Canyon Projekt, biammortizzata e connessa

Si chiama MRSC Connected il prototipo da corsa della Casa tedesca, che vanta un inedito sistema di smorzamento delle vibrazioni che si adegua allo stile di guida e al tipo di superficie

Avevamo appena finito di dire che i concept, come quello originalissimo di BMC visto aEurobike 2014, sono una rarità nel mondo del 2Senza quand’ecco che Canyon, la Casa tedesca che vende solo su internet, mostra al pubblico la sua Projekt MRSC Connected.Molti contenuti tecnici sono assolutamente inediti anche se l’architettura del telaio, almeno all’apparenza, è più tradizionale di quella del prototipo svizzero e non ci ha fatto sobbalzare sulla sedia come quando abbiamo ammirato il concept “one-sided” (monobraccio davanti e dietro) di BMC. Però è appunto solo questione di apparenza perché, come vedremo tra breve, questa bici non ha davvero nulla di tradizionale.

Il progetto di Canyon è forse solo un esercizio di stile, ma non è escluso che trovi la strada della produzione per quanto riguarda alcuni contenuti che vanno soprattutto nella direzione della massima ricerca aerodinamica e del comfort. La penetrazione dell’aria è favorita principalmente dalla forma dei tubi, a goccia quella del tubo obliquo, piatta quella dell’orizzontale; il comfort invece è ricercato attraverso il tentativo di eliminare le vibrazioni, nemico principale del piacere di guida della bici da corsa e della continuità della pedalata: mentre Bianchi ha affrontato la questione utilizzando un materiale viscoelastico chiamatocuntervail, Specialized con gli elastomeri della Roubaix e Look con i foderi sottilissimi della 675, Canyon presenta una soluzione affascinante e all’avanguardia tecnica che non si era mai vista prima su una bicicletta.

Il cuore della tecnologia consiste in un fluido magneto-reologico che contiene particelle metalliche sospese, che viene polarizzato tramite esposizione ad un campo magnetico. Questo processo è in grado di modificare la viscosità del fluido, rendendolo solido e quindi irrigidendo la struttura in corrispondenza di due perni: uno posizionato nel mozzo anteriore, l’altro nel punto in cui i foderi verticali si innestano nel tubo sella. Il tutto annesso a due piccole “balestre”, che permettono un’escursione massima anteriore di 15 mm e posteriore di 12.Ma come fa il sistema a riconoscere quando è necessario che la bici sia rigida e quando invece più morbida? Lo fa grazie a sensori posizionati sulla bici che raccolgono dati sullo stile di guida (ad esempio se il ciclista si alza sul manubrio per preparare la volata) e sulla superficie della strada, inviando istantaneamente impulsi ai cuscinetti MR che variano le prestazioni di smorzamento. Quindi l’intero sistema si modifica in automatico per dare massima rigidità o assorbimento delle vibrazioni a seconda delle esigenze, realizzando così niente meno che un sistema di sospensioni attive (approfondisci qui l’argomento sospensioni attive secondo Lapierre).

Se tutto ciò non bastasse a proiettare la Projekt MRSC nel futuro, la bici mostra una dotazione elettronica talmente ricca da far invidia a un’auto di ultima generazione. Il cambio è elettronico e non manca il misuratore della potenza. Ci sono poi GPS, possibilità di accedere a internet, grazie alla collaborazione con la Telekom tedesca, e un computer di bordo programmato per ricordare al ciclista quando bisogna fare manutenzione (ad esempio sostituendo la catena perché ha percorso un certo numero di chilometri) e persino per ricordargli quando è ora di allenarsi e uscire per la pedalata.Che dire? Le manca solo la parola, ma forse è solo questione di tempo.