Volkswagen Golf Sportsvan

Come prima, più di prima. L’erede di Golf Plus cresce nelle dimensioni confermandosi una monovolume compatta, equilibrato compromesso tra berlina e wagon. La maggiore capacità di carico si accompagna a inaspettate concessioni al piacere di guida

Plus atto secondo. Ha debuttato a Francoforte l’erede della monovolume compatta derivata dalla berlina media di Wolfsburg. Una vettura che in passato ha elevato la concretezza a cavallo di battaglia, negando qualsiasi concessione alla sportività. Un elettrodomestico? Senza dubbio. Funzionale, razionale, efficace. Terribilmente teutonico. Ora, però, si cambia.

Sportsvan di nome e di fatto. Se da un lato conferma la tradizionale modularità degli interni incrementando la già generosa disponibilità di spazio a bordo, dall’altro si rivela (finalmente) propensa a non mortificare il piacere di guida. Debuttano infatti dotazioni tecniche derivate dalla sorella sportiva GTI quali l’Esp evoluto, volto a replicare l’efficacia di un differenziale autobloccante, e le sospensioni a controllo elettronico DCC.

Golf Plus, nel dettaglio, attualmente in commercio e derivata da Golf VI, laddove Sportsvan condivide la piattaforma modulare MQB con la settima generazione della media VW (leggi qui la nostra prova). Concettualmente a metà strada tra una vettura tradizionale e una monovolume classica, mutua dal precedente modello la seduta moderatamente rialzata e il divanetto scorrevole in longitudine, discostandosi però nettamente quanto a dimensioni. Il passo aumenta di 10,7 cm, mentre lunghezza e larghezza crescono rispettivamente di 13,4 e 4,8 cm. A tutto vantaggio della capacità di carico che si attesta a 585/1.512 litri contro i 505/1.450 litri appannaggio di Golf Plus. Valori discreti qualora paragonati a rivali di dimensioni e impostazione simili: in linea, ad esempio, con Mercedes-Benz Classe B (488/1.547 litri) e Renault Scénic Xmod (555/1.670 litri), ma nettamente inferiori a Fiat 500L Living (638/1.704 litri).

Sportsvan è mossa da motori con tecnologia Start&Stop che rispettano la normativa antinquinamento Euro 6 e promettono consumi inferiori sino al 19% rispetto a Golf Plus. I propulsori turbocompressi a iniezione diretta di benzina (TSI) hanno potenze di 85, 110, 125 e 150 cv, mentre i td common rail possono contare su 110 e 150 cv. Fatta eccezione per il TSI da 85 cv, è universalmente disponibile la trasmissione a doppia frizione DSG. Il 1.6 TDI BlueMotion da 110 cv, in particolare, è accreditato di una percorrenza media di 27,0 km/l a fronte di emissioni di CO2 di 95 g/km. Valori strepitosi considerando che Golf Plus 1.6 TDI 105 cv con cambio manuale a 5 rapporti non fa meglio di 20,8 km/l e 126 g/km.

Lodevole la disponibilità dell’avviso d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco corredato della funzione predittiva in fase di parcheggio. Uscendo da una piazzola di sosta in retromarcia, il sistema segnala la presenza dei veicoli in avvicinamento; in caso di collisione imminente, attiva la frenata d’emergenza. Una tecnologia degna di una vettura premium. Convincente anche la dotazione di serie che include controllo di stabilità e trazione, climatizzatore, 7 air bag, indicatore di pressione dei pneumatici, freno di stazionamento elettrico, display touchscreen da 5”, piano di carico variabile e schienali dei sedili posteriori abbattibili dal bagagliaio. Sono optional il volante riscaldabile, novità per la gamma Golf, la funzione massaggio per il sedile del conducente, il cruise control adattivo, il sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore, i gruppi ottici anteriori adattivi e l’assistenza al mantenimento della corsia.

Coerentemente con la tendenza attuale, debuttano inediti sistemi d’intrattenimento volti alla condivisione d’informazioni online, la navigazione internet e il servizio cartografico Google Earth. Integralmente ridisegnate, infine, plancia e consolle, mentre l’abitacolo, più ampio di Golf Plus, promette un’accoglienza regale per gli occupanti del divanetto. Debutterà in veste definitiva a metà 2014.