Alex Dowsett in pista per il record dell’ora

Questa notte, alle 22, Alex Dowsett proverà a battere il record dell’ora di Victor Campenaerts. Dovrà percorrere più di 55,089 Km e ci proverà in altura ad Aguacalientes, in Messico. Un evento che porta ad alcune riflessioni innescate dall’amico Romolo Stanco, deus ex-machina di T°RED e Toot Engineering, che di progettazione e formule sa il fatto suo.

Romolo è un tipo sopra le righe. Piaccia o non piaccia il modo in cui ne parla, di bici ci capisce ed è per questo che lo stiamo ad ascoltare volentieri. Il tentativo di record dell’ora di questa sera è un’occasione per lasciarlo andare a ruota libera…
“Alex mi piace, è simpatico e ci sono un sacco di cose interessanti nel suo tentativo di domani: dal fatto che il ragazzone britannico (1,82 cm per 75 kg) è emofiliaco (quanti lo sanno e hanno idea di ciò che questo comporta?) al che ha già detenuto il record nel 2019 per soli 30 giorni.
Questo mi fa tifare per lui ma mi spiacerebbe se battesse il record perché in questo modo batterebbe anche il record britannico ovvero quel 54.723 km/h stampato da Dan Bigham a Grenchen (Svizzera) a 450 metri SLM. Dan bettè il record di Sir Wiggins (Londra) più o meno ad armi pari. Intendo dal punto di vista del nemico numero uno della velocità ovvero l’aria e la sua densità.
Al livello del mare la densità dell’aria è di circa 1,225 kg/m³. A 1.870 metri, l’altitudine del velodromo di Aguascalientes, questo valore scende a 0,975 kg/m³. Considerando poi temperatura e umidità in questa stagione si arriva a una stima di circa 0,917 kg/m³.”

Vantaggi dell’altura

“0,917 kg/m³ è un valore elevato, se si pensa che nell’equazione per determinare la resistenza aerodinamica il valore di densità dell’aria è un moltiplicatore lineare. Vuol dire che il “vantaggio” aerodinamico in altura è superiore al 30%. Se gli ingegneri della galleria di Silverstone hanno calcolato bene, il CdA di Alex si attesta intorno a 0,195 e questo significa (in soli termini di resistenza aerodinamica) che per battere il record attuale, Dowsett dovrebbe esercitare una potenza media di circa 340 W contro i circa 420 W di Sir Brad a Londra e i 408-410 W di Dan a Grenchen. Per questo un po’ faccio il tifo per Dan.
Certo, non crediate che a 1.900 metri sia facile tenere 340 W medi (e aggiungetene qualche decina per quelle quisquilie tipo l’attrito dei pneumatici, la trasmissione…) perché l’aria rarefatta comporta una riduzione della pressione dell’ossigeno a parità di volume (e il volume d’aria dei polmoni, fatta salva la costante della temperatura non cambia) in parole povere il rendimento aerobico diminuisce perché a parità di volume d’aria la quantità reale di ossigeno è minore e la Vo2MAX si riduce di un 5-10%.º°

Quindi, guadagno in aerodinamica 30%, perdita in rendimento fisiologico 10%, resta un bilancio positivo che ricorda come Merckx, Moser e tanti altri siano andati proprio in altura per battere record altrimenti (forse) imbattibili. Per questo dico che Campenaerts a parità di gambe, bici, stato di forma, casco in posizione inguardabile, a Londra forse non avrebbe superato i 53 all’ora, fatto sta che detiene il record con oltre 55 Km/h.
Ora, l’UCI ci fa impazzire per decimi di grado sull’inclinazione di un tubo o sulla sezione di uno stelo forcella ma poi omologa parimenti un record a livello mare e uno in altura. Giusto?
Oggi le regole sono queste, non puoi inclinare i pad delle estensioni di oltre 15° non puoi avere una distanza movimento centrale fine estensioni superiore agli 80 cm ma puoi andare a fare il record sull’Everest…”

La bici

“Userà una Factor, però Factor non fa una bici da pista e quando Alex ha detto “Ho deciso di fare il record dell’ora: mi serve una superbici da pista”, Rob Gitelis ha fatto spallucce e gli ha dato una gran pacca sulla spalla. Quindi hanno preso la Hanzo da crono e l’hanno tagliata dietro il movimento centrale e appena oltre il collegamento tra piantone e posteriori verticali. Hanno disegnato di un carro pista dropout 120, lo hanno stampato in titanio, lo hanno incollato al resto della bici, hanno dato una mano di nero lucido e… voilà la HANZO da inseguimento!
La domanda è: ma perché non in fibra di carbonio? Fasciare un carro pista sarebbe stato molto più semplice. Vero, ma a lui serve trazione al posteriore e rigidezza all’anteriore. La scelta del doppio materiale potrebbe anche essere dovuta a questo, anche Lance Armstrong, a cronometro, ha sempre preferito il titanio…”

I componenti

“La notizia poi è che Alex non userà le ruote Ghibli. Nelle foto a volte le usa in prova, ma HED gli ha fornito un paio di Volo, gli piacciono, a Silverstone dicono che con la forcella molto aperta della HANZO lavorano meglio delle Ghibli e quindi lui le userà. Monterà estensioni Ascalon di Aerocoach.
Userà anche la corona in titanio e fibra di carbonio Aten sempre di Aerocoach che per 950 euro potete ordinare anche voi sul sito di dr.XD.
Particolarità della corona (a parte il trattamento in nitruro di titanio) sono le scanalature “sotto maglia” della catena che copiano la forma della stessa promettendo un miglioramento prestazionale di 1,6 W a 60 Km/h… Fisicamente vuol dire poco e, matematicamente, a 55 all’ora quel vantaggio si riduce a poco più di 1 W…
Interessante la scelta della pedivella. Una bella Rotor Bike Components Aldhu in alluminio con misuratore di potenza power2max. I tubolari sono Vittoria da 23 mm, e la sella è una raffinata Simmons in fibra di carbonio, fatta su misura ma montata con due viti e due rondelle prese all’OBI prima di partire: pittoresco.”

Trasmissione

“Ultima nota, il rapporto utilizzato: 61×13 è la scelta di Alex, con pignone White Industries, catena Izumi super toughness kai, con un nuovo coating superficiale e ceratura a freddo (quindi niente olio o lubrificanti liquidi). Ai più sembrerà un rapporto pauroso ma alla fine con le gomme da 23 lo sviluppo metrico è di 9,85 m (con il 48×10 del vostro SRAM e i copertoncini da 25 fate 10,13 m e 9,98 m con il 52×11, dunque nulla di “mostruoso”).
Dowsett deve tenere una cadenza media tra le 93 e le 94 pedalate, non facile per un’ora, ma un rapporto più agile sarebbe stato forse improponibile per uno che ora è uno stradista fatto e finito.
Per il casco pare opterà per l’HJC, che perdona qualche movimento in più del POC Tempor mentre indosserà un body da 2.800 euro, prodotto da non si saprà mai chi, ma marchiato VORTEQ.
Ah, un’ultima domanda che immagino interessi a tutti. Ma la bici di Alex, quanto pesa? Non è scritto da nessuna parte ma a tale proposito cito proprio Alex che dice “I’m sure it can be refined, it’s a little bit heavy, but weight doesn’t really matter on the track. If you were to add three or four kilos to your record package without compromising aerodynamics, it would cost you one third of a watt.” Capito? 3-4 chili, 0.3W: vero, non va a fare il Mortirolo, però…”

Romolo Stanco