Ducati fa sul serio con bici stradale, gravel ed e-MTB. Prova in anteprima della Monoscocca RR

La partnership con il Gruppo Zecchetto, gli ambassador ex professionisti e una prospettiva di lungo periodo: Ducati entra da protagonista nel mondo bici. Ho provato in anteprima la bici stradale.

La sala si affaccia sul rettilineo del Marco Simoncelli World Circuit di Misano Adriatico. Ma questa volta non si parla di moto, anche se sul palco c’è Claudio Domenicali, amministratore delegato Ducati. Protagonista della scena è la nuova gamma di biciclette, che segnano l’ingresso del costruttore italiano nel mondo del ciclismo ad alte prestazioni. Non si tratta della concessione del marchio ma di un progetto di lungo termine, che però fin da subito porta sul mercato – concessionarie Ducati comprese – una gamma composta da strada, gravel e e-MTB.

Vincenzo Nibali in pista a Misano sulla Monoscocca RR da 12.990 euro.

Per questo passo, che non è affatto solo commerciale, Ducati ha scelto come partner un suo fornitore storico nel campo della componentistica in fibra di carbonio: si tratta di Diamant, società del Gruppo Zecchetto, già presente nel ciclismo con i marchi DMT (le scarpe di Pogacar, per intenderci) e Alè Cycling (abbigliamento). Di grandissimo nome ed esperienza gli ex atleti scelti per contribuire a sviluppare le bici. Il “roaster” è composto da Vincenzo Nibali, Elia Viviani, Alessandro Petacchi e Mattia Viel, con Lorenzo Suding tester per le E-MTB. Alla presentazione era presenta anche Gianni Bugno, indimenticabile campione del mondo e leggenda del ciclismo italiano. 

Sul palco, nel corso della conferenza presentata da Barbara Pedretti, volto notissimo nel ciclismo, si sono alternati gli ex atleti e i due AD Domenicali e Philippe Zecchetto. E alla fine, a sorpresa, ecco arrivare Tony Cairoli, collaudatore Ducati e appassionato di e-bike. Andiamo a scoprire la gamma, composta dalla stradale Monoscocca, dalla gravel sportiva GraviaX e dalle due versioni della piattaforma e-Enduro DM-160 R e DM-170 RR. Monoscocca e GraviaX sono proposte sia in versione completa, con due diversi montaggi per la Monoscocca, sia come frameset.

La fibra di carbonio è lasciata a vista, una scelta non comune.

Ducati Monoscocca, racing ma versatile

Il nome dice già qualcosa di interessante, ossia la tecnica costruttiva: rispetto alla maggior parte dei telai in commercio, infatti, qui non ci sono giunture o incollaggi strutturali, ma il telaio è realizzato in un unico pezzo per laminazione in singolo stampo, con gli intuibili vantaggi in termini di rapporto tra peso e rigidezza. La ricerca fluidodinamica ha dato vita a un telaio che ottimizza flussi e turbolenze, pur non essendo tecnicamente un telaio “aero” per come viene attualmente definita questa tipologia. La geometria è “racing all round”, cioè non si tratta di un telaio estremo bensì dedicato a un pubblico vasto, nonostante la destinazione racing di alta gamma. Il rapporto stack/reach di 1,42 in taglia M è tipico di una bici sportiva ma adatta anche alle lunghe distanze. La zona anteriore con angolo di sterzo di 72,3° e trail di 59 mm dovrebbe caratterizzare la bici come stabile sul veloce e precisa negli inserimenti in curva; il passaggio ruota consente di montare pneumatici fino a 32 mm di larghezza. 

La Monoscocca R monta il gruppo Shimano Ultegra Di2 e costa 8.590 euro.

La gamma Monoscocca è proposta in cinque taglie (XS, S, M, L e XL) e due versioni, Monoscocca R e Monoscocca RR, con la possibilità di acquistare il solo telaio (4.990 euro) e di personalizzarne la colorazione. La Monoscocca R (8.590 euro) è la versione d’accesso con gruppo Shimano Ultegra Di2, ruote Vision SC 45 e cockpit Vision Metron 5D SMR. La versione RR (12.990 euro) monta il gruppo Shimano Dura-Ace Di2, le ruote Vision Metron 45 RS e il manubrio Vision Metron ACR 5D EVO, per un peso dichiarato di 7,18 kg in taglia M senza pedali.

