WRC Rally d’Argentina 2014: la caduta degli dei

Ogier s’inchina al compagno di scuderia Latvala, mentre Polo R WRC si conferma inarrestabile. All’ecatombe iniziale sopravvivono il regolare Meeke (Citroën DS3 WRC), terzo, e Kubica, sesto con un distacco abissale. Noie meccaniche per Hyundai

11 maggio 2014 - 19:05

In Argentina hanno scoperto un nuovo deserto. Sconfinato. Desolato. Deprimente. Si chiama “post Volkswagen”. È costituito dai minuti – non secondi, minuti! – di distacco che il resto del mondo ha accusato nei confronti della Polo R WRC. Un abisso che ha trasformato la quinta tappa del Mondiale rally in un evento – fatta eccezione per la breve sfida fratricida tra gli alfieri VW Jari-Matti Latvala e Sébastien Ogier – interessante quanto la visione integrale della corazzata Potëmkin.

Le speranze d’assistere a una lotta vera – o quanto meno a una piccola baruffa – per la conquista della vittoria erano legate al redivivo Mikko Hirvonen (Ford Fiesta RS WRC), secondo in Portogallo, e a Dani Sordo (Hyundai i20 WRC), confermato dal team coreano dopo le ottime performance fatte registrare nella tappa lusitana del WRC e purtroppo vanificate da un cedimento meccanico. Speranze rivelatesi consistenti quanto le previsioni meteo di Andrea Giuliacci per il “ponte” pasquale. Non è infatti trascorso il tempo necessario per scaldare i motori, che sulla seconda prova Hirvonen ignora una nota – cosetta da nulla – e centra un muretto; rinunciando a ogni ambizione e provocando un travaso di bile al patron Ford M-Sport Malcolm Wilson. La Fiesta RS del finnico si trasforma in poco meno di una Ka e nemmeno il regista del film Transformers saprebbe immaginare come riportarla alla forma originaria. Game Over.

I problemi meccanici di Sordo e gli incidenti di Hirvonen e Østberg durante la SS2

Seconda prova fatale anche al norvegese Mads Østberg (Citroën DS3 WRC) che stacca una ruota dopo 22 km di un rally lungo oltre 405 km; iniziando a temere che il team francese serva per cena filetti di pollo alla nordica… Non va meglio a Dani Sordo: il motore d’i20 WRC si sveglia con il piede sbagliato, perdendo immediatamente l’apporto del turbo. Lo spagnolo incendia una serie di chiese con lo sguardo e accumula 2’52” di ritardo. Nonostante smonti convulsamente metà propulsore, sarà costretto al ritiro dopo la SS5. Intanto il trio Volkswagen – Latvala, Ogier e Andreas Mikkelsen – monopolizza la classifica. E Robert Kubica (Fiesta RS WRC)? Il polacco – dopo una serie d’incidenti degna dello sceriffo Rosco P. Coltrane – ha dichiarato sin dal via di voler portare a termine la gara a ogni costo. E in effetti copia le traiettorie dei bus di linea. A sua parziale discolpa va detto che le tortuose prove argentine lo costringono a stressare particolarmente il gomito leso nell’incidente che nel 2011 ha rischiato di chiuderne la carriera. Sulla quinta prova, ripetizione dell’interminabile (51,88 km) Ascochinga-Agua de Oro, Latvala rompe gli indugi, guida come se non esistesse un domani e rifila 18,2” a Ogier. Il francese gradisce la batosta quanto un gatto la doccia gelata e maledice l’eccessivo sovrasterzo della vettura. Il day 1 si chiude con Latvala che precede Ogier (+17,7”) e il regolare Kris Meeke (Citroën DS3 WRC, +1’07”4).

La sintesi della prima tappa

In vista della seconda giornata rientrano in gara usufruendo della formula Super Rally – ovvero pagando 5 minuti di penalità per ogni prova non disputata – Østberg, Hirvonen, Sordo, Thierry Neuville (Hyundai i20 WRC), fermato dal team durante l’ultima prova del primo giorno per anomalie al motore, e Andreas Mikkelsen. Quest’ultimo fortunato quanto Paolino Paperino: appiedato dall’alternatore della (quasi) indistruttibile Polo R WRC. Pronti via e… cede nuovamente il turbo della i20 WRC di Sordo! È lecito chiedersi se sia fatto di mollica di pane. Latvala parte con il coltello tra i denti e allunga sul compagno di squadra che sulla SS8 distrugge un pneumatico. Per la prima volta dall’inizio dell’anno Ogier è costretto a spingere al limite, prendendo dei rischi. La WRC Volkswagen domina indisturbata, mettendo a segno una tripletta per tre speciali consecutive. Uno strapotere. Interrotto solo da Neuville che nell’ultima, breve (6,04 km), sezione di giornata fa segnare uno scratch. Il day 2 si chiude analogamente al primo giorno: Latvala precede Ogier (+31,2”) e Meeke (+3’47”0).

La sintesi della seconda tappa

È l’epilogo. Fango – stile Camel Trophy – e nebbia salgono in cattedra. Latvala prende il largo. E Ogier? Si arrende subito, rimediando ulteriori 16” dal finlandese. Ordini di scuderia? Saggezza? Prudenza? Certo è che il transalpino tira i remi in barca, si colloca a centro strada e lascia via libera per la vittoria al compagno di squadra. Nella stessa situazione un altro Sébastien, che di cognome fa Loeb, non avrebbe chinato il capo. Caratteri diversi, rallysmo che cambia… Intanto Hirvonen spinge come un ossesso e vince tutte le prove di giornata, facendo propria anche la Power Stage – ultima SS del rally – davanti a Latvala e Mikkelsen. Quest’ultimo autore d’una rimonta sino al quarto posto assoluto. Il Rally d’Argentina viene conquistato con pieno merito da Jari-Matti Latvala che precede Ogier (+1’37”5) e Meeke (+5’03”3). Kubica chiude sesto a 9’36”3: un’era geologica. Termina così una delle tappe – a memoria d’uomo – più strane del WRC. Decisa dalla seconda speciale, vedasi l’harakiri di gran parte dei favoriti, e da una lotta al vertice in casa VW alla quale, mestamente, Ogier ha preferito non prendere parte. I Campionati si vincono anche in questo modo. Però non si entra nella leggenda.

La classifica assoluta del Rally d’Argentina 2014
1) Latvala J. / Anttila M.                  04:26:44.9
Volkswagen Polo R WRC
2) Ogier S. / Ingrassia J.                    +1’37”5
Volkswagen Polo R WRC
3) Meeke K. / Nagle P.                      +5’03”3
Citroën DS3 WRC
4) Mikkelsen A. / Markkula M.            +5’54”5
Volkswagen Polo R WRC
5) Neuville T. / Gilsoul N.                    +7’32”1
Hyundai i20 WRC
 
 

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