Volkswagen Golf R 2014

È la Golf più potente mai prodotta in serie. Il 2.0 TSI eroga 300 cv ma consuma meno che in passato. Debuttano un assetto particolarmente ribassato e un’inedita taratura Race delle sospensioni a controllo elettronico. Confermate le 4WD permanenti

Supera se stessa. Se, infatti, il precedente modello si fregiava della corona di Golf più potente mai prodotta in serie, ora la nuova R basata sulla settima generazione della media di Wolfsburg conquista questo titolo. Merito del 4 cilindri di 1.984 cc a iniezione diretta di benzina sovralimentato mediante turbocompressore, derivato da quanto adottato dalla “sorella” meno estrema GTI e portato dagli originari 220 cv (230 cv per GTI Performance) a ben 300 cv. Vale a dire 30 cv più della vecchia R.

Un upgrade, rispetto a GTI, legato essenzialmente alla superiore pressione di sovralimentazione, a pistoni, bielle e testata rinforzati nonché alla diversa mappatura della centralina elettronica e a un rapporto di compressione più spinto. Immutata la distribuzione a doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro, laddove l’intercooler ha una portata lievemente maggiorata. Propulsore che lavora in abbinamento alla trazione integrale permanente 4Motion. Quest’ultima nello step più recente: non è infatti necessario lo slittamento delle ruote anteriori per generare la variazione di pressione sulle lamelle della frizione Haldex determinando la ripartizione della coppia verso il retrotreno. È piuttosto prevista una specifica pompa elettrica che genera la variazione di pressione dell’olio necessaria per agire sulla frizione. In tal modo la distribuzione dei kgm avviene preventivamente alla perdita d’aderenza delle ruote anteriori.

Al di là dell’incremento di potenza, la nuova Golf R si distingue dal precedente modello per lo sterzo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili, portato al debutto da GTI VII, e per alcune modifiche all’assetto. Derivata dalla meno estrema GTI, con la quale condivide lo schematismo delle sospensioni McPherson all’avantreno e a bracci multipli al retrotreno, beneficia di una riduzione dell’altezza da terra di 20 mm anziché di 3 mm all’avantreno e 10 mm al retrotreno come in passato. Al contempo, le sospensioni a controllo elettronico DCC (optional) vedono aggiungersi alle consuete tarature Normal, Sport e Comfort l’inedito setup Race. E se da un lato è confermata la presenza, esclusiva di Golf R, del controllo della trazione e stabilità con taratura Sport che vede l’Esp, meno invasivo rispetto al sistema standard, attivarsi con lieve ritardo onde non alterare il feeling con la vettura, dall’altro è ora possibile disattivare totalmente l’elettronica per la guida in pista.

Golf R con cambio manuale a 6 marce scatta da 0 a 100 km/h in 5,1” anziché i 5,7” appannaggio del precedente modello. Tempi che scendono a 4,9” contro 5,5” optando per la trasmissione automatica a doppia frizione DSG a 6 rapporti. Da tradizione, la velocità massima è autolimitata a 250 km/h. L’incremento di potenza rispetto al passato si accompagna, secondo la Casa, a una riduzione dei consumi nell’ordine del 18%. La percorrenza media si attesta così a 14,1 km/l invece di 11,8 km/l che divengono 14,5 km/l piuttosto di 11,9 km/l grazie al Dsg abbinato ai sistemi Start&Stop e di recupero dell’energia nella fasi non di carico del propulsore. Golf R debutterà a settembre al Salone di Francoforte e sarà in vendita a fine 2013.