Asciutti (e sani) alla meta…

Pioggia e bicicletta non fanno rima. Per nulla! Che si debba fare casa-lavoro o affrontare la Maratona delle Dolomiti, poco cambia. Pedalare con l’acqua oltre a non essere piacevole è anche pericoloso. Ma ci si può organizzare...

21 ottobre 2014 - 8:10

Come dice Francesco Moser, “L’unica cosa che un ciclista deve fare è cercare di non prenderla… Solo in corsa non si può fare a meno di pedalare sotto la pioggia. Se non si è ancora usciti in allenamento e piove, è meglio rimanere a casa: a volte è meglio un giorno di riposo che un allenamento fatto male. Se invece si è già fuori e comincia a piovere, è meglio cercare la strada più breve per tornare a casa. Lo facevo anche da professionista”.
Dunque, dato per scontato che la maggior parte di noi sia d’accordo con lui e che, se piove o minaccia, preferisca lasciare la specialissima in garage (nel caso di un allenamento) o prendere i mezzi pubblici (nel caso dello spostarsi in città), vediamo come affrontare la situazione negli altri casi, ossia quando ci si trova costretti ad affrontarla.

Dando per scontato che la prudenza diviene in questi casi l’alleato principale per entrambe le tipologie di ciclisti, poiché un malanno o un incidente possono costringere a rinunciare ad allenamenti e gare, ma anche a giornate di lavoro, ecco qualche considerazione legata sia alle condizioni ambientali sia al mezzo.
Alla pioggia si somma l’acqua sollevata dalla proprie e dalle altre bici, nonché dalle macchine, quindi visibilità peggiora notevolmente, soprattutto a livello periferico, mentre i tempi di reazione si dilatano. La tenuta di strada diminuisce insieme alla capacità di valutare le condizioni del fondo stradale, su cui l’entità di buche e deformazioni è mascherata dalle pozzanghere. Anche la frenata è molto meno pronta ed efficace, poiché i pattini cominciano a mordere solo quando l’attrito ha asciugato la pista frenante e si consumano anche più in fretta, situazioni ancora più evidenti se si montano cerchi in carbonio. In questo caso i freni a disco garantiscono prestazioni che poco si discostano da quelle in condizioni di asciutto.

Fatte queste premesse, ecco un decalogo per ridurre al minimo le situazioni di disagio e pericolo in città come fuori. I primi consigli sono espressamente rivolti ai ciclisti urbani, gli altri riguardano più direttamente chi invece veste in jersey e impugna pieghe curve.

-Abbandona l’ombrello e armati di una seria mantellina. Protegge molto di più e, cosa importantissima, ti permette di tenere entrambe le mani sul manubrio.

-Aumenta il “dialogo” con gli altri utenti della strada, anche la loro guida è compromessa dalla pioggia e tu risulti meno visibile. Segnala la tua presenza e le tue intenzioni con anticipo ed evidenza.

-Buche, pavé, rotaie e strisce segnaletiche rappresentano un problema già quando la strada è asciutta; quando piove diventano una vera insidia. Se le conosci le eviti o le attraversi con un cambio di traiettoria netto ma, soprattutto, non ci freni sopra!

-Preparati ad affrontare e a difenderti dalle ondate di acqua sollevate dalla auto e dalle moto, da quelle che ti bagnano solo fino al ginocchio, a quelle che fanno il servizio completo. E tralasciamo il discorso dei liquami, che ogni tanto si mischiano all’acqua piovana per rendere più profumata la doccia.

-Diminuisci la velocità. Non è così scontato, dato che quando si è sorpresi dalla pioggia si tende a percorrere il tragitto verso casa nel minor tempo possibile. Una volta che sei zuppo, 10 minuti in più di acqua non cambiano la situazione…

-Diminuisci la pressione delle gomme. In questo modo aumenta l’impronta a terra del battistrada e migliora il grip. Sì, ma quanto devo sgonfiarle? Vai a sensazione. Fallo un po’ alla volta, magari provando dopo un temporale, approfittando della strada ancora bagnata.

-Occhio ai freni. La tenuta di strada è poca e la frenata diventa un momento delicato. Vietato inchiodare! L’azione deve essere su entrambi i freni, graduale (quindi anticipata) e, se proprio vi trovate costretti a rallentare in poco spazio, cercate di ricreare l’effetto ABS, con brevi pinzate decise.

-Cambia il modo di affrontare le curve. Traiettorie larghe, bici poco inclinata e frenata anticipata sono le regole d’oro, soprattutto in discesa.

-Aumenta la distanza tra te e i tuoi compagni, sia per evitare di prendere in faccia l’acqua alzata da chi ti precede, sia per aumentare i tempi di reazione in caso di manovre o frenate improvvise. Stare a ruota quando piove ha un’unica conseguenza: guidare più tesi.

-Aiuta chi ti segue a guidare sicuro. Segnala ai tuoi compagni sia i tuoi spostamenti, sia eventuali ostacoli, così da evitare loro di dover fare bruschi cambi di direzione.

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