Sportiva, elettrica, leggera: tre aggettivi che faticano ad andare d’accordo in una sola frase, leggera soprattutto. Eppure è una dote fondamentale per assicurare agilità e piacere di guida. C’è chi ne ha fatto un mantra, come Colin Chapman con Lotus. L’elettrico è però costretto a fare i conti con pacchi batteria che possono pesare quanto un’utilitaria. Ma ora c’è chi è pronto a dimostrare il contrario. La SC01 è infatti una roadster elettrica due posti con trazione integrale e un peso inferiore a 1.400 kg, accreditata di una potenza di 430 cavalli, quanto basta a consentire uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi. Non male…

Sviluppata dalla startup cinese Tianjin Gongjiangpai Auto Technology (TGAT), sostenuta anche da capitali riconducibili all’ecosistema Xiaomi, la SC01 in Cina è prodotta in Cina da JMEV, joint venture partecipata da Jiangling Motors con relazioni industriali che coinvolgono anche Renault per alcuni aspetti.

I 1.000 esemplari della SC01 destinati all’Europa non saranno però importati, ma assemblati nel Vecchio Continente, proprio nel nostro Paese, anche se ancora non si sa dove. Dovrebbe arrivare nel corso del 2026, nessun dettaglio per quanto riguarda il prezzo. In Cina la SC01 è proposta tra 28.000 e 32.000 euro, un listino che ha fatto molto discutere. Per l’Europa, però, si parla di cifre diverse: le stime indicano circa 60.000 euro, considerando gli adeguamenti normativi, la produzione localizzata e la tiratura limitata.
Design funzionale, votato alle prestazioni
Con una lunghezza di 4,1 metri, una larghezza di 1,83 metri, un’altezza inferiore a 1,2 metri e passo di 2,5 metri, la SC01 sfoggia forme compatte e un design a cuneo che ricorda alcune tra le sportive vecchia scuola più note, come la Lancia Stratos.




L’approccio è legato alla funzionalità, ogni linea nasce da esigenze ingegneristiche precise. Il richiamo, non casuale, è quello dell’aeronautica: volumi netti, superfici essenziali, soluzioni concepite per restituire efficienza e precisione di guida. Gli stessi fanali posteriori integrati nelle prese d’aria non sono una scelta stilistica fine a sé stessa, ma rispondono alla gestione del flusso e della bassa pressione nella parte posteriore della vettura.

Un’impostazione che si riflette sugli interni, l’abitacolo della SC01 segue un’impostazione minimalista con focus sulla guida, niente grandi schermi per l’infotainment ma un solo display dedicato alla strumentazione e presenza di tasti fisici. I comandi essenziali sono integrati nel volante a tre razze, mentre una striscia di pulsanti sopra il parabrezza ospita le funzioni secondarie. I sedili racing in fibra di carbonio, asimmetrici per migliorare la posizione di guida del pilota, completano un ambiente che privilegia la funzionalità pura.
Sportiva vera
La scheda tecnica non è completa ma i pochi dati parlano chiaro: con 430 CV di potenza distribuiti sui due motori elettrici, uno per asse, la SC01 promette prestazioni da supercar: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi. Ma il dato davvero sorprendente è un altro: appena 1.365 kg sulla bilancia, un risultato eccezionale per un’auto elettrica. Questo traguardo nasce da scelte ingegneristiche radicali: telaio a traliccio tubolare, carrozzeria in alluminio e sospensioni push rod derivate dal mondo delle corse. Il divertimento è assicurato anche dalla possibilità di gestire la trazione tra anteriore, posteriore o integrale secondo le preferenze del guidatore.

La batteria da 60 kWh è posizionata dietro l’abitacolo anziché nel pianale, mantenendo basso il baricentro e ottimizzando la distribuzione dei pesi. L’autonomia dichiarata secondo il ciclo cinese CLTC è di circa 500 km, un valore destinato a ridursi se si considera il ciclo WLTP e soprattutto nel mondo reale, considerando l’indole sportiva dell’auto che spinge a premere sull’acceleratore.