Molto interessante la possibilità di personalizzare online il telaio o la bici completa, scegliendo tra diverse combinazioni di colori e finiture. La bici arriverà in questi giorni nella rete distributiva, sia presso i rivenditori che già vendono prodotti del Gruppo Zecchetto, sia in tutte le concessionarie Ducati. 

Elia Viviani in sella alla Monoscocca RR.

Scopriamo qualcosa di più della Monoscocca nelle parole dei campioni che l’hanno sviluppata.

Elia Viviani
Volevamo realizzare una bici moderna, veloce ed efficace ma non estrema bensì completa. Abbiamo cercato l’equilibrio, il rapporto tra peso e rigidezza, l’efficienza aerodinamica, il comfort e una indiscutibile qualità di guida, che ci faccia sentire sicuri nelle diverse condizioni d’uso. Il telaio monoscocca segue un processo produttivo completato dalla laminazione a stampo unico. Il carbonio è bello da vedere e quindi in alcune parti è lasciato a vista. L’aerodinamica evoluta è stata studiata per abbassare il Cx; i raccordi tra forcella e telaio e il carro basso agevolano lo scorrimento dei flussi. La geometria è race allround: la bici è reattiva ma vogliamo che si possa pedalare per ore. Scorrevolezza, reattività e qualità di guida fanno parte dell’equilibrio generale che caratterizza questa bici. 

Vincenzo Nibali
Ho pedalato tanto su questa bici, a partire dalle Strade Bianche, dove ho trovato fondo scivoloso e pioggia. Mi sono trovato subito a mio agio nella guida, ho avuto un buon feeling fin dall’inizio. Ho sistemato le mie misure su tanti fondi stradali. Il peso è contenuto tra i 7 e i 7,1 kg. Il carro basso conferisce rigidità, la bici è fluida e stabile in curva. La guida è molto diretta, la bici non stanca. 

Alessandro Petacchi
Ho provato la bici con tante ripartenza, simulando gli sprint. La reattività non deve inficiare la stabilità. In discesa se l’avantreno è ben progettato non hai bisogno di modificare le traiettorie. La credibilità del progetto e la volontà di fare un lavoro serio, che duri nel tempo, mi hanno convinto a collaborare. L’aspettativa è altissima. Da corridore ho sempre ritenuto che sono i dettagli a fare la differenza. Nello sviluppo non è stato trascurato nulla. La nostra sensibilità di ex professionisti sicuramente ha permesso di dare feedback interessanti per ottenere un prodotto unico.

Un primo test della Monoscocca, in pista con i campioni

L’emozione è stata tanta, sia per il primo test della Monoscocca, sia perché accanto a me in pista c’erano Nibali, Viviani, Petacchi e Bugno… Il test organizzato da Ducati e Gruppo Zecchetto mi ha permesso di fare i primi 15 chilometri in sella alla nuova bici stradale, pur in un contesto particolare come la pista di Misano Adriatico, per l’occasione battuta da un sole impietoso. Pronti, via con due giri di riscaldamento e di chiacchiere con i campioni. Fino a quando, improvvisamente, si è accesa la bagarre: scatti, controscatti e tentativi di fuga, sul filo – ma più spesso oltre – i 50 all’ora. La bici, che ho provato in taglia S con altezza sella di 71 centimetri, ha misure racing ma senza forzature. In particolare l’inclinazione del busto è ben sostenibile, il carico su polsi e avambracci mai eccessivo, la sensazione di comfort generale molto buona. Montata con gruppo Shimano Dura Ace Di2 e gomme Continental da 30 mm, la Monoscocca RR digerisce bene anche i cordoli bassi di Misano, dimostrando un buon assorbimento sia da parte della forcella e del carro, sia da parte delle ruote Vision Metron 45 RS. La risposta in piedi sui pedali, mentre faticosamente cerco di non perdere la ruota dei campioni, è pronta, senza però che la bici sobbalzi o perda aderenza al retrotreno. Brillante sì, nervosa no. Il compromesso ricercato da Ducati sembra essere stato raggiunto. E Nibali giura che in discesa questa Monoscocca sia velocissima… Lo scopriremo presto.

