generazione, può oggi contare su linee moderne e una gamma motori ampliata, con i benzina 1.0 e 1.4 BoosterJet, vale a dire turbo a iniezione diretta, valide, anzi validissime alternative al noto 1.6 turbodiesel da 120 cv. Una ricetta ricca, resa ancor più gustosa dalla vocazione fuoristradistica – optando per le versioni a trazione integrale – superiore alle dirette rivali, da nuove dotazioni di sicurezza e da un prezzo d’attacco aggressivo: 15.190 euro (in promozione sino al 30 settembre). Un pacchetto molto allettante.

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La povertà, questa sconosciuta. La nuova S-Cross abbina materiali di qualità a finiture abbastanza curate. Pregevoli, in particolar modo, i rivestimenti soft touch (morbidi al tatto) della plancia, il layout dell’abitacolo e, soprattutto, la dotazione di serie. Quest’ultima completa, anzi completissima. Sin dall’allestimento base, denominato Easy, sono inclusi l’ABS, l’ESP, 7 air bag, l’assistenza alla partenza in salita, il climatizzatore, la radio CD/Mp3 con USB e Bluetooth, il cruise control e i cerchi in lega da 16 pollici, mentre optando per il livello intermedio Cool – il più interessante oltre che l’entry level per tutte le motorizzazioni eccetto il 1.0 BoosterJet – si aggiungono all’equipaggiamento base la chiave a transponder, l’avviamento a pulsante, il clima automatico bizona, il sistema multimediale corredato di display touchscreen da 7 pollici e tecnologia sia MirrorLink sia Apple CarPlay per il dialogo privilegiato con gli smartphone Android e iOS, la telecamera in retromarcia, i sedili riscaldabili, i fari Full LED e i cerchi in lega da 17 pollici. Impossibile pretendere di più. Ah, no… è possibile! La versione Top può contare anche sulla frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo, il navigatore satellitare e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Tanta ricchezza nelle dotazioni induce a perdonare piccole smagliature quali la mancanza della regolazione lombare dei sedili e la capienza non eccezionale (875 litri) del bagagliaio una volta abbattuto il divanetto frazionabile 40/60. In compenso, la capacità di carico con 5 persone a bordo è da riferimento, dato che con 430 litri, incrementabili a 440 optando per il posizionamento verticale degli schienali posteriori (a inclinazione variabile), S-Cross eguaglia una best seller quale Nissan Qashqai (430 litri) sopravanzando al contempo le concorrenti d’analoghe dimensioni Opel Mokka (362 l) e Peugeot 2008 (360 l).

La concretezza della crossover nipponica, ammiraglia della gamma Suzuki in quanto più lunga di 12 cm rispetto a Vitara, risulta ulteriormente rafforzata dalla generosa abitabilità sia anteriore sia posteriore: se il guidatore non ha nulla da recriminare, complice la posizione di guida ampiamente personalizzabile, altrettanto si può dire per gli occupanti della seconda fila di sedili che beneficiano di ampio spazio a livello tanto delle gambe quanto della testa. Diversamente da gran parte delle rivali, anche i soggetti di statura superiore alla media non lamentano contatti tra il capo e il padiglione della vettura. Good job, Suzuki!

Ricordate il 1.6 benzina aspirato da 120 cv appannaggio della precedente generazione di S-Cross? Bene, dimenticatelo in quanto sostituito da unità moderne e tecnologicamente raffinate, vale a dire dai nuovi 3 cilindri 1.0 e 4 cilindri 1.4 BoosterJet a iniezione diretta sovralimentati mediante turbocompressore. Unità accreditate rispettivamente di 112 e 140 cv e abbinabili la prima alle sole 2WD anteriori, la seconda esclusivamente alla trazione integrale, mentre per entrambe sono disponibili il cambio manuale oppure la trasmissione automatica a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia. Automatico, ma a doppia frizione a 6 marce, per l’unico propulsore confermato rispetto al passato, vale a dire il 1.6 turbodiesel DDiS da 120 cv destinato a S-Cross in configurazione sia 2WD sia 4WD.

