Rally di Montecarlo: tre, due, uno, via!

Segui con noi la diretta della prima tappa del WRC 2014. Ogier e Polo R WRC sono i favoriti, ma gli alfieri Citroën e Ford M-Sport faranno di tutto per inserirsi al vertice. Un’incognita la debuttante Hyundai: i20 WRC sarà subito competitiva? Condizioni meteo incertissime

15 gennaio 2014 - 0:01

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C’è un unico vero dominatore: il vérglas. Protagonista indiscusso del rally di Montecarlo. Un sottile strato di ghiaccio che abbraccia l’asfalto, ricoprendolo come una seconda pelle sino a renderlo scivoloso quanto una pista di pattinaggio. Esaltando la sensibilità dei piloti, la trazione delle vetture e, in molti casi, la durezza dei muretti dai quali è necessario raschiare i concorrenti. La variabilità climatica, del resto, è da sempre una delle peculiarità della gara monegasca. A maggior ragione quest’anno, dato che si tornerà a correre nelle zone montane in prossimità della cittadina di Gap (Hautes-Alpes).

Il fuoco alle polveri verrà dato alle 7.28 di giovedì 16 gennaio, quando la prima vettura (su 72 iscritti) aggredirà gli oltre 25 km della speciale Orpierre-Saint André de Rosans. Cui faranno seguito altre due prove, per complessivi 63 km cronometrati, da ripetere nel pomeriggio. Massacrante, ma altrettanto entusiasmante, la seconda giornata, con una coppia di tratti che un decennio fa scrissero la storia del rally del Principato: Vitrolles-Col D'Espreaux-Faye, di oltre 49 km (!), oltretutto da ripetere, e Selonnet-Col des Garcinets-Breziers (22,68 km). Seguiti da ulteriori 60 km col coltello tra i denti, dei quali la metà in notturna. Secondo tradizione, per il gran finale si tornerà nell’entroterra nizzardo; per celebrare il rito del Turini. Quest’anno affrontato due volte in senso inverso al solito, da La Bollène Vésubie a Moulinet (23,40 km), per chiudere con la ripetizione dell’inedita Sospel-Col de Brouis-Breil sur Roya (16,55 km). 15 prove speciali. 15 battaglie. 384 km trattenendo il fiato.

Pneumatici invernali, chiodati o meno. Gomme da asfalto a mescola soft o super soft. Intagli aggiuntivi a profusione; da far invidia a un cesellatore. La scelta delle coperture sarà, come sempre, cruciale. Specie in caso di condizioni climatiche incerte come quelle preannunciate a 24 ore dal via. Al momento è segnalato vérglas lungo i tratti cronometrati della seconda giornata, specie nella zona di Sisteron, mentre lo scollinamento del Turini è bagnato ma libero da ghiaccio. Almeno sino a quando non inizierà la classica battaglia a palle di neve tra gli spettatori. La perturbazione in arrivo dovrebbe rimescolare le carte e trasformare qualsiasi scelta, per l’ennesima volta, in un terno al lotto.

Chi non presta interesse alla cabala è il campione del mondo 2013 Sébastien Ogier, lo scorso anno secondo alle spalle del “cannibale” Loeb e favorito d’obbligo, anche alla luce dello sviluppo tecnico di Volkswagen Polo R WRC. La vettura da battere. Al volante della quale vi saranno, oltre a Ogier, il norvegese Andreas Mikkelsen, terza guida, e il finlandese Jari-Matti Latvala, apparso particolarmente agguerrito nei test pre Montecarlo. Chi saranno gli avversari più temibili per la compagine di Wolfsburg? Gli alfieri Citroën Kris Meeke e Mads Østberg non sembrano, almeno sulla carta e a inizio stagione, in grado di impensierire il trio VW: non tanto quanto a prestazioni velocistiche, anzi tra le migliori del lotto, quanto per regolarità, dato che già in passato hanno palesato una spiccata propensione a immortalare se stessi lungo alberi e muretti. Riusciranno a non “battezzare” il Monte 2014?

Sul fronte M-Sport, orfana dal 2013 dell’impegno ufficiale Ford, vi sono i rivali più pericolosi di Ogier. Primo fra tutti quel Mikko Hirvonen che, prima di naufragare al volante di DS3 WRC, proprio con il binomio Ford-Malcom Wilson aveva ottenuto i migliori risultati della propria carriera. Senza dimenticare l’ex pilota di F1 Robert Kubica, laureatosi campione 2013 nella serie minore WRC2 e fresco vincitore in Austria dello Jänner Rallye, prima prova del Campionato Europeo disputatasi in condizioni simili a quelle che attendono i partenti del Montecarlo. Kubica disporrà di una Fiesta RS WRC identica alla vettura di Hirvonen, sebbene iscritta con i colori del team satellite polacco Lotos WRT. Ed Elfyn Evans? Il britannico, promosso in squadra “ufficiale”, tenterà di accumulare esperienza evitando eccessivi rischi.

Chi invece correrà con il coltello tra i denti è lo spagnolo Dani Sordo, unico “non Loeb” a portare DS3 WRC sul gradino più alto del podio la scorsa stagione (rally di Germania). Accasatosi con la debuttante Hyundai, prenderà il via solamente in occasione d’alcuni appuntamenti iridati e, se la i20 WRC non risulterà eccessivamente in debito di sviluppo, tenterà di bissare il podio monegasco ottenuto nel 2013 con Citroën. Analogo discorso per il compagno di squadra, e prima guida, Thierry Neuville, astro nascente del panorama rallistico mondiale. Giunto alle spalle di Ogier nel ranking 2013, potrebbe trasformare il 2014 nella stagione della definitiva consacrazione. Gli outsider? Tenendo conto delle condizioni climatiche attese, ovvero del caos totale, può emergere Bryan Bouffier, “silurato” da Hyundai dopo i primi test d’i20 WRC ma vincitore del “Monte” 2011 (valevole per la serie IRC) e al via con una Fiesta RS WRC. Il francese, del resto, ha già dimostrato in passato di avere una particolare sensibilità (specie a fondo schiena) nella scelta dei pneumatici…

I video dei top driver durante i test pre Montecarlo 2014 (clicca qui per vedere in azione gli alfieri Volkswagen Ogier e Latvala)

Mads Østberg – Citroën DS3 WRC

Kris Meeke – Citroën DS3 WRC

Mikko Hirvonen – Ford Fiesta RS WRC

Robert Kubica – Ford Fiesta RS WRC

Thierry Neuville – Hyundai i20 WRC

Dani Sordo – Hyundai i20 WRC

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