GraviaX, la gravel di qualità

Con la GraviaX Ducati propone la stessa tecnica di laminazione monoscocca del carbonio, marchio di fabbrica del Gruppo Zecchetto, applicata a una bici dall’impostazione racing ma non estrema, perciò coerente con la proposta stradale. Anche in questo caso, infatti, l’obiettivo è l’equilibrio tra prestazioni e comfort, su asfalto e su sterrato

Il rapporto stack/reach di 1,46 in taglia M porta a un assetto non troppo aggressivo; il tubo sella ha l’asse avanzato, mentre il carro è compatto con i suoi 427 mm di lunghezza. Questa gravel deve anche essere stabile: per questo sono state scelte misure di 71° per l’angolo di sterzo e di 64 mm per il trail, in modo da avere precisione e feeling davanti, oltre che un adeguato bilanciamento generale. Il passaggio ruota è rispettivamente di 50 mm nelle configurazioni a singola corona e di 45 mm in quelle a doppia corona. Tra gli optional figura un reggisella opzionale con offset arretrato di 18 mm, che rende la posizione di guida più rilassata e comoda per chi fa molti chilometri. 

La GraviaX si presta anche al bikepacking, vista la presenza del porta-attrezzi nel tubo obliquo e la predisposizione per borse e accessori. Il telaio è compatibile con i principali gruppi, compresi quelli non elettromeccanici. 

La GraviaX in colorazione bronzo è senza dubbio molto riuscita sul piano estetico.

È possibile acquistare il solo telaio (2.990 euro) o la bici completa GraviaX R, in cinque taglie (XS, S, M, L e XL). La GraviaX R (5.990 euro) è montata con gruppo SRAM Force XPLR AXS, ruote in fibra di carbonio marchiate Ducati G-Line con profilo da 42 mm e canale interno da 25 mm, manubrio Ducati G-Line in carbonio con passaggio cavi integrato e flare di 6°, pneumatici Continental Terra 700×45 e sella Novus Boost Evo. Il peso dichiarato della bicicletta è degno di nota: 8,2 kg in taglia M senza pedali. Due le proposte cromatiche: la prima è monocolore bronzo, molto originale, mentre la seconda su base bianca ricorda le grafiche della enduro Ducati DesertX. 

Mattia Viel
Ci siamo chiesti quale fosse il prodotto migliore da proporre al pubblico, perché il gravel è in continua evoluzione. Per noi la prestazione e la versatilità sono molto importanti. Abbiamo cercato un equilibrio. La bici deve essere accessibile, divertente e veloce. C’è un vano portaoggetti, ci sono i punti di fissaggio per il bikepacking. La bici è aggressiva ma senza esagerare, e permette di divertirsi anche per una intera giornata in sella. 

e-Enduro, due modelli con diversa vocazione

Ultimo capitolo, ma non per rilevanza, è quello delle e-MTB o e-Enduro. Due le proposte, entrambe con l’ambitissimo motore Avinox M2S che sviluppa 1300 Watt di potenza massima e l’impressionante coppia di 130 Nm (150 Nm in modalità Boost per 30 secondi). Del pacchetto fanno parte le modalità di assistenza auto-adattative, il GPS integrato, l’eSim e la batteria integrata da 800 Wh. Il telaio è in fibra di carbonio e c’è la possibilità di adattare il comportamento dinamico delle bici tramite tre flip chip, che intervengono su progressività della sospensione, geometria dell’assetto e formato ruota.

Le due proposte e-MTB differiscono per destinazione, componentistica e diametro delle ruote.

La DM-160 R (7.990 euro) è la meno estrema: nasce per il Performance Trail, è stabile alle alte velocità e secondo il costruttore garantisce elevata trazione in salita. L’equipaggiamento comprende forcella RockShox Zeb Select da 160 mm di escursione con steli da 38 mm, ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ da 205×60 mm, trasmissione SRAM Eagle 90 T-Type e freni Maven Base. Le ruote sono da 29″.

La DM-170 RR (9.490 euro) è il modello di punta, ispirato al concetto di Enduro Gravity. Adotta una configurazione ruote mullet, con anteriore da 29″ e posteriore da 27,5″; monta forcella Öhlins RXF38 M.3 Air da 170 mm di escursione e steli da 38 mm, ammortizzatore Öhlins TTX Air da 205×65 mm, trasmissione SRAM GX Eagle AXS, freni Maven Bronze e manubrio FSA Gradient Carbon. E, nelle parole dell’AD Claudio Domenicali, che la utilizza spesso, è una moto con i pedali…

Il motore Avinox M2S mette a disposizione ben 150 Nm di coppia in modalità Boost.

Entrambi i modelli utilizzano ruote FSA NS i30 Gradient e sella Prologo Proxim Custom. La gamma è disponibile in tre taglie (S1, S2 e S3), con peso dichiarato della DM-170 RR di 22,8 kg e di 23,4 kg per la DM-160 R, entrambe nella taglia S2 senza pedali.

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