Cinelli Saetta Radical

“Race ready”. È la classica bicicletta che può crescere insieme alle velleità e ai desideri di chi la cavalca. Accessibile ai più, conta su un pacchetto molto buono e di sostanza, che può rappresentare un’ottima base di partenza sulla quale sbizzarrirsi facendo i conti con il proprio saldo di conto corrente…

1 ottobre 2014 - 20:10

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La Saetta è la dimostrazione di come si possa ottenere un ottimo rapporto qualità/prezzo senza scendere a compromessi con il numeratore della frazione. Si tratta di una bella bicicletta, che strizza l’occhio allo stradista esperto, cui è in grado di regalare prestazioni e divertimento, e che, soprattutto nella versione con telaio Plus, può soddisfare senza fatica anche l’amatore evoluto ed esigente.

Il pezzo forte della Saetta è il telaio, monoscocca in fibra di carbonio con finitura unidirezionale, progettato per abbinarsi a gruppi meccanici. Per chi non può fare a meno dell’elettronica è disponibile anche la versione Plus, che offre l’opzione passaggio cavi interno. Anche la forcella, con foderi in fibra di carbonio e cannotto in alluminio da 1-1/4” sulla bicicletta testata, differisce da quella del kit più sofisticato, che è full carbon monoscocca da 1-1/8” – 1-1/4”, per 380g di peso contro i 565g della Alu/carbon.
Comuni ai due telai sono invece tutte le caratteristiche meccaniche e di geometrie, a partire dai tubi di sezione differenziata a seconda della taglia, secondo la logica di alleggerire con criterio. Questa filosofia di efficiente risparmio di peso è alla base anche del disegno del tubo orizzontale, sottile al centro e rinforzato in corrispondenza dello sterzo e del nodo sella.

L’ipertrofico tubo obliquo ha una sezione pentagonale che si allarga fino ad avvolgere completamente la scatola del movimento centrale e creare, insieme al tubo verticale, conico e dal profilo asimmetrico, un nodo dimensionato in modo tale da massimizzare la trasmissione della potenza.
Il telaio ha una geometria sloping piuttosto evidente, caratterizzata dal disegno leggermente arcuato dei foderi verticali, che segue le linee del tubo orizzontale e che, oltre a dare continuità alle fibre del materiale, permette di dare progressività alla flessione verticale del carro stesso.
La Saetta Radical è montata Shimano 105, con guarnitura FSA Gossamer Compact che gira su movimento FSA standard, secondo quella che sembra essere una tendenza 2015, ovvero l’abbandono del press-fit; i freni sono Tektro e le ruote Alex AT550 con cerchi da 30mm e mozzi Shimano 105. Attacco, curva e reggisella sono homemade Cinelli, marchiati Vai, quest’ultimo dal generoso diametro di 31,6mm.

Come dicevamo in apertura, per 1.695 euro si tratta di un pacchetto molto più che buono, che porta a un risultato in termini di peso di 9kg e pochi grammi, facilmente migliorabile giocando con la componentistica e con il portafogli…
Per chiudere, un accenno a quello che in realtà è la prima cosa che si nota quando si osserva un oggetto: il suo aspetto. La saetta Radical è pulita e senza fronzoli, cosa che anche i non fan del marchio milanese apprezzeranno. Elegante e discreta, appesa alla rastrelliera in mezzo ad altre centinaia di biciclette fa sempre la sua figura e poi, cosa assai gradita a chi non ama omologarsi, non rischi di confonderla come capita se hai una BMW serie 5 nel parcheggio dell’Ikea.

 

RIDE
Per provare la Saetta abbiamo approfittato dell’evento “RhXdue – Gavia e Mortirolo con Contador”, che ci ha permesso di pedalare in molte situazioni differenti, “merito” anche del meteo, che ci ha regalato una discesa dal Gavia sotto la pioggia battente…
Una volta agganciati i pedali, i 9kg fatti segnare sulla bilancia sembrano diminuire con l’aumentare dei metri percorsi. La sella è comoda e il nastro al manubrio morbido, il che non guasta e contribuisce alla sensazione di comfort che deriva soprattutto dal disegno dei foderi verticali e del top tube.

La Saetta è fluida e asseconda senza riserve gli umori di chi è seduto sul ponte di comando. Sebbene la sua geometria e l’impostazione sconfinino nel racing, il comportamento e le reazioni sono sempre prevedibili e gestibili. Il carro raccolto favorisce una guida reattiva e scattante, con buone doti di rilancio ma, quando la salita si fa più ripida, come capita tra i km 20 e 22 della salita al Gavia, i 9kg tornano a farsi sentire (forse colpa anche dei muscoli, che non sono più freschi come un’ora prima…).

La trasmissione è gestita dal supercollaudato “pacchetto” Shimano 105, garanzia di robustezza e affidabilità, al quale ci sentiamo di muovere un unico appunto per l’eccessiva distanza delle leve dal manubrio, che costringe a una poco ergonomica postura quando si sta a lungo con le dita che accarezzano o strizzano i freni. Praticamente sempre, lungo i 15km di curve e tornanti che scendono dai 2.618m del passo ai 1.734m di Santa Caterina. A proposito di discesa, la confidenza e la precisione che la Saetta trasmette ci ha permesso di non risparmiarci troppo nemmeno con l’asfalto bagnato e la pioggia battente; una sensazione di controllo e sicurezza merito anche della frenata, modulabile e sufficientemente potente e dal grip delle Michelin Pro4 Endurance da 23.

Terminati i tornanti e cominciato il tratto di discesa filante e lineare che conduce a Bormio, questa Cinelli non ha smesso di farsi apprezzare, mostrando doti di scorrevolezza che hanno permesso a un peso leggero come me di tenere testa a gingilli ben più pretenziosi e altolocati nella price list degli oggetti per pochi!

Se si giudicassero le bici in base al sorriso di chi ci pedala sopra, vi assicuro che la Saetta è capace di stamparne uno che dura anche sotto la doccia…

 

 

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