Cinelli Laser Mia

Cinelli ripropone un’icona degli anni ’80, forse la bicicletta made in Caleppio più apprezzata dai collezionisti. Gli elementi distintivi di allora ci sono tutti, ma la Laser del 2014 è in carbonio

25 ottobre 2013 - 11:10

Laser non è un nome qualsiasi nel mondo della bicicletta, ma rappresenta uno dei momenti più alti della vita dell’azienda milanese, che ora ha sede a Caleppio di Settala.

Questo nome appartiene, infatti, alla seconda fase della vita della Cinelli, quella segnata dall’ingresso di Antonio Colombo, e che vede arrivare uno dei modelli più famosi della “C” alata. Oltre a essere molto bella nella sua livrea azzurra, la prima Laser portò con sé una miriade di innovazioni, dalle giunzioni dei tubi realizzate mediante saldatura a TIG, ai nodi raccordati, il tutto per garantire la maggior efficienza aerodinamica possibile.

La Laser attirò l’attenzione di artisti e designer al punto che il grande Keith Haring nel 1987 ne interpretò una versione con le ruote lenticolari divenuta poi famosissima; con la versione da pista del 1991 con i tubi a goccia, inoltre, la Laser ottenne il riconoscimento più importante nel mondo del design, il “Compasso d’Oro”.

Ventidue anni dopo l’ambito riconoscimento, Cinelli ha deciso di riproporre la sua bici-simbolo: gli elementi distintivi di allora ci sono tutti, dai raccordi arrotondati dei tubi, alla pinna sotto la scatola movimento centrale. A cambiare è il materiale di costruzione, che non è più l’acciaio ma il carbonio fasciato, che consente al telaio 2014 di contenere il peso al di sotto di 1 chilogrammo. Sulla nuova Laser il passaggio cavi è completamente interno sia per i gruppi meccanici sia per quelli a controllo elettrico. I forcellini sono in alluminio, intercambiabili; in alluminio è pure il coperchietto posto al di sotto della scatola, che consente di accedere ai cavi del cambio.

Il colore? Ovviamente “azzurro laser”. 

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