Suzuki Swift tra città, pista, offroad: ecco perché è l’unica auto triatleta

SUV – o presunti tali – a trazione anteriore che vanno in crisi sulla prima strada bianca. Sportive (fake) che […]

SUV – o presunti tali – a trazione anteriore che vanno in crisi sulla prima strada bianca. Sportive (fake) che alla seconda staccata hanno già i freni in fumo. Auto di qualsiasi genere e forma che promettono efficienza e poi, quando le metti sulla bilancia, fanno schizzare l’ago ben oltre i 1.500 kg. Il panorama dell’auto moderna è bello perché è vario. E a volte un po’ “fumoso”.

Poi, c’è Suzuki. Azienda che non la fa tanto lunga lato marketing, ma che si è specializzata nelle auto di piccole dimensioni. A modo suo, peraltro: ricercando cioè leggerezza, semplicità costruttiva (che non significa meccanica banale, anzi, e tra poco capiremo insieme perché) e solidità. Principi riassunti alla perfezione dalla Swift, che in questo test molto speciale abbiamo voluto provare nella sua declinazione… Triatleta: la Swift efficiente, quella sportiva e quella offroad. Tre realtà lontanissime una dall’altra, condensate nella Swift 1.2 a trazione anteriore, nella 1.2 4×4 e nella Sport 1.4 turbo. Tutte e tre, peraltro, dotate di tecnologia ibrida.

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