DRIVE
Un “cuore” che merita la lode: sotto il cofano della rinnovata S-Cross pulsa infatti un moderno 4 cilindri 1.4 turbo a iniezione diretta di benzina con tecnologia Start&Stop, facente parte della nuova generazione di motori BoosterJet Suzuki e già dedicato alla “cugina” Vitara S, in grado di erogare 140 cv e 220 Nm di coppia. Valori migliori qualora confrontati con il propulsore a benzina appannaggio della precedente generazione, vale a dire il 1.6 16V aspirato da 120 cv e 156 Nm. A fronte, oltretutto, di una percorrenza media superiore: 17,9 km/l contro 16,9 km/l. Un abisso.

Il 1.4 turbo ha una doppia anima: da un lato l’erogazione ai bassi regimi è progressiva e consistente, dall’altro può contare su di una propensione all’allungo sconosciuta al collaudato 1.6 DDiS da 120 cv. Rispetto al citato propulsore turbodiesel, sebbene caratterizzata da una coppia inferiore – 220 contro 320 Nm – l’unità a benzina beneficia di un minore ritardo di risposta alle pressioni dell’acceleratore, di una progressione più lineare, priva di picchi, e della capacità di spingersi sino a 6.000 giri/min senza evidenti cali di spinta. Caratteristiche rafforzate dal ridotto peso della vettura, contenuto in 1.215 kg optando per il cambio manuale a 6 marce e pertanto inferiore di ben 120 kg a S-Cross 1.6 DDiS 4WD.

Se il 1.4 turbo benzina ha una vocazione vagamente sportiveggiante, non altrettanto si può dire per il cambio manuale a 6 rapporti dall’indole “pacifica”. Gli innesti sono sì precisi, ma la corsa della leva è abbastanza lunga. Una trasmissione, nel complesso, in linea con l’indole della vettura – la frizione è poco affaticante – e che non fa rimpiangere eccessivamente l’unità automatica a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia, offerta a 1.500 euro. La trazione integrale – S-Cross 1.4 BoosterJet non è disponibile in configurazione 2WD – si affida al sistema Allgrip 4WD che permette di scegliere, mediante un apposito comando a rotella, tra le modalità di marcia Auto, Sport, Snow e Lock.

Il programma Auto, nel dettaglio, privilegia il risparmio di carburante avvalendosi della trazione anteriore quale impostazione predefinita, con la possibilità di trasferire kgm al retrotreno qualora venga ravvisata una perdita d’aderenza all’avantreno. Sport, diversamente, sfrutta al massimo le 4WD favorendo la ripartizione della coppia verso l’asse posteriore ed esaltando la reattività del motore, mentre Snow prevede la trazione integrale sempre attiva supportata da uno specifico setting del controllo di trazione. Lock, infine, vede le 4WD abbinate al blocco del rapporto di distribuzione dei kgm 50/50 tra avantreno e retrotreno.

Con un’altezza minima da terra di 18 cm, una trazione superiore alla media, un rollio non eccessivo e uno sterzo discretamente reattivo, la rinnovata S-Cross è una vera tuttofare. A proprio agio ovunque, anche nei lunghi trasferimenti grazie sia alla buona insonorizzazione sia alle sospensioni che assorbono correttamente le imperfezioni dell’asfalto, è tagliata su misura per le esigenze di una famiglia dinamica, spesso in viaggio in montagna e che non disdegna escursioni lungo facili sterrati. In estrema sintesi, un’auto a metà tra una wagon per quanto riguarda il comportamento dinamico e una SUV per ciò che concerne l’abitabilità e la mobilità fuoristrada. Un mix allettante, nel caso della 1.4 BoosterJet 4WD Allgrip Cool S&S proposto a 24.490 euro. E volendo risparmiare 3.000 euro è possibile puntare sul 3 cilindri 1.0 turbo benzina nel medesimo allestimento, abbinato alle 2WD, sapendo di disporre comunque di un motore brillante e niente affatto sottodimensionato.

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