Riversimple Rasa: l’auto a idrogeno fatta in casa

Realizzata in autonomia da un gruppo di tecnici inglesi, scatta da 0 a 100 km/h in 10 secondi e percorre 480 km con un pieno d’idrogeno. Leggerissima grazie al ricorso alla fibra di carbonio e all’alluminio, potrebbe entrare in produzione nel 2018.

24 ottobre 2016 - 21:10

Toyota, il più grande costruttore al mondo d’autoveicoli, ha realizzato la Mirai, vale a dire la prima vettura di grande serie alimentata a idrogeno. Un’auto che ha richiesto ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, tanto da indurre il mondo a pensare che questa tipologia di propulsione richieda una lunga fase di sperimentazione prima d’essere immessa sul mercato. Una convinzione non troppo distante dalla realtà, se non fosse che in Gran Bretagna c’è chi sostiene di essere in grado di realizzare un’utilitaria a idrogeno… nel sottoscala!

Il Regno Unito sta investendo nello sviluppo delle infrastrutture necessarie per una capillare diffusione dell’idrogeno. Un’evoluzione epocale per la mobilità d’oltremanica che ha stuzzicato la fantasia di molti ingegneri, in primis quelli impegnati nel progetto Riversimple Rasa, dove il secondo termine evoca la classica “tabula rasa” degli antichi Romani e sta a indicare come il progetto della prima auto a idrogeno “home made” sia nato da un foglio bianco. La vetturetta, una city car a due posti, è stata in realtà disegnata da una mano celebre, vale a dire da quel Christopher Reitz che, dopo aver maturato esperienza nel Gruppo Volkswagen e in Nissan, ha contribuito a definire le linee della nuova Fiat 500.

Riversimple Rasa nasce con l’obiettivo di ridurre al minimo gli attriti, così da ottimizzare i consumi d’energia a tutto vantaggio dell’autonomia. Un proposito cui contribuiscono il generoso ricorso alla fibra di carbonio – materiale con il quale è realizzata la monoscocca – e alla lega leggera, così da contente il peso dell’auto in 580 kg. Quanto al sistema propulsivo, nulla muta rispetto allo standard: la reazione chimica dovuta alla combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno all’interno delle pile a combustibile produce energia che viene utilizzata dai quattro motori elettrici – uno per ciascuna ruota – attivi anche come generatori nelle fasi di frenata o non di carico.

La vetturetta inglese, dotata della trazione integrale a gestione elettronica, tocca una velocità massima di 100 km/h, per raggiungere la quale sono necessari circa 10 secondi, mentre il pieno d’idrogeno richiede tre minuti e garantisce una percorrenza media di 480 km. Per la costruzione e commercializzazione dell’auto, prevista nel 2018, i tecnici inglesi contano di raccogliere un milione di sterline grazie al crowdfunding. Toyota dovrà guardarsi da un attacco dal basso?

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Tesla Pickup, tutto quello che sappiamo: prezzo, autonomia, data di lancio

Ford Mustang Mach-E, la muscle car diventa (anche) elettrica e SUV

Auto elettrica, il futuro è incerto