bmw Serie 1 traverso

Youngtimer – BMW Serie 1, quando era più unica che rara

Era la sola compatta a trazione posteriore. Ora che passa all’anteriore, la prima generazione è già “storia”

24 agosto 2019 - 6:30

La categoria delle youngtimer è relativamente nuova. Ne fanno parte le auto prodotte tra la metà degli anni Ottanta e la fine dei Novanta, circa. Si aggiunge poi qualche “fuori quota”, che per particolari meriti può essere considerata di rilevanza storica. Un esempio è proprio la BMW Serie 1 di prima generazione, nata appena 15 anni fa, eppure già oggetto di culto. Perché? Semplice: la sua architettura meccanica da BMW “doc”, vale a dire con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. Uno schema riproposto peraltro anche dalla seconda generazione del modello, che a sua volta è destinato ad andare a ruba da parte degli appassionati (visto che la terza generazione è a trazione anteriore), ma che in qualche concessionaria si può ancora trovare in vendita come nuovo.

Il glorioso 6 cilindri

A rafforzare il mito della Serie 1 “vecchia maniera”, la possibilità di avere un altro marchio di fabbrica BMW: i motori a 6 cilindri in linea. Musica per le orecchie degli appassionati, delizia per i nerd dell’endotermico in virtù di quell’equilibrio e di quella fluidità innate, figlie proprio dei 6 cilindri disposti in quel modo.

Un Diesel da non crederci

Di cilindri ne ha solo quattro, invece, il 2.0 turbodiesel della 123d. Ma si tratta di uno dei più “spremuti”, fra quelli che bruciano gasolio, in quegli anni. Grazie infatti alla doppia sovralimentazione (una turbina piccola per i bassi regimi e una più grande per gli alti), sprigiona la bellezza di 204 cv di potenza e 400 Nm di coppia. Quanto basta per farle toccare i 238 km/h di velocità massima e i 100 km/h con partenza da fermo in soli 6,8 secondi. Ma c’è di più: questo motore entusiasma per la capacità di unire il tiro ai bassi con l’allungo (quasi) da benzina agli alti. A 4.700 giri conviene cambiare marcia (ed è già un regime notevole per un motore a gasolio), ma ci si può spingere anche fino a 5.000. Il tutto, con consumi incredibili. Nell’uso di tutti i giorni, rispettando i limiti, i 15/16 km/l non sono impossibili.

Tutto nasce dalla Serie 3 Compact

BMW ci prova ben prima del 2004, a dire la sua nel segmento C. Lo fa però con scarsa convinzione, riciclando ciò che già è disponibile in casa. Si prende dunque la Serie 3, le si attribuisce la coda “tronca”, la si accorcia di qualche centimetro ed ecco la Serie 3 Compact. La prima nel 1993, su base E36 (la Serie 3 del 1990), ma con il retrotreno della E30 (la Serie 3 del 1982…). Il secondo tentativo è del 2000 e la base è la E46 (la Serie 3 del 1998). Il successo è a dir poco scarso e così a Monaco di Baviera decidono che è il momento di investire e crederci di più.

2004, nasce la Serie 1

3 litri, aspirato, 6 cilindri in linea. Sembra preistoria dell’automobile, siamo invece nel 2004. Oggi, pensate, non solo di aspirati non ne resta nemmeno uno, all’interno della gamma BMW, ma per trovare con una certa costanza motori a 6 cilindri bisogna guardare come minimo alla Serie 5. La peculiarità, che è anche il punto di forza della Serie 1, rappresenta però anche il suo più grande limite. Il motore longitudinale e il tunnel della trasmissione rubano tantissimo spazio alle persone e alle valigie, col risultato che la tedesca è la meno ospitale del segmento C. Poco male, in BMW in quegli anni si pensa ancora (soprattutto) al divertimento. Ecco perché viene sviluppato un McPherson molto particolare per l’avantreno, capace – grazie fra le altre cose ai bracci particolarmente lunghi – di offrire una precisione di guida rara. A proposito di divertimento e passione, nel 2007 arrivano la 3 porte, la coupé (anche M…) e la cabriolet.

Solo l’Alfa Romeo 147 le tiene testa (per divertimento)

La concorrente della Serie 1 è principalmente una, l’Audi A3. Non si può però non tenere in conto la Mercedes Classe A: anche se all’epoca è una piccola MPV, quindi pensata per una clientela completamente diversa, per prestigio del marchio è senza dubbio un’alternativa alla Serie 1; almeno per chi sceglie in base allo status e non alla scheda tecnica. Si aggiungono poi la Volvo C30 e, per piacere di guida, l’Alfa Romeo 147. La compatta italiana, infatti, non patisce più di tanto la trazione anteriore, anzi. Grazie a sospensioni anteriori sopraffine – le stesse della 156 – offre un feeling di guida che fa innamorare dopo pochi km. Tornando alla Serie 1, i motori? Al debutto, la tedesca offre un range che va dal 1.600 aspirato da 115 CV al 3.0 da 265, mentre i diesel hanno potenze comprese fra 122 e 163 CV.

Da fine settembre, si passa al “tuttoavanti”

In questi 15 anni, la Serie 1 è passata attraverso il restyling del 2007, la seconda generazione del 2011 (rivista in modo importante nel 2015 e nel 2017) e ha ampliato la gamma verso il basso con motori a 3 cilindri. Da fine settembre, inizia la nuova vita, perché dopo la presentazione al grande pubblico in programma per il Salone di Francoforte, inizieranno le vendite della terza generazione. Con motore anteriore trasversale e trazione sulle ruote davanti o integrale.

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