Prova Suzuki Swift Sport VVT 5 porte

Disponibile anche in versione 5 porte, non propone novità tecniche ma conferma guida di buon livello e prestazioni interessanti, a 19.300 euro full optional

13 ottobre 2013 - 15:10

Suzuki Swift Sport dimostra che in certe occasioni sono più utili cinque porte che un’iniezione di cavalli. Di fatto la nuova versione della piccola giapponese non cambia rispetto alla prima Sport, ma guadagna quel pizzico di comfort in più misurabile nella maggiore facilità di accesso al divano posteriore. E’ omologata per cinque posti ma è meglio fermarsi a quattro, così i due ospiti posteriori avranno spazio a sufficienza per viaggiare comodi. In un momento in cui le piccole sportive della concorrenza puntano sulla sovralimentazione, Suzuki persevera con l’aspirato, che comunque garantisce 136 cavalli, più che soddisfacenti per una vettura leggera come la Swift.

La lista della spesa dà ragione alla giapponesina, che nella versione full optional ( a 19.300 euro, 700 in più rispetto all’omologa versione a tre porte) include ESP, sette airbag, una serie interessante di accessori sportivi, i cerchi da 17 pollici e varie appendici aerodinamiche.

La marcata sportività della Swift non penalizza il comfort, perché le sospensioni si comportano bene, copiano l’asfalto e le sue fastidiose rugosità; nemmeno i cerchi da 17 pollici di diametro con pneumatici ribassati riducono la capacità filtrante.

DRIVE
Ricordo con piacere il test della versione tre porte dello scorso anno, sul tortuoso budello della pista di Castelletto di Branduzzo. I 136 cavalli facevano alla grande il loro mestiere. Il millesei a quattro cilindri riusciva a erogarli con una buona linearità e anche nelle curve più strette, a ruote completamente sterzate, telaio e sospensioni permettevano di scaricare a terra la potenza senza perdite di aderenza eccessive. Il giudizio era buono, e più che soddisfacente quando gli stretti tornanti lasciavano spazio a curve da terza marcia con l’acceleratore a battuta. 

La cinque porte replica le sensazioni della tre porte. Il comportamento è esente da critiche, anche se si sente che il telaio è stato costretto a perdere rigidità per via delle due porte in più e quindi il retrontreno è leggermente meno preciso. Una critica che vive solo all’interno dei cordoli di un circuito (dove peraltro l’abbiamo provata) perché nella vita di tutti i giorni, ne siamo sicuri, non se ne accorgerà nessuno.

Ricordiamo il pacchetto sicurezza di serie: sette airbag, di cui uno specifico per le gambe del guidatore, ovviamente ESP (Electronic Stability Program), che controlla la perdita di aderenza e l’eventuale sbandata, e Traction Control, entrambi disinseribili. A conti fatti la Suzuki Swift Sport nella versione 5 porte piace tanto quanto quella a tre. A questo punto, visto l’andamento del mercato e l’offerta della concorrenza, Suzuki potrebbe pensare a una versione Sport R con motore sovralimentato da 200 cavalli… Arriverà?

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