Laser non è un nome qualsiasi nel mondo della bicicletta, ma rappresenta uno dei momenti più alti della vita dell’azienda milanese, che ora ha sede a Caleppio di Settala.

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La Laser secondo Keith Haring nel 1987

Questo nome appartiene, infatti, alla seconda fase della vita della Cinelli, quella segnata dall’ingresso di Antonio Colombo, e che vede arrivare uno dei modelli più famosi della “C” alata. Oltre a essere molto bella nella sua livrea azzurra, la prima Laser portò con sé una miriade di innovazioni, dalle giunzioni dei tubi realizzate mediante saldatura a TIG, ai nodi raccordati, il tutto per garantire la maggior efficienza aerodinamica possibile.

La Laser attirò l’attenzione di artisti e designer al punto che il grande Keith Haring nel 1987 ne interpretò una versione con le ruote lenticolari divenuta poi famosissima; con la versione da pista del 1991 con i tubi a goccia, inoltre, la Laser ottenne il riconoscimento più importante nel mondo del design, il “Compasso d’Oro”.

Ventidue anni dopo l’ambito riconoscimento, Cinelli ha deciso di riproporre la sua bici-simbolo: gli elementi distintivi di allora ci sono tutti, dai raccordi arrotondati dei tubi, alla pinna sotto la scatola movimento centrale. A cambiare è il materiale di costruzione, che non è più l’acciaio ma il carbonio fasciato, che consente al telaio 2014 di contenere il peso al di sotto di 1 chilogrammo. Sulla nuova Laser il passaggio cavi è completamente interno sia per i gruppi meccanici sia per quelli a controllo elettrico. I forcellini sono in alluminio, intercambiabili; in alluminio è pure il coperchietto posto al di sotto della scatola, che consente di accedere ai cavi del cambio.

Il colore? Ovviamente “azzurro laser”.