Si chiama Textalyzer ed è il nuovo sceriffo dei telefonini. Fortemente voluto dalla Polizia di New York, il nuovo strumento elettronico permette di analizzare qualsiasi smartphone per capire come e quando è stato utilizzato durante la guida.

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Denominato Textalyzer in omaggio al Breathalyzer, vale a dire l’etilometro comunemente in dotazione alle forze dell’ordine americane per verificare il tasso alcolemico, è un test software capace di rilevare sms, e-mail e messaggi social, inclusi quelli di WhatsApp. Pur non accedendo ai contenuti, così da rispettare la privacy, rileva l’attività effettuata con il dispositivo mobile, consentendo alla Polizia di ricostruire, specie dopo un incidente, le responsabilità.

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La proposta di legge presentata nello Stato di New York propone di trattare i conducenti distratti dal cellulare alla stregua degli ubriachi, introducendo il Textalyzer nella comune dotazione dei poliziotti e, soprattutto, imponendo pesanti sanzioni qualora gli automobilisti – ma anche i ciclisti e i pedoni – si rifiutino di sottoporre lo smartphone ai controlli. Nel caso dei guidatori il diniego a consegnare il dispositivo mobile comporterebbe la sospensione della patente, esattamente come se ci si sottraesse alla prova dell’etilometro. Le polemiche relative a una possibile violazione della privacy stanno divampando, ma la proposta di legge, sostenuta tanto dai Democratici quanto dai Repubblicani, poggia sul fatto che, stando alle statistiche del Governo americano, nel solo 2014 le distrazioni alla guida hanno causato 3.179 vittime e 431 mila feriti, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. E se il Textalyzer arrivasse anche in Italia?

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