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Youngtimer – Ferrari F355 Berlinetta, bentornato Cavallino

Sostituisce e fa dimenticare la 348, che lo stesso Montezemolo, allora n°1 Ferrari, definì una “macchina di m…”

21 settembre 2019 - 6:30

Sì, avete letto bene: “una macchina di merda”. Sono proprio queste le parole usate da Luca Cordero di Montezemolo per descrivere la 348, in un discorso ufficiale di qualche anno fa, nel quale ripercorreva il suo primo periodo a Maranello. Il compito di chi deve progettare l’erede di quel modello, da un lato, è facile, nel senso che fare peggio è quasi impossibile, ma dall’altro è anche molto impegnativo, perché una seconda auto non all’altezza del marchio potrebbe affossare l’azienda. Invece, la F355 (Berlinetta, GTS e Spider) centra l’obiettivo a 360 gradi. L’anno è il 1995 – l’auto è dunque una youngtimer a pieno titolo – e in un certo senso si può considerare il momento della rinascita della Ferrari.

La prima Ferrari moderna

La F355 è più potente, più veloce, più divertente, più sicura, più tecnologica e più affidabile della 348. Ci voleva poco, potrebbe dire qualcuno. Vero, ma la 355 è proprio su un altro pianeta, non è solo migliorata. Si tratta di un vero successo, che rimette il brand là dove deve stare: al top della considerazione da parte di appassionati ed esperti.

5 valvole per cilindro

Per descrivere una Ferrari non si può non partire dal motore (un po’ come per Ducati tra le moto): un’eredità, questa, lasciata dal Drake, da Enzo Ferrari in persona, secondo cui prima di tutto veniva il propulsore; e pazienza se oggi, nell’era dell’elettrificazione, si parla di power unit. Bene, la 355 è spinta da un V8 di 3.495,5cc di cilindrata, capace di 380 CV (300 cv per la 348), pari a una potenza specifica di 108,6 CV/litro. Un motore, una colonna sonora da brividi, perché il regime di rotazione corrispondente alla potenza massima è 8.250 giri. Tanta estensione vocale è propiziata dalle 5 valvole (a comando idraulico e con alberi a camme mossi tramite cinghia) che agitano il cielo di ogni cilindro; tre di aspirazione e due di scarico.

Prontezza di risposta prima di tutto

Il compito di un motorista non si esaurisce certo nella ricerca della massima potenza, anche se il tuo datore di lavoro si chiama Ferrari. Devi garantire ovviamente affidabilità ed efficienza (ecco, questo aspetto negli anni Novanta non era molto sentito, anzi per nulla, dai marchi sportivi), ma anche guidabilità e prontezza di risposta. Beh, il V8 della F355 è non solo è iper reattivo ai comandi del gas, ma accompagna il crescendo della spinta con una colonna sonora che quasi commuove.

Sviluppata con la F1 in testa

La F355 è figlia anche del trasferimento di competenze dalla Scuderia di F1 alla strada. Sebbene i risultati in pista di Alesi e Berger – i due piloti Ferrari tra il 1993 e il 1995 – siano molto deludenti, la sportiva stradale riceve, e offre, solo il meglio. Ammortizzatori a controllo elettronico e regolabili su due setup base, fondo piatto che “sigilla” l’auto alla strada e, in generale, uno studio aerodinamico durato tantissimo in galleria dei vento e che consente di ottenere un elevato carico aerodinamico senza ricorrere a grandi, vistose e poco efficienti (nel senso che peggiorano il coefficiente di penetrazione) superfici alari. Il risultato è un ottimo 0,98 g di accelerazione laterale sviluppato grazie anche agli pneumatici Pirelli PZero sviluppati appositamente. Un valore oggi alla portata di molte sportive di livello anche più basso rispetto a una Ferrari, ma che 24 anni fa, con il livello delle sportive dell’epoca era un valore straordinario.

Una risposta (indiretta) alla Honda NSX

In Ferrari non l’hanno mai ammesso apertamente, però è una certezza che come punto di riferimento, per lo sviluppo della F355, abbiano preso la Honda NSX, la sportiva “perfetta” per la capacità di bilanciare prestazioni al top, qualità costruttiva e facilità d’uso quotidiana. Ok, la “perfezione” giapponese rimane inarrivabile, e forse da una Ferrari nessuno la vorrebbe, ma la F355 è una vera e propria rivoluzione rispetto al passato. Lo dimostrano molte cose, per esempio la presenza del servosterzo, il posizionamento dei comandi esattamente dove ti aspetti (comandi che funzionano, peraltro), un climatizzatore che rinfresca davvero e tutto ciò che su un’auto di questo prezzo è il “minimo”. E che sulla 348 era una chimera.

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