Volkswagen Eco Up! 5 porte

Dimensioni ridotte, 5 porte vere e un inedito propulsore a doppia alimentazione (benzina/metano) che promette una percorrenza media di 100 km con tre soli euro: la Volkswagen Eco UP! a metano è la city car dei giorni nostri

9 giugno 2012 - 11:06

Se non fosse già lo slogan di una diretta concorrente (ultimamente cresciuta per dimensioni), la Volkswagen Up! potrebbe tranquillamente essere definita “piccolo genio”. Lo dimostrano i dati di vendita della versione 3 porte, prima vettura per immatricolazioni in Germania; lo dimostrerà, sperano gli uomini marketing teutonici, l’aumento di consenso che la versione 5 porte è destinata ad avere (da sempre) nel nostro paese. Magari aiutata dal debutto di un propulsore che definire ecologico è quasi riduttivo.

Pratica e funzionale, senza perdere in termini di “agilità cittadina”, la piccola di Wolfsburg arriverà a settembre arricchita dalla interessante motorizzazione bi-fuel che, a fronte di una piccola rinuncia in termini di cavalleria (68 contro i 75 della versione tradizionale), garantisce consumi da record. La Volkswagen Eco Up! (così è stata ribattezzata la versione a metano) debutterà sul mercato in autunno e il prezzo dovrebbe aumentare (a parità di allestimento) di circa 2.000 euro rispetto alla versione a benzina. Non pochissimi, ma considerando un consumo medio di circa 34,5 km/kg (il metano costa poco meno di un euro al kg) il punto di pareggio non dovrebbe essere così lontano nel tempo, anche con un utilizzo prevalentemente cittadino.
LIVE
Una notizia lieta, innanzitutto: anche scegliendo la versione a metano non è necessario rinunciare in alcun modo al vano bagagli (251 litri di capienza, proprio come la versione a benzina) o alla spaziosità dell’abitacolo. Merito della “saggia” disposizione delle bombole: la prima posizionata sul fondo del vano bagagli (impone soltanto la rinuncia alla ruota di scorta, sostituita dal solito kit di gonfiaggio e riparazione), la seconda sotto la seconda fila di sedili affiancata dal piccolo serbatoio di benzina (10 litri totali).

Musetto “furbo” in linea con le parenti di gamma e portellone verticale in cristallo (con telaio rinforzato) non cambiano per la Eco Up! 5 porte. Unica modifica rispetto alla versione 3 porte è quella dei cristalli posteriori che perdono la linea “a salire” a favore di una maggiormente parallela al terreno, che garantisce l’apertura a compasso dei due cristalli. Le portiere con angolo d’ingresso extralarge garantiscono facilità d’accesso e permettono, per esempio, di montare un seggiolino senza essere costretti a contorsionismi.

Lo spazio in  prima fila è abbondante; dietro si sta un po’ più stretti, ma due adulti trovano comunque posto comodamente, e su una vettura lunga poco più di 3,5 metri è già un discreto traguardo. Il vano bagagli passa da 251 litri a 951 di capienza grazie alla seconda fila di sedili frazionata e reclinabile. In più una chicca per tutti gli amanti della tecnologia: il navigatore Maps+More che comprende, oltre al sistema di navigazione satellitare, un dispositivo vivavoce, informazioni relative alla vettura (c’è anche un “tutor” per la guida ecologica) e un lettore multimediale.

DRIVE
Le differenze percepite rispetto alla Up! a benzina sono praticamente inesistenti anche una volta che la Eco UP! è stata messa in moto. Il piccolo propulsore tre cilindri non paga in termini di vibrazioni percepite o rumorosità ai bassi regimi l’alimentazione a metano. Il funzionamento? La Eco Up! viaggia esclusivamente a metano (una spia sul cruscotto indica al guidatore il carburante utilizzato) e il serbatoio di benzina viene sfruttato solo quando l’apposito sensore rileva l’assenza di gas all’interno delle due bombole. Ed è forse proprio questo il freno maggiore a una grande diffusione a vetture come la Eco UP! Chi ha un distributore di metano vicino casa o lungo il tragitto casa-ufficio l’amerà di sicuro, un po’ meno chi dovendo spostarsi per tragitti più lunghi dove non ci sono colonnine di metano si troverà ad avere a che fare con un serbatoio della benzina un po’ troppo piccolo. Anche se con i consumi della UP! i dieci litri possono essere considerati sufficienti.

La riduzione di potenza della Up! più ecologica è difficilmente percepibile; in pratica, tenendo un filo più alto il regime del motore, la ripresa rimane discreta proprio come per la versione a benzina. In più ci sono i consumi, che definire da record è riduttivo. Una vera manna di questi tempi. L’unica differenza riguarda la ripresa ai medi regimi (per esempio durante un sorpasso lanciato in autostrada) in cui la Eco up! appare leggermente più lenta nella risposta rispetto alla sorella a benzina. Bene, invece, l’assetto: solido e piantato a terra, ma non eccessivamente rigido (a tutto vantaggio del comfort).

Lo sterzo, poi, leggero e preciso, permette alla Eco Up! di girarsi letteralmente in un fazzoletto. Il cambio manuale è un po’ duro negli innesti, nonostante un pedale della frizione davvero di burro. Non manca una discreta farcitura in termini di dotazioni di sicurezza (ABS, ESP, ASR, ecc.) e, per i più ansiosi, c’è anche il sistema di frenata automatica che opera in una forbice di velocità compresa tra 5 e 30 km/h, quando la distanza rispetto al veicolo che precede si riduce eccessivamente.

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