Volkswagen Golf GTI: sarà ibrida nel 2020

L’ottava generazione della media tedesca vedrà debuttare un powertrain micro ibrido destinato alla versione GTI. La sportiva di Wolfsburg potrà così contare su 265 cv e sulla sovralimentazione elettrica.

3 febbraio 2017 - 12:02

Nemmeno il tempo di presentare la nuova Golf Serie VII “e mezzo”, vale a dire il restyling della generazione attualmente nelle concessionarie della best seller tedesca, ed ecco che già filtrano alcune indiscrezioni sulla futura GTI, attesa al debutto nel 2020. La versione sportiva della media di Wolfsburg potrebbe cambiare radicalmente; al punto da adottare un powertrain ibrido.

La GTI in vendita durante la prossima primavera sarà mossa, come ormai tradizione, da un 2.0 turbo benzina e potrà contare su 230 cv anziché i precedenti 220 cv, eguagliando l’attuale serie speciale Performance che toccherà quota 245 cv. Il propulsore da 2,0 litri non scomparirà nemmeno in futuro, bensì verrà affiancato da un’unità elettrica da 48V (al posto del consueto motorino da 12V). Si tratterà, pertanto, di un sistema micro ibrido forte di un alternatore reversibile a tripla funzione: generatore durante la marcia, sgravando così l’unità termica di parte del fabbisogno d’energia della vettura, motorino d’avviamento dopo lo stop e sistema di recupero nelle fasi non di carico del propulsore, alimentando sia la batteria tradizionale sia la cella specifica. Un sistema “furbo” che, pur in assenza di un vero e proprio motore elettrico, supporterà il propulsore tradizionale e consentirà di disporre di una potenza prossima a 265 cv.

All’unità microibrida da 2,0 litri è probabile si affianchino la sovralimentazione elettrica anziché mediante turbocompressore a gas di scarico e un cambio a doppia frizione DSG a 7 marce anziché gli attuali 6 rapporti, così da sfruttare al meglio la potenza e ridurre i consumi. L’inevitabile incremento di peso legato alle trasformazioni del powertrain – la Golf GTI attuale si attesta a poco meno di 1.300 kg – dovrebbe essere compensato da una generale ottimizzazione della piattaforma modulare MQB, prossima a una “cura dimagrante” quantificabile in 50 kg.

